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    Banca della Memoria

    a cura Marinai di Spirito Santo

    Buongiorno ai naviganti,
    diamo un futuro alla memoria, nella consapevolezza che la memoria è conoscenza e che la conoscenza è libertà. Solo nella conoscenza l’uomo può trovare le ragioni e le condizioni per qualsiasi scelta della sua vita se vuole che possa essere veramente libera, senza condizionamenti.

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    Grazie Mamma

    
di Toty Donno (*)

    PER GRAZIA RICEVUTA
    Toty-Donno-per-www.lavocedelmarinaio.com_1

Mamma, non basterebbero inchiostro e carta per esprimerti tutta la felicità e la gratitudine, per quello che rappresenti e fai per noi. Dolce Mamma che preghi continuamente per noi peccatori…
    Tu che sei beata per aver accolto la Parola del Figlio tuo regalaci queste beatitudini perché anche in noi risplenda la volontà di Dio.
    Tu che sei stata rivestita dal Padre di Spirito Santo fa’ che anche noi possiamo essere rivestiti dello stesso splendore per vivere questa nostra esistenza da Figli di Dio.
    Fa’ che i nostri occhi possano vedere le meraviglie di Dio.
    Dona sapienza ai genitori affinché possano aiutare a crescere i figli non solo in età, ma anche in sapienza e grazia, e possano aiutarli ad occuparsi della volontà di Dio.
    Grazie, Mamma, per le carezze che fai ai bambini, per la forza e la consolazione che doni ai malati, per il sostegno che dai a chi è triste e sfiduciato.
    Ave Mamma, in te riponiamo tutta la nostra speranza, o Madre di Dio e Madre nostra: custodiscici sotto il tuo Manto. Amen.

    Madonna con Bambino dipinto di Toty Donno (diritti riservati dall'autore) per gentile concessione a www.lavocedelmarinaio.com(Grazie Mamma – Dipinto Olio su tela di Toty Donno) 

    Grazie mamma
 (Toty Donno)
    Grazie mamma
    perché mi hai dato
    la tenerezza delle tue carezze,
    il bacio della buona notte,
    il tuo sorriso premuroso,
    la dolce tua mano che mi dà sicurezza.
    Hai asciugato in segreto le mie lacrime,
    hai incoraggiato i miei passi,
    hai corretto i miei errori,
    hai protetto il mio cammino,
    hai educato il mio spirito,
    con saggezza e con amore 
mi hai introdotto alla vita.
    E mentre vegliavi con cura su di me,
    trovavi il tempo 
per i mille lavori di casa.
    Tu non hai mai pensato 
di chiedere un grazie.
    Grazie mamma,
    invisibile ma sempre presente.

    Grazie mamma (foto Toty Donno per www.lavocedelmarinaio.com)

    (*) Per saperne di più sull’autore digita il suo nome e cognome sul motore di ricerca del blog.

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    San Giovanni Paolo Secondo (18.5.1920 – 2.4.2005), l’ultima scintilla mandata dal Cielo

    di Pancrazio “Ezio” Vinciguerra
    ritratto (olio su tela) di Toty Donno (diritti riservati dell’autore)

    PER GRAZIA RICEVUTA

    Questo articolo è dedicato ai padri Micheliti, in particolare ai “padri spirituali” del Pontificio Santuario Maria SS. “ad Rupes” di Castel Sant’Elia (VT) che quotidianamente con fede, speranza e carità, con la preghiera e la perseveranza offrono ai pellegrini di entrare in “dialogo con Dio”, nel silenzio, personalmente e tramite la Sua Parola.

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    Di San Giovanni Paolo II si è parlato tanto, non solo nel suo per il suo pontificato e quindi per i tempi eccezionalmente brevi della beatificazione chiesta dai credenti fin dal giorno del suo solenne ed indimenticabile funerale avvenuto il 2 aprile 2005 ma per il suo cammino in questa Gerusalemme terrena.
    Papa Benedetto XVI il 1° maggio 2011 (altra data non a caso) ne celebrò la sua Beatificazione e l’attuale papa Francesco il 27 aprile 2014 lo ha canonizzato.
    Ma quelle di cui sopra non sono che date volute direttamente dal nostro Signore Dio Padre. In realtà dal giorno della sua nascita, dal giorno della sua dipartita, il sensus fidei di Dio donato al popolo cristiano aveva acclamato santo Giovanni Paolo II.
    Questo papa venuto da lontano, nemico del comunismo, sportivo, amante del teatro e dell’arte, pellegrino per il mondo come nessun suo predecessore, il grande Pontefice.
    La sua grandezza umana, spirituale e storica si può di seguito riassumere dalla sua nascita, dal suo sposalizio con Dio e soprattutto da quegli oltre 26 anni di pontificato (16 ottobre 1978 – 2 aprile 2005) che gli hanno permesso di imprimere nella storia una impronta decisiva ed indelebile fin dalle sue prime parole pronunciate nell’omelia di insediamento al suo pontificato (22 ottobre 1978):

    “Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura!”.

