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    Scusa e grazie

    di  Rosangela Zavattaro Rastelli
    segnalato da
    Toty Donno

    Toty Donno per www.lavocedelmarinaio.comCi sono due parole “scusa” e “grazie”, che sembrano sparite dal vocabolario dei giovani e meno giovani ma soprattutto dall’abc del cuore. Di tutti. Sono, da sempre, le parole del perdono, e della gratitudine, della riconoscenza, o meglio del riconoscimento di aver ricevuto qualcosa da qualcuno, magari fin dalla nascita: dai genitori, dai nonni, dalla tata e poi crescendo, dall’amico, dall’innamorato-a, dal collega, dal sacerdote. Una volta i genitori cercavano di insegnarle ai loro piccoli insieme all’amore, come un’altra faccia dell’amore o, semplicemente, come espressione di educazione, di una cultura della reciprocità e dell’altro come me.
    Oggi tutti hanno diritti e, fin dalla culla, tutto è dovuto. Sempre. Specie dai giovani, dai figli, proprio in quanto figli che “non hanno chiesto loro di venire al mondo” per cui anche il dono della vita diventa spesso una colpa dei genitori da dover scontare. Per sempre.
    Quante bocche serrate o insulti piuttosto che chiedere scusa. Quanti “scusa” e “grazie” non si sono mai pronunciati. Quanti silenzi offesi ed offensivi hanno creato muri tra le persone, fra i popoli, le nazioni e provocato perfino eccidi, distruzioni. Si è perso il senso elevato di queste parole che sono un gesto di pace e di riscatto, un tendere la mano, chiedere comprensione, e rafforzare legami, amicizie. Di quanti “scusa” e “grazie” mai pronunciati si sono nutrite le separazioni, i divorzi, le fughe e forse, peggio ancora, certe vendette e raptus?
    La forza delle parole mai dette, è talvolta più dirompente di quelle urlate perché il silenzio scava sotterranei, inguaribili solchi di incomprensioni. Ricordo il motto scout di Baden Powell sulla gratitudine:
    Un dono non ti appartiene veramente finchè non hai ringraziato”.

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    Un pizzico di perdono e dimentica il passato

    di Toty Donno

    Toty Donno per www.lavocedelmarinaio.comIl bene è l’unico investimento che non delude mai. I buoni sanno dimenticare un’offesa e seppellire nel silenzio il rancore, confortano chi è triste e sorridono a tutti, anche a loro stessi. I buoni parlano con i fiori, ricordano sempre il bene ricevuto dagli altri, mantengono sempre la parola data e perdonano…
    Quando dai, aggiungi sempre un po’ di te a ciò che dai: un pizzico della tua mente, un battito del tuo cuore, una vibrazione della tua anima. E avrai dato di più. Quando dai, fallo sempre col sorriso sulle labbra, aggiungici poi una manciata di gioia e d’allegria, e porgi il tutto con la mano dell’amore. E avrai dato di più. Quando dai non pensare di ricevere e riceverai tanto, e subito; la gioia di aver dato e la vittoria sul tuo egoismo. Se quando dai, dai anche te stesso darai di più, e riceverai di più.

