• C'era una volta un arsenale che costruiva navi,  Marinai,  Marinai di una volta,  Navi,  Pittori di mare,  Recensioni,  Storia

    16.11.1921, radiazione regia corazzata Italia

    a cura di Antonio Cimmino

    …a Castellammare di Stabia c’era un arsenale che costruiva navi, e adesso?

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    La regia corazzata Italia fu impostata nel regio cantiere navale di Castellammare di Stabia il 19 luglio 1876. Progettata da Benedetto Brin, aveva un dislocamento, a pieno carico, di 15.634 tonnellate.
    Fu varata il 29 settembre 1880 e fu radiata il 16 novembre 1921.

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    15.11.1899, varo del regio incrociatore torpediniere Coatit

    a cura Antonio Cimmino



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    Caratteristiche tecniche
    Incrociatore Cacciatorpediniere Coatit
    Varato: 15.11.1899.
    Dislocamento a pieno carico: 1510 tonnellate.
    Dimensioni: 91,6 x 9,3 x 3,5.
    Apparato motore: 8 caldaie Blechynden + e motrici a triplice espansione.
    Potenza: 8.129 cavalli.
    Eliche: 2.
    Nodi: 22.
    Armamento: 12 cannoni da 76 mm + 2 tubi l.s.

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    Breve storia
    Durante il conflitto Italo-turco del 1911 l’incrociatore torpediniere Coatit fu assegnato come unità esplorante della Seconda Squadra del vice ammiraglio Faravelli; bombardò diverse volte le posizioni nemiche lungo la costa, prese parte all’occupazione di Rodi e catturò una pirobarca nemica.

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    Regio incrociatore Goito

    di Carlo Di Nitto

    Il regio incrociatore Torpediniere “Goito”, classe omonima, dislocava 985 tonnellate a pieno carico. Progettato dal Generale Ispettore del Genio Navale Benedetto Brin, fu varato il 6 luglio 1887 presso i Cantieri Navali di Castellammare di Stabia, fu completato il 16 febbraio 1888 ed entrò in servizio l’11 maggio dello stesso anno.
    Immediatamente inviato a Barcellona a rappresentare l’Italia in occasione della Esposizione Internazionale, al rientro in patria effettuò attività di squadra per essere inviato subito dopo nelle acque del Levante.
    Nel 1890 e nel 1897 fu sottoposto a importanti lavori di trasformazione sia nell’impianto di propulsione sia nell’armamento, che venne attrezzato per la posa di mine. Svolse quindi, negli anni successivi intensa attività di squadra.
    Durante la guerra italo – turca venne dislocato a Punta Maestra per posare campi di mine e svolgere attività di vigilanza.

    Nel 1916 fu assegnato alla scuola meccanici che era stata trasferita a Castellammare di Stabia. Negli ultimi mesi della Grande Guerra eseguì servizi di scorta e di difesa al traffico nazionale effettuando anche missioni a Pola e Fiume.
    Nel 1919 tornò alle vecchie funzioni di nave scuola Meccanici svolgendo attività addestrativa e crociere d’istruzione.
    Passato in disarmo il 15 marzo 1920 e radiato ufficialmente il 04 luglio successivo, fu destinato alla vendita per demolizione dopo 32 anni di servizio.

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    21.10.1843, a Castellammare di Stabia varo della regia pirofregata Ercole

    di Antonio Cimmino

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    …a Castellammare di Stabia c’era un arsenale che costruiva navi, e adesso?

    antonio-cimmino-per-www-lavocedelmarinaio-com_1Il 21.10.1843 veniva varata, nel real cantiere navale di Castellammare di Stabia, la piro fregata Ercole. In questa fase il real cantiere si modernizza.
    La realizzazione di questa unità è di particolare importanza perché vengono sistemate le macchine a vapore fornite dalle Officine di Pietrasa, complesso industriale sorto prima della Breda e della Fiat. La macchina alternativa a vapore azionava due ruote laterali di propulsione a pale orientabili. Il tutto era di supporto al sistema velico.