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    Questo che lui chiedeva, lo ha fatto per primo: ha aperto a Cristo la società, la cultura, i sistemi economici, invertendo con quella forza spirituale che gli veniva da Dio una tendenza che fino ad allora sembrava irreversibile ed incontrovertibile.
    La sua testimonianza mista di sofferenza e gioia, quel suo indimenticabile abbracciare la Croce, il suo amore e coraggio ci ha ridato la forza di credere in Cristo, Redentore dell’uomo.

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    Si consiglia la lettura del seguente link:
    https://www.lavocedelmarinaio.com/2011/04/giovanni-paolo-ii/

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    Ho imparato l’amore

    di Toty Donno

    Dopo un po’ impari la sottile differenza fra tenere una mano ed incatenare un’anima e impari che l’amore non é appoggiarsi a qualcuno e la compagnia non é sicurezza.
    Inizi ad imparare che i baci non sono contratti e i doni non sono promesse, e cominci ad accettare le tue sconfitte a testa alta e con gli occhi aperti; con la grazia di un adulto, non col dolore di un bambino. Impari a costruire le tue strade oggi perché il terreno del domani é troppo incerto per fare piani. Dopo un po’ impari che il sole scotta se ne prendi troppo. Perciò pianti il tuo giardino e decori la tua anima, invece di aspettare che qualcuno ti porti fiori.
    E impari che puoi davvero sopportare, che sei davvero forte e che vali davvero.

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    25.1.2016, Edoardo Bartolomei e la solitudine che reclama pace

    di Roberto Tento – Toty Donno – Pancrazio “Ezio” Vinciguerra

    Banca della memoria - www.lavocedelmarinaio.com

    Roberto Tento per www.lavocedelmarinaio.com copiaCiao Ezio,
    ho avuto la notizia che è mancato il 25 u.s. il marinaio Edoardo Bartolomei. Era imbarcato sulla nave Canopo…
    La notizia è arrivata in ritardo, oggi era il suo Compleanno e la figlia vedendo arrivare gli Auguri degli amici (solo 41) nella sua bacheca di facebook ci ha avvisato della scomparsa.
    Ciaooo Ezio che periodo nero…
    Buona serata
    (0re 19.44. del 6.2.2016)

    Edoardo Bartolomei per www.lavocedelmarinaio.com

    Ezio-Pancrazio-Vinciguerra-www.lavocedelmarinaio.com_10Ciao Roberto,
    grazie dell’informazione.
    Adesso Edoardo riposa in pace fra i flutti dell’Altissimo coccolato nella banca della memoria, dal ricordo dei parenti e dal cuore dei marinai di una volta, come quello tuo, come quello misericordioso di alcuni marinai.
    A volte la solitudine reclama la pace…perché la vita è bella!
    Un abbraccio a te e ai tuoi cari e bona domenica Roberto
    Pancrazio “Ezio” Vinciguerra
    (ore 09.01 del 7.2.2016)

    Nave Canopo - www.lavocedelmarinaio.comI canopini vecchi leoni foto roberto lugato per www.lavocedelmarinaio.com

    La solitudine che reclama la pace (Toty Donno)
    Toty-Donno-per-www.lavocedelmarinaio.com_1 copiaFuori dal frastuono esterno, quando il rumore sembra sommergerti, ecco la solitudine.
    Gesù, quando aveva bisogno di pregare, andava nel deserto da solo.
    La solitudine è momento di meditazione che mette la tua anima in uno stato di quiete temporanea,
    essenziale a mantenere stabile il tuo baricentro. Difatti è inopportuno che distogliamo la nostra concentrazione, sulla tua coscienza, sul destino da perseguire e quindi sul nostro baricentro.
    Il Baricentro è l’equilibrio che discerne il bene dal male, il giusto dall’ingiusto e che dirige la barchetta verso il nostro destino.
    Molte cose sono state fatte contro l’uomo, molte sofferenze ed imprevisti sono tesi perché l’uomo venga destabilizzato, perché una volta che ci si fa prendere la mano dagli eventi possa essere sbattuto senza alcuna meta come foglia che viene presa dal vento e volando senza alcuna meta, portato lontana senza alcun destino.
    Per questo, non dobbiamo cadere come foglia morta dall’albero della vita ma attaccarci con tenacia ad essa e prima di ferire il cuore del fratello, specialmente di un giovane, riflettiamo semplicemente perché non abbiamo nessun diritto di creare dolore.
    In questi momenti di solitudine, è il silenzio che reclama pace.

