• Attualità,  Poesie,  Recensioni,  Sociale e Solidarietà

    12.10.2018 a Sestu (CA) presentazione del libro “Ponticello di Legno di Carlo Sorgia”

    a cura Dott.ssa Susanna Barella

    Venerdì 12 ottobre, alle ore 19,15, verrà presentato il  libro di poesie “Ponticello di legno di Carlo Sorgia” (edizioni Urso), presso lo spazio Casa Ofelia del Comune di Sestu (CA).
    Condurrà l’evento la dottoressa Susanna Barella.
    Chitarra: Corrado Costa.
    Lettrici: Susanna Barella, Maria Teresa Leccese, Gianna Ventura e Rita Cicotto. Sarà presente l’assessore del Comune Nicola Ruggiu.
    Ingresso gratuito.

  • Attualità,  Curiosità,  Marinai,  Marinai di una volta,  Navi,  Per Grazia Ricevuta,  Poesie,  Racconti,  Recensioni,  Storia

    7.10.1571 a Lepanto, la croce e la mezzaluna e la preghiera alla beata Vergine Maria del Rosario

    di Pancrazio “Ezio”Vinciguerra

    PER GRAZIA RICEVUTA

    Arrigo Petacco, storico e autore di molti saggi, ha pubblicato “La croce e la mezzaluna: Lepanto 7 ottobre 1571” (Mondadori 2005). La narrazione dell’epica battaglia, minuziosamente narrata, trasferisce al lettore un documento di elevato impatto per comprendere come il valore della storia sia da tributare all’azione degli uomini. Il libro di Petacco, oltre che di grande attualità, rappresenta un contributo importante alla reciproca conoscenza forse non facile, ma necessaria, tra due diverse culture.
    Più di quattro secoli fa, la Lega Santa Europea sconfiggeva in mare a Lepanto i Turchi. Una svolta nella storia del vecchio continente. La battaglia durò solo cinque ore, cinque ore che cambiarono il nostro destino: l’Europa non diventò una provincia turca e il Mediterraneo non si trasformò in un lago musulmano.
    A Lepanto nel 1571, l’Europa vittoriosa conservò la sua indipendenza e la sua tradizione. I turchi che sembravano invincibili, furono costretti ad arrestare la loro espansione verso occidente. L’Impero Ottomano e la Lega di Stati Europei, a Lepanto si giocarono tutto, per questo lo scontro non fu lungo ma straordinariamente violento.
    Si dice che la flotta cristiana e quella turca in battaglia assunsero rispettivamente le formazioni della croce e della mezza luna. Il coraggio sovraumano con cui i Cavalieri di Malta difesero la loro croce, la più odiata dei musulmani, fanno da sfondo all’eroismo di molti e all’avidità di alcuni. Nella battaglia servì anche l’ingegno umano per l’espediente del grasso spalmato sui ponti delle navi cristiane in modo da far scivolare i turchi all’arrembaggio.

    C’era fra i combattenti cristiani un soldato d’eccezione si chiamava Miguel Cervantes. Nel Don Chisciotte della mancia, qualche anno più tardi racconterà in forma allegorica e onirica il tramonto degli ideai cavallereschi che proprio a Lepanto ebbero l’ultima straordinaria consacrazione.
    Nell’anniversario della vittoria navale di Lepanto riportata dalla flotta cristiana e attribuita all’intercessione di Maria, fu istituita da papa Pio V la preghiera del santo Rosario.
    In realtà l’origine storica della preghiera risale al Medioevo un tempo questo in cui i salmi costituivano il punto di riferimento principale per chi pregava, ma rappresentavano anche un ostacolo insuperabile per coloro che non sapevano leggere.


    Si pensò allora di aggiungere alla preghiera dell’Ave Maria i misteri della vita di Gesù Cristo, allineati, uno dopo l’altro come grani di una collana divenendo quindi una preghiera per tutti, semplice ma profonda. Più tardi, nel 2002- 2003, san Giovanni Paolo II nell’anno del Rosario aggiunse alla preghiera del Rosario i misteri della luce che ci fanno contemplare alcuni momenti significativi della vita pubblica di Gesù.


    Occorre non disperdere questa preziosa eredità ritornando a pregare in famiglia e a pregare per le famiglie. La famiglia che prega unita, resta unita.

