• Attualità,  Per Grazia Ricevuta,  Sociale e Solidarietà,  Un mare di amici

    Buona Pasqua 2019

    di Pancrazio “Ezio” Vinciguerra

    Fede, speranza e amore. Ecco le virtù che, secondo San Paolo, ci permettono di relazionarci con Dio e quindi con gli uomini, per vederne l’opera così come si manifesta nella nostra vita.
    La fede è la porta che ci permette di godere di questo dono gratuito che è la grazia di Dio.
    La speranza, poi, è quella virtù che non delude perché ci aiuta a vedere le cose dal punto di vista di Dio. L’amore di Dio, entrando nel nostro cuore e nella nostra vita, ci trasforma, rendendoci davvero capaci di vivere come Dio vuole: seguendo i 10 Comandamenti per non incorrere dei 7 peccati capitali.
    Il punto è che queste virtù teologali, donateci gratuitamente, vanno coltivate e fatte crescere con la nostra libertà e disponibilità. Altrimenti, finiscono per estinguersi, soffocate dal nostro egoismo e dalla nostra incapacità di vivere. Dio è il centro della nostra esistenza.
    Buona Pasqua di Resurrezione.

  • Attualità,  Marinai,  Marinai di una volta,  Navi,  Recensioni,  Un mare di amici

    20.4.2015, nel ricordo di Celestino Quero

    di Pietro Serarcangeli

    Il 20 Aprile 2015, dopo lunga e penosa malattia, l’Amico e Socio A.F.E.A., Celestino Quero lasciava la sua famiglia nello sconforto e nel dolore.

    Celestino, colpito da una patologia polmonare molto grave, dovuta al suo mestiere di “saldatore specializzato navale” che lo aveva portato a contatto con l’amianto, era sempre presente alle manifestazioni dell’AFEA, come la manifestazione di Roma del 2014.

    Lo ricordiamo come Persona cordiale, disponibile, educatissima e altruista.

    Non sarai mai dimenticato caro Celestino.
    Che il Signore ti tenga tra le Sue braccia misericordiose per l’eternità…

  • Attualità,  Marinai,  Marinai di una volta,  Navi,  Recensioni,  Storia,  Un mare di amici

    19.4.2013, nel ricordo di Albino Deidda

    di Pancrazio “Ezio” Vinciguerra

    Il 19 aprile del 2013, il Sergente nuotatore paracadutista Albino Deidda, Medaglia di Bronzo al Valor Militare, mollava l’ancora e salpava per l’ultima missione. Fino all’ultimo respiro il suo pensiero fisso è stato per Massimiliano Latorre e Salvatore Girone.
    Rendiamo a Lui gli onori come si conviene e come gli compete.

    “IO, ALBINO DEIDDA, NUOTATORE PARACADUTISTA GUASTATORE, APPARTENENTE ALLA DECIMA MAS, 91enne SI MA NON RINCOGLIONITO, M.B.V.M. , DICO A VOI FRATELLI PRIGIONIERI IN INDIA, NON MOLLATE MAI CHE TANTO PIU’ BUIO DI MEZZANOTTE NON VIENE. SE AVESSI 50 ANNI DI MENO AVREI TROVATO ALTRI FRATELLI NUOTATORI PARACADUTISTI PER RIPORTARVI A CASA CON O SENZA CONSENSO ALCUNO”.

  • Marinai,  Marinai di una volta,  Navi,  Recensioni,  Un mare di amici

    19.4.2012, in ricordo di Vincenzo Simonini

    a cura Comunità Militare

    Sommozzatore della Marina Militare.
    Muore durante un’immersione. La tragedia si consuma alla Stazione elicotteri di Luni, nelle piscine del reparto. 37 anni, di Viareggio, ha riportato arresto cardiaco durante un’immersione.
    Originario di Massarosa, era sposato.
    Vincenzo era un pilota di elicottero brevettato Ossalc (Operatore subacqueo del servizio di sicurezza abilitato ai lavori in carena) in servizio presso il quinto Gruppo della Stazione Elicotteri della Marina Militare di Luni.
    La morte è avvenuta durante un’esercitazione di simulazione di ammaraggio con elicottero (Helo dunker) alla piscina della stazione elicotteri mentre si stava preparando a svolgere l’attività di assistenza subacquea in vasca.

  • Attualità,  Che cos'è la Marina Militare?,  Marinai,  Marinai di una volta,  Navi,  Racconti,  Recensioni,  Un mare di amici

    Stanchezza

    di Giuseppe Procopio (*)


    L’orologio pare fermo o le lancette sono incollate?
    Mi chiedevo… questo turno sembra interminabile.
    Ho un sonno da morire, ma non si può dormire.
    Quasi quasi appoggio la testa per un attimo, e chiudo un po’ gli occhi.
    E se poi viene qualcuno?
    Certo le guardie non dormono … non lo devono fare!
    La luce dei neon  rende più pesante la mia testa, sbadiglio alla grande.
    Penso al turno più’ leggero … quello fino alle 24.
    Decido di adagiare la testa sulle braccia, sono seduto dal lato sinistro della consolle che da’ le spalle alla porta di ingresso della sala macchine.
    Cado in breve sonno pesante.
    Come immaginavo entra un sottufficiale.
    A stento mi tiro su, come se avessi un peso addosso.
    Non dice niente … comprende!.
    E ‘ uno di noi, si rende conto di quanto sacrificio.
    Ecco il senso del legame a bordo, chi ne ha fatto parte di un equipaggio comprende la stanchezza.
    (*) digita sul motore di ricerca del blog il suo nome e cognome per conoscere gli altri suoi scritti.