    La vita è bella (toty donno) - www.lavocedelmarinaio.com

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    2 ottobre – Festa dei nonni

    a cura Toty Donno



    Toty-Donno-per-www.lavocedelmarinaio.com_Il nonno teneva per mano il nipotino e indicava i poderosi alberi del viale. Raccontava che niente è più bello di un albero. “Guarda, guarda gli alberi come lavorano!” “Ma che cosa fanno nonno?” “Tengono la terra attaccata al cielo! Ed è una cosa molto difficile. Osserva questo tronco rugoso. E’ come una grossa corda. Ci sono anche tanti nodi. Alle due estremità i fili della corda si dividono e si allargano per attaccare terra e cielo. Li chiamano rami in alto e radici in basso. Sono la stessa cosa. Le radici si aprono la strada nel terreno e allo steso modo i rami si aprono una strada nel cielo. In entrambi casi è un duro lavoro!” Ma, nonno, è più difficile penetrare nel terreno che nel cielo!” “Eh no, bimbo mio! Se fosse così, i rami sarebbero belli dritti. Guarda invece come sono contorti e deformati dallo sforzo. Cercano e faticano. Fanno tentativi tormentosi più delle radici.” “Ma chi è che fa fare loro tutta questa faticaccia?! “E’ il vento. Il vento vorrebbe separare il cielo dalla terra. Ma gli alberi tengono duro. Per ora stanno vincendo loro”
    E’ questo il duro lavoro della nostra fede: tenere il cielo attaccato alla terra.

    2 ottobre - festa dei nonni - www.lavocedelmarinaio.com

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    Festa della Mamma

    A TUTTE LE MAMME CHE FREQUENTANO QUESTA PAGINA E A TUTTE QUELLE DONNE CHE, CON LA BENEDIZIONE DELLA VERGINE MADRE DI DIO, DIVENTERANNO MAMME.

    La mamma del marinaio emigrante di poppa
    (9.8.1922 – 29.7.2012)

    Vieni… vieni qui a sederti…
    accanto a me… su queste colonne
    che un tempo puntavano al sole,
    che nessun vento ha mai fatto
    vacillare, piantate in questa terra
    come segni di un eterno ritorno…
    siedi e troverò le parole che forse
    non ho mai pronunciato… noi,
    noi uomini dalle mani sempre
    un po’ troppo grosse, dai gesti
    impacciati, dagli abbracci goffi
    e sbadati, noi uomini a volte tiranni
    a volte signori indulgenti,
    noi uomini che lasciamo ai poeti
    sempre i versi migliori, noi uomini
    che amiamo una donne senza
    dirglielo mai… tu, invece, paziente,
    lo hai desiderato in silenzio,
    hai sperato che la tua fragilità
    trovasse riparo nelle mie parole,
    se mai ci fossero state, e per questo
    ha saputo aspettare… lo so bene,
    sono le parole di chi ti ama a
    renderti più forte…ora lo so e sono
    pronto a raccontarti tutte le donne
    che vedo, quando vedo te…
    donne di mare, donne di terra,
    rocce e sirene, sagge come questi
    olivi e forti come queste querce,
    tenaci e impenetrabili come
    i veli neri che coprono il capo
    delle nostre vecchie, donne con
    le labbra rosse e la pelle cotta
    dal sole, donne così facili da amare
    che vivono nei campi come zingare
    a bagnare mani nell’acqua,
    a lavare vesti di uomini che
    a loro solo appartengono,
    oppure silenziose sui ciottoli
    sconnessi del sagrato di una
    cattedrale, donne dagli occhi
    come binari che corrono fino
    alle terre dove tutte le memorie
    sono custodite…

    (*) tratta dall’opera teatrale “Girgenti amore mio”
    di Gianfranco Jannuzzo e Angelo Callipo

    La mamma del marinaio emigrante di poppa - www.lavocedelmarinaio.com

    La mamma del marinaio di Enzo Arena
    Oggi è la festa della mamma ed un omaggio alle mamme della gente di mare mi sembra doveroso.
    Che siano ancora con noi o che siano in cielo, le nostre mamme hanno sempre vegliato e continuano a vegliare su di noi. Hanno gioito e continuano a gioire delle nostre felicità ma hanno, e continuano ad avere sempre, il pensiero e la pena per la nostra lontananza. Sempre a pregare in silenzio nelle notti di burrasca ed a sprizzare felicità solo per una nostra telefonata. A loro basta vederci tornare e noi ricambiamo con un “grazie” che per quanto grande sia non è mai grande abbastanza.

    La mamma del marinaio (Enzo Arena)

    Alito dolce e senti il suo profumo.
    Quando hai bisogno ti sfiora una carezza.
    Se stringi i pugni la senti a te vicino
    e la burrasca diventa dolce brezza.