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    17.10.1888, varo regia nave Re Umberto 1°

    a cura Antonio Cimmino

    SPIGOLATURE DI STORIA DELLA MARINA: IL VARO DELLA CORAZZATA UMBERTO I A CASTELLAMMARE DI STABIA


    Nave corazzata da battaglia varata il 17 ottobre 1888.
    Il varo dell’unità ebbe vasto eco in Italia e all’estero. Accompagnato dal Re d’Italia, anche l’imperatore di Germania Guglielmo II partecipò alla cerimonia. La squadra navale era alla fonda nel golfo di Napoli assieme ad altre navi francesi ed inglesi. La squadra italiana era rappresentata dalle navi da battaglia Lepanto, Dandolo, Duilio e Affondatore, dagli incrociatori Galileo, Tripoli, Saetta, Sparviero e Nibbio, nonché dall’Etna, Bausan, Stromboli e Vesuvio, dalle torpediniere Goito, Folgore, Aquila e Avvoltoio e da Staffetta e Colonna. Era presente anche lo yacht reale Savoia.
    L’Illustrazione Italiana del 21 ottobre 1888 così scriveva:
    … La mattina del 17 i due Sovrani andarono a Castellammare ad assistere al varo dell’Umberto I ed a passare in rivista la squadra italiana posta sotto gli ordini del vice ammiraglio Acton comandante supremo, e dei contrammiragli Lovera di Maria e Martinez. L’Umberto I è una delle nostre grandi navi di prima linea che va alla pari col Duilio, l’Italia, la Lepanto e il Dandolo. La costruzione di questo nuovo colosso, di questa fortezza galleggiante, è stata diretta dal Comm. Capaldo direttore dell’arsenale di Napoli, e dal cav. Micheli direttore del cantiere di Castellammare, figlio del compianto comm. Micheli deputato e ispettore del Genio navale. La nave in cantiere, prima del varo, quale è rappresentata nel nostro disegno, era collocata sopra una invasatura di legno e di ferro, con trinche colossali intorno allo scafo, puntellata. ai due lati da grossi pali. Lo scafo dipinto di rosso e nero, con le due immense eliche sporgenti alle spalle di poppa, e le ancore provvisorie sospese ai due lati della prua, sembrava dolcemente inclinato verso il mare. Fra l’invasatura ed il pavimento eravi una soluzione di continuità di sei o sette millimetri ottenuta con una serie di zeppe di ferro. Questo breve spazio è stato riempito di sego, due giorni prima del varo, in modo che la nave immensa non si abbassasse levando con una macchina le zeppe di ferro. Parte dei puntelli fu tolta prima della cerimonia del varo. Al momento della cerimonia si abbatterono gli altri pochi, si tagliarono i due enormi cavi che trattenevano la prua allo scalo e la nave scivolò sullo strato di sego innalzando un denso e puzzolento nembo di fumo; effetto dalla combustione del sego determinato dallo sfregamento di tanta mole”.


    Il giornale The Illustrated London News del 27 ottobre 1888 nel descrivere le operazioni di varo e la visita dei Sovrani a Castellammare, affermò che la Umberto I era un delle più grandi navi da guerra del mondo:
    This ship, one of the largest war-ships in world), possedeva una compartimentazione interna ed un armamento di tutto rispetto (…and she is divide into 150 water-tight compartments; she carriers four 104-tonn Arstrong guns of seventeen-inch calibre, mounted on two barbettes difende by very strong armour, and many smaller guns…).

    Il giornale inglese descrive nei dettaglio la cerimonia e le operazioni del varo, che vedono presenti il vescovo della città ed il clero ed il popolo esultante:
    …The operations for the launch were begun as soon as the Emperor and the Royal party had arrived. The Bishop of Castellamare, in full canonicals, attended by his clergy, pronounced a benediction on the great ship; the christening with a bottle of Italian wine was duly effected; and then the Rè Umberto began her descent into the water amid tumultuous cheerinh from thousands of spectators, the Emperor taking off his hat waving it in salutation…”