    Battaglia di Lepanto
    Lo stendardo di Pio V e la Canzone dei Trofei di Gabriele D’Annunzio. 

    a cura Carlo Di Nitto
    Lo Stendardo di Pio V (o meglio, quello che ne resta) che sventolò a Lepanto sulla galea ammiraglia della squadra pontificia comandata da Marcantonio Colonna e da questi donato alla Cattedrale di Gaeta al suo ritorno da Lepanto.
    Così viene ricordato da Gabriele d’Annunzio nella sua:

    “Canzone dei Trofei”

    “O Gaeta, se in Sant’Erasmo sei
    a pregar pe’ tuoi morti, riconosci
    il Vessillo di Pio ne’ tuoi trofei,
    toglilo alla custodia perché scrosci
    come al vento di Lepanto tra i dardi
    d’Ali, mentre sul molo tristi e flosci
    sbarcano i prigionieri che tu guardi
    e che non puoi mettere al remo.”

  • Attualità,  Marinai,  Marinai di una volta,  Poesie,  Recensioni,  Storia,  Un mare di amici

    Pasquale “Simone” Neri

    (Pancrazio “Ezio” Vinciguerra e Joseph Gorgone)

    Qual più grande sacrificio, si possa fare;
    se non la propria vita per l’altrui dare?
    Sacrificio supremo, in terra oppure in mare;
    gesto nobile e bello, generato dal saper amare!
    Alla propria salvezza, sul tetto di casa sua rinunziò
    e senza pensar due volte, nel fango si buttò;cercò,
    trovò e per ben otto volte l’altrui vita egli salvò
    udito il pianto di un bambino, il fango lo richiamò.
    Quel pianto di bimbo voleva trovare e placare,
    per l’ennesima volta, Simone si mise a cercare;
    brancolando nel buio e nel fango quella sera,
    Simone, non trovò il bimbo e ne lui poté tornare.
    Trent’anni non compiuti, una vita da esplorare;
    una donna che lo amava, or è sola a ricordare.
    La famiglia tutta affranta, sol possiamo consolare,
    e le gesta di Simone ai posteri ricordare.

  • Attualità,  Marinai,  Marinai di una volta,  Poesie,  Recensioni,  Storia

    Sotto le stelle di Cefalonia (15-26.9.1943) di Marco Mattei

    di Marco Mattei

    IN RICORDO DEI MARTIRI DI CEFALONIA
    (15-26 settembre 1943)

    Sotto le Stelle 
(Marco Mattei)



    Fluttuando qui
    così, con te
sotto le stelle.
    Allineati
    da 13 miliardi di anni
    la vista
è bella e nostra.
    Soli stanotte
    sotto le stelle.
    Girando attorno
    e attorno con te.
    Guardando ombre
    che fanno scomparire la luce
    così luminosa
    dai tuoi occhi
    una lacrima
    un altro spazio è nostro.
    Soli stanotte
    guardando come le ombre scompaiono.
    Le onde si infrangono.
    Le onde…

  • Attualità,  Marinai,  Poesie,  Racconti,  Recensioni,  Storia

    Cefalonia e il mandolino del Capitano Corelli 
(Louis De Bernieres)



    “L’amore è una pazzia temporanea, erutta come un vulcano e poi si placa. E quando accade, bisogna prendere una decisione. 
Devi capire se le vostre radici si sono intrecciate al punto da rendere inconcepibile una separazione.
Perché questo è l’amore.
 Non è l’ardore, l’eccitazione, le imperiture promesse d’eterna passione, il desiderio di accoppiarsi in ogni minuto del giorno.
 Non è restare sveglia la notte a immaginare che lui baci ogni angoletto del tuo corpo.
 No, non arrossire, ti sto dicendo qualche verità.
Questo è semplicemente essere innamorati, una cosa che sa fare qualunque sciocco.
 L’amore è ciò che resta quando l’innamoramento si è bruciato; ed è sia un’arte, sia un caso fortunato.
 Tua madre ed io avevamo questa fortuna, avevamo radici che si protendevano sottoterra l’una verso l’altra,e quando tutti i bei fiori caddero dai rami, scoprimmo che eravamo un albero solo, non due.
 Ma, a volte, i petali cadono senza che le radici si siano intrecciate”.