    La vedi li, affacciata alla finestra,
    che scruta il tempo …il tempo di rientrare.
    Vedi il suo volto, le rughe, il suo pensiero.
    E’ sempre li …sta sempre ad aspettare.

    E’ brivido caldo che scorre nelle vene.
    Se chiudi gli occhi la puoi anche vedere.
    Questa è la mamma che un giorno Dio ci ha dato.
    Questa è la mamma di chi va per mare.

    La mamma dei marinai - www.lavocedelmarinaio.com

    Una mamma (Angela Guida)
    E’ così, fra panni da stendere, piatti da lavare, cucinare, spolverare, creare, cucire, dar da mangiare al gatto, aspettare che torna tuo figlio, tuo marito, che la famiglia sia al completo, è  già sera anzi è già notte…Ora siamo al completo.
    Non bastano ventiquattro ore ed allora: sistema la cucina, metti a posto la tavola, spazza di qua e di la, spegni le luci, chiudi la porta, lascia sistemato per domani mattina, ….shh….shh…tutti dormono ma una mamma non dorme mai  ….shh…shh ….silenzio, spengo il pc…tutti dormono.

    Una mamma (Angela Guida)

    Una mamma,
    è il sole quando il tempo è scuro,
    è una stella che ti illumina
    anche quando non è più vicino a te.
    Basta scrutare attentamente
    il cielo dell’anima …la vedrai li,
    che ti guarda, che ti protegge
    che non ti abbandonerà mai.

    Angela guida per www.lavocedelmarinaio.com (2)
    Le mani di una madre segnalata da Toty Donno

    Le mani di una madre foto da internet

    Quante cose sanno fare le mani di una Madre,
    strumenti sapienti che riportano i segni
    del tempo e della fatica che hanno affrontato;
    le rughe e le macchie
    la pelle brunita
    sono i segni del tempo
    che ci parlano
    di vita vissuta
    del duro lavoro di tutti i giorni,
    che ci parlano d’amore
    quell’amore grande smisurato
    che soltanto una Madre sa dare.
    Per questo
    bacio le mani di mia Madre.

    Mamma (Francesco Montanariello)

    Mamma Montanarello - www.lavocedelmarinaio.com


    Mamma forza e sorella coraggio
     di Toty Donno e Pancrazio “Ezio” Vinciguerra

    …a mamma Luisa e a sorella Francesca, ai loro occhi

    Nelle circostanze più difficili non preoccupatevi!
    Guardate a ciò che state passando come una sfida, come un ostacolo, come un’opportunità per accrescere la vostra forza e la vostra pazienza perché le persone migliori sono quelle che nonostante la lotta o la sconfitta non si fanno cambiare in peggio.
    Mantenete la fiducia in voi stesse, senza cambiare il vostro atteggiamento, il modo di vedere le cose, anche se non è possibile cambiare le circostanze.
    Guardare da vicino i problemi significa non lasciarsi sconfiggere da essi perché s’impara a conoscere la vera amicizia e, con gli amici veri, percepisci il potere che hanno su di te  consentendo loro di insegnarti quello che hai bisogno di sapere e poi vai avanti … non abbiate paura perché ciò che non vi distrugge vi fortifica.

    GLI OCCHI DI  LILLO, DOMENICO E DELLA SOLIDARIETA - www.lavocedelmarinaio.comCopia

     

    Preghiera della mamma di Toty Sonno Carlo Di Nitto

    Signore, Ti affido i miei figli: veglia su di loro. Li ho cresciuti nella tua conoscenza, ho fatto loro conoscere ed amare il Tuo Amore. Ora sono cresciuti, si sono a poco a poco staccati da me. Sono Persone.
    Ho cercato con impegno attento, di abituarli a fare a meno di me. Di me, non di te, Signore. Tu me li avevi donati e affidati, io li ho cresciuti nel Tuo nome. Ora sono io che li affido a Te. A Te che li puoi seguire dovunque. Meglio di quanto non abbia mai potuto fare io.
    Signore, io non ti prego di allontanare da loro le difficoltà; ma fa’ che essi trovino in Te la forza per superarle: esse li matureranno.
    Non Ti prego di allontanare da loro i pericoli, ma fa’ che essi li sappiano affrontare con coraggio e bontà: essi li faranno uomini. Non Ti prego di evitare loro le delusioni della vita, ma di conservare loro la speranza e la fede: con esse potranno rendere il mondo migliore. E se non mancherà loro, Signore, certamente la loro parte di dolore quotidiano, da’, loro, Ti prego, la forza di unirlo a quello del Tuo divin Figlio, di offrirlo a Te: esso li farà santi.
    Veglia, ti prego, sui miei figli.

    La-marinaia-Di-Nitto-per-www.lavocedelmarinaio.com_