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    La bella ‘mbriana

    di Toty Donno

    Toty Donno per www.lavocedelmarinaio.comOggi desidero condividere con voi uno dei miti più noti della cultura napoletana: quello della bella ‘mbriana che, secondo una romantica leggenda, era una principessa che aveva smarrito la ragione a causa di un amore infelice vagando, così, come un’ombra attraverso i vicoli della città. Il re, suo padre, per proteggerla ricompensava con doni anonimi quelle case in cui la figlia veniva accolta. Pertanto nacque la leggenda della fortuna legata a questa misteriosa presenza femminile che, nell’immaginario napoletano, rappresenta lo spirito della casa amante dell’ordine, potente e, al contempo, anche molto capricciosa: ella infatti porta benessere e salute nell’abitazione in cui è accolta ma si dimostra oltremodo vendicativa verso coloro che offendono la casa da lei protetta. Per questa motivazione non ci si deve mai lamentare di una casa troppo piccola o troppo buia ed eventuali progetti di trasloco non vanno mai discussi in casa o a voce alta.
    La bella 'mbriana autore ignoto - copiaE’ difficile descriverne l’aspetto in quanto la creatura appare solo per pochi istanti accanto ad una tenda mossa dal vento o nel riflesso della finestra; tuttavia viene descritta come una giovane donna dal viso dolce, solare e sereno come si può intuire dalla stessa etimologia latina del nome ‘mbriana, ovvero Meridiana: l’ora più luminosa del giorno.
    Una testimonianza dell’affetto verso questa figura risiede nell’ampissima diffusione del cognome Imbriani a Napoli derivante, appunto, da ‘mbriana.
    Un tempo si aveva l’abitudine di mettere a tavola un posto in più per lei con una sedia libera affinché ella potesse entrare e sedersi per riposare. La bella ‘mbriana, secondo la tradizione popolare, può anche manifestarsi come un geco che, nelle serate estive, caccia gli insetti vicino alle lampade; perciò i napoletani lo considerano un animale portafortuna e si guardano molto bene dal cacciarlo o disturbarlo.

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    Ogni momento è una grande fatica…
    ma voi allietate le nostre giornate, ci fate compagnia,
    ci permettete di restare in contatto con il mondo.
    GRAZIE.
    Ezio Vinciguerra
    www.lavocedelmarinaio.com

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    Dio ci cambia l’acqua tutti i giorni

    a cura di Toty Donno

    Due pesci rossi vivevano in un vaso di vetro.
    Nuotando pigramente in tondo avevano anche tempo per filosofare.
    Un giorno un pesce chiese all’altro:
    – “Tu credi in Dio?”
    – “Certo!”
    – “E come fai a saperlo?”
    – “Chi credi che ci cambi l’acqua, tutti i giorni?”

    Dio ci cambia l'acqua tutti i giorni

    La vita scorre dentro di noi come un fiume tranquillo ed è un miracolo. Ma facciamo l’abitudine anche ai miracoli. Ogni giorno è un dono tutto nuovo, una pagina bianca da scrivere. Dio ci cambia l’acqua tutti i giorni. Dio non muore il giorno in cui cessiamo di credere in una divinità personale, ma noi moriamo il giorno in cui la nostra vita cessa di essere illuminata dalla radiosità costante, e rinnovata giorno per giorno, da un miracolo la cui origine è al di là di ogni ragione.
    (Racconto di Bruno Ferrero)

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    Grazie Mamma

    di Toty Donno

    Toty Donno per www.lavocedelmarinaio.comMamma, non basterebbero inchiostro e carta per esprimerti tutta la felicità e la gratitudine, per quello che rappresenti e fai per noi. Dolce Mamma che preghi continuamente per noi peccatori… Tu che sei beata per aver accolto la Parola del Figlio tuo regalaci queste beatitudini perché anche in noi risplenda la volontà di Dio. Tu che sei stata rivestita dal Padre di Spirito Santo fa’ che anche noi possiamo essere rivestiti dello stesso splendore per vivere questa nostra esistenza da Figli di Dio. Fa’ che i nostri occhi possano vedere le meraviglie di Dio. Dona sapienza ai genitori affinché possano aiutare a crescere i figli non solo in età, ma anche in sapienza e grazia, e possano aiutarli ad occuparsi della volontà di Dio. Grazie, Mamma, per le carezze che fai ai bambini, per la forza e la consolazione che doni ai malati, per il sostegno che dai a chi è triste e sfiduciato. Ave Mamma, in te riponiamo tutta la nostra speranza, o Madre di Dio e Madre nostra: custodiscici sotto il tuo Manto. Amen.

    Madonna con Bambino dipinto di Toty Donno (diritti riservati dall'autore) per gentile concessione a www.lavocedelmarinaio.com