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    12.12.1895, entra in servizio regia nave Caprera

    di Carlo Di Nitto


    Il regio incrociatore torpediniere Caprera, classe “Partenope”, dislocava 1011 tonnellate  a pieno carico, fu varato il 6 maggio 1894 presso i cantieri Orlando di Livorno ed entrò in servizio il 12 dicembre dell’anno successivo.
    Inizialmente questa unità, come le consorelle, disponeva di armamento velico ausiliario a due alberi con vele auriche ed era stata progettata per appoggiare le azioni delle torpediniere in alto mare.
    Nel 1895 fu inviata in Mar Rosso dove svolse crociere e compiti di sorveglianza per contrastare rifornimenti di materiale bellico destinato ai ribelli eritrei.
    Negli anni successivi, tranne che per brevi periodi nelle acque nazionali, operò prevalentemente nei mari del Levante (Dodecaneso, Mar Rosso, Oceano Indiano e Africa Orientale) fino al 1912.
    Rientrata a Napoli il 1° dicembre 1912, alcuni mesi dopo passò in disarmo e il 18 maggio 1913 venne radiata.
    Dopo la radiazione venne in un primo momento utilizzata come deposito munizioni galleggiante a Napoli.

    Successivamente lo scafo venne riadattato nel porto di Genova ad uso Nave Scuola per Marinaretti (ragazzi a rischio sociale) con il nome della fondazione di recupero “Garaventa” (4^).

    Affondò durante il bombardamento navale di Genova del 9 febbraio 1941 operato dalla Marina britannica (operazione “Grog”).

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    12.12.1968, nel ricordo di Aldo Cocchia e la regia nave Da Recco

    di Antonio Cimmino

    banca-della-memoria-www-lavocedelmarinaio-com(Napoli, 30.8.1900 – 12.12.1968)

    antonio-cimmino-per-www-lavocedelmarinaio-com_1Nasce a Napoli il 30.8.1900. Con il grado di Guardiamarina conseguito nel 1917, partecipò alla prima guerra mondiale imbarcato sulla corazzata Conte di Cavour. Nei successivi gradi ebbe destinazioni d’imbarco ed il comando di MAS, sommergibili e siluranti di superficie e partecipò alle operazioni militari durante il conflitto italo-etiopico e nella guerra civile spagnola. Durante il secondo conflitto mondiale ebbe il comando del sommergibile Torelli in Atlantico, fu Capo di Stato Maggiore di Betasom a Bordeaux e, successivamente, Comandante della Spedizione navale italiana che nel 1941 occupò la parte orientale dell’isola di Creta.
 Nei primi giorni del gennaio 1942 assunse il comando della XVI Squadriglia cacciatorpediniere con insegna sul Da Recco, assicurando la difesa di numerosi convogli diretti in Africa settentrionale. Nel dicembre 1942, durante una missione di scorta convoglio sostenne, sulla notte del giorno 2, un duro combattimento navale contro soverchianti forze nemiche, lanciandosi all’attacco e predisponendo contemporaneamente la difesa del convoglio.
    Centrata la sua unità da alcune salve nemiche, immobilizzata e con un forte incendio a bordo, subiva gravissime menomazioni per le ustioni riportate, ma anche quando le sue condizioni fisiche, aggravate dal momentaneo mancato uso della vista che lo costringeva a passare il comando al suo secondo e gli impedirono i movimenti, conservò la direzione delle operazioni di salvataggio, riuscendo a mantenere a galla la nave.
    Le gravissime ferite riportate nell’azione lo obbligarono ad una lunga degenza, che si protrasse per oltre tre anni. Trasferito nel Ruolo d’Onore, nel quale ha conseguito il grado di Ammiraglio di Squadra, dal novembre 1958 assunse la carica di Direttore della “Rivista Marittima” e dal luglio 1960 al giugno 1963 quella di Capo dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore Marina.
    Ha pubblicato numerosi volumi di carattere storico navale e articoli sulla seconda guerra mondiale.
    Morì nella sua città natale il 12 dicembre 1968.

    cocchia-copia

    Le decorazioni
    Medaglia d’Oro al Valor Militare
    Comandante di Cacciatorpediniere e Capo Scorta di un convoglio che, nottetempo, attraversava una zona di mare fortemente insidiata, accortosi dell’avvicinarsi di unità navali nemiche soverchianti per numero, tonnellaggio e mezzi tecnici, si lanciava immediatamente all’attacco, disponendo altresì per la protezione delle navi del convoglio. Apprezzata prontamente la situazione, iniziava un ‘audace manovra di aggiramento dell’avversario svolgendo tre distinte azioni di fuoco per tentare di agganciarlo, distrarre il suo tiro dalle unità del convoglio e poterlo battere da posizione favorevole anche al lancio dei siluri. Durante la terza azione di fuoco alcune salve avversarie centravano la sua unità, arrestandola e provocando un violento incendio dentro e fuori il deposito munizioni prodiero, la cui vampata ustionava gravemente e carbonizzava quasi tutti i presenti sul ponte di comando.
Pur menomato fisicamente per le ustioni gravissime alla testa ed alle mani, manteneva il comando della sua nave per oltre due ore, svolgendo efficace azione per tentarne il salvataggio. Anche quando le sue condizioni fisiche, impedendogli l’uso della vista, lo costringevano a passare il comando al suo secondo, manteneva la direzione delle operazioni di salvataggio, con alto senso di responsabilità e con stoica noncuranza delle atroci sofferenze, riuscendo a mantenere a galla la sua nave, che altrimenti sarebbe perduta con il suo equipaggio” (Banco Skerki – Canale di Sicilia – notte sul 2 dicembre 1942).

    Altre decorazioni
    Cacciatorpediniere DA RECCO
    Medaglia d’Argento al Valor Militare (Mediterr. Centrale, marzo 1942 – gennaio 1943) “sul campo”.
“Comandante di CT, impegnato in dure missioni di scorta convogli, effettuava in funzione di capo scorta numerose traversate da e per l’A.S. assolvendo i propri compiti con perizia e sereno coraggio. In più occasioni manovrava con successo la formazione per neutralizzare i continui attacchi diurni e notturni di mezzi insidiosi avversari, aerei e subacquei, abbattendo alcuni aerei. In missioni di urgente trasporto di munizioni in A.S. riusciva a portare a termine il compito affidatogli nonostante che la propria unità fosse stata danneggiata da arma subacquea. Esempio di tenacia, coraggiosa ed alto sentimento del dovere”.

    Cacciatorpediniere DA RECCO
    Medaglia di Bronzo al Valor Militare (Egeo, maggio 1941) “sul campo”.
    Organizzatore e Capo del convoglio di truppe che sbarcarono a Creta, in difficili condizioni di mare e di contrasti da parte del nemico, animava tutti col suo alto spirito; prendeva audaci decisioni, conduceva il convoglio in perfetto ordine alla meta, senza perdite né danni, dimostrando capacità e coraggio in altissimo grado”.

    Piroscafo ORSINI
    Medaglia di Bronzo al Valor Militare ( Mediterraneo Centrale, 30 maggio 1942) “sul campo”.
“Comandante di cacciatorpediniere di scorta a convoglio, segnalato un sommergibile nemico, si portava all’attacco con ardimento ed elevato spirito aggressivo e localizzata l’unità subacquea, effettuava in diverse riprese un intenso e preciso lancio di btg. Proseguiva tenacemente e con perizia nell’azione di caccia finché, da indubbi segni poteva accertare l’affondamento del sommergibile avversario”.

    Cacciatorpediniere DA RECCO
    Medaglia di Bronzo al Valor Militare (Mediterraneo Orientale, agosto 1942 “sul campo”.
    Comandante di silurante, di scorta a convoglio, durante violento e prolungato attacco di numerosi aerosiluranti e bombardieri nemici, manovrava con sereno ardimento e perizia per meglio intervenire con le armi di bordo nella reazione contraerea, contribuendo all’abbattimento di sei velivoli. Si prodigava poi nell’opera di soccorso ai naufraghi di un piroscafo colpito da siluro, traendo in salvo numerose vite umane”.

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    Il regio cacciatorpediniere Da Recco l’unico rimasto a galla
    Il Da Recco, appartenente alla classe “Navigatori” formata da 12 unità: Da Mosto, Da Noli, Da Verrazzano, Malocello, Pancaldo, Pessagno, Pigafetta, Tarigo, Usodimare, Vivaldi, Zeno, fu varato nel 1930 come “esploratore leggero” e classificato cacciatorpediniere nel 1938. 
Con un dislocamento di 2657 tonnellate, aveva una lunghezza di 107,7 metri, una larghezza di 10,2 ed un’immersione 4,2 metri. Il suo apparato motore (4 caldaie Otero e 2 gruppi di turbine Tosi – sviluppava una potenza di 50.000 HP ed una velocità di 38 nodi. L’armamento era composto da 6 pezzi da 120/50 (in tre impianti binati), 2 mitragliere da 40/39, 4 mitragliatrici da 13,2 (i due impianti binati), 6 tubi lancia siluri da 533 e da mine. 173 uomini formavano l’equipaggio. 
Nel 1930 l’unità partecipò alla crociera oceanica Italia-Brasile. Partecipò, inoltre, alla guerra di Spagna ed a quella d’Albania. Partecipò poi, sempre nel ’30, alla lunga crociera atlantica in appoggio alla prima trasvolata Italia-Brasile degli idrovolanti S 55 del generale Italo Balbo.
Il 9 luglio 1940 prese parte ad azioni di fuoco contro aerei inglesi che attaccavano la I Squadra Navale reduce dallo scontro di Punta Stilo.
    Il 26 marzo 1941 partecipò alla missione a sud di Creta che culminò con lo scontro di Capo Matapan.
    Il 3.9.1941 scortò le motonavi Gritti e Barbaro che vennero colpite da aerosiluranti. Il 18 dello stesso mese scortò le motonavi Oceania e Neptunia che vennero affondate dal sommergibile Upholder. Effettuò numerosi abbattimenti di veivoli nemici.
    Il 2.11.1942 un siluro nemico si schiantò sul ponte senza esplodere e l’aereo nemico venne abbattuto. Al suo attivo ci sono numerosi abbattimenti di aerei nemici; durante un solo attacco il 21.6.1942, mentre scortava un convoglio da Napoli a Tripoli, ne abbattè ben quattro.
    Il Da Recco il 1° dicembre 1942, mentre era di scorta ad un convoglio formato da quattro piroscafi salpati da Palermo e diretti a Tripoli, venne attaccato da tre incrociatori e sei cacciatorpediniere inglesi. Del convoglio facevano parte anche le torpediniere Procione e Clio e i cacciatorpedinieri Folgore e Camicia Nera. Dopo violenta battaglia che vide l’affondamento del Folgore e dei piroscafi carichi di truppa, il Da Recco fu gravemente danneggiato dall’esplosione del deposito munizione prodiero causata da due colpi. Fu conferita M.O.V.M. al TV Alfredo Zambrini oltre che al Comandante C.V. Aldo Cocchia di Napoli.
Medaglie d’Argento al Valor Militare furono concesse a: Sc. Mecc. Di Pietro Luigi di Pettorano (Aq), 2° Capo Fr. Lacitignola Domenico di Brindisi, 2° Capo Rt. Lo Faro Tommaso di Bagnara Calabro, Cap.no G.N. Petroncelli Cesare di Francavilla a Mare, C.C. Riva Pietro, TV Tivagna Salvatore di Spezia “alla memoria”.
    Durante tutto il conflitto mondiale, svolse 176 missioni di guerra per 68.318 miglia; nella cobelligeranza l’unità fu impiegata per scorta convogli alleati e trasporto materiali e persone alle corazzate italiane internate ai laghi Amari di Suez. 
Alla fine del conflitto mondiale era l’unico dei 12 esploratori della classe Navigatori a rimanere ancora a galla. 
L’unità sopravvisse fino al 1954 anno della sua radiazione.

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    12.12.1943, nel ricordo di Victor James Crosby assassinato dai barbari unni

    
di Antonio Cimmino

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    antonio-cimmino-per-www-lavocedelmarinaio-com_1Il 14 agosto 1943, la corvetta Euterpe(*) unitamente al Minerva, nei pressi di Bastia in Corsica, intercettarono e danneggiarono il sommergibile britannico Saracen. Il comandante del battello Tenente di vascello M. Gooffrey Rawson ordinò l’immersione e l’autoafondamento per salvare i 46 uomini dell’equipaggio. I prigionieri inglesi, portati prima in Corsica e poi, ad eccezione degli ufficiali inviati in Germania, furono internati nel campo di concentramento di Sulmona.
 Tra questi l’operatore radio Victor James Crosby.

    Dopo l’8 settembre 1943, l’inglese si unì a delle formazioni partigiane e fu ucciso dai tedeschi il 12 dicembre nei pressi di Fontana Liri (Frosinone). Qui si trova una targa che lo ricorda e che recita:
    
“A imperituro ricordo di Victor James Crosby, N. 112731, assassinato dai barbari unni nel territorio di questo comune il 12.12.1943”.

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    Nell’evento bellico del 14 agosto 1943, il cannoniere armaiolo Ferdinando Balzano fu decorato di Croce di guerra al Valor Militare con la seguente motivazione:
    Armaiolo di mitragliera antiaerea Corvetta Antisom durante azione notturna contro sommergibile nemico che danneggiato da bombe di profondità era costretto a risalire in superficie e successivamente affondava sotto il tiro delle armi di bordo dopo essere stato abbandonato dall’equipaggio, assolveva il suo incarico con coraggio e perizia contribuendo al successo dell’azione” (Alto Tirreno, 14 agosto 1943).

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    (*) La regia corvetta Euterpe, in servizio dal 20.1.1943, all’atto dell’armistizio fu autoaffondata a La Spezia, recuperata come preda bellica germanica e rinominata UJ 2228 fu autoaffondata dai tedeschi il 25 aprile 1945 a Genova. Recuperata e demolita nel 1947.
    Non abbiamo foto per commemorare Victor James Crosby.

    Su segnalazione di Mario Veronesi, per saperne di più all’argomento consultare il link seguente:

    http://digilander.libero.it/historiamilitaria4/crosby.htm

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    12.12.1916, brigantino a palo Astrea

    di Museo Marinaro Gio Bono Ferrari di Camogli (*)

    Il 12 dicembre 1916, nel pieno della ‘Grande Guerra’, il brigantino a palo “Astrea” (820 tonn.), con 10 uomini d’ equipaggio, investito da una forte tempesta di libeccio dopo la partenza da Marsiglia diretto a Genova, arrivò a destinazione dopo il tramonto, quando il porto era ormai chiuso per motivi di sicurezza, data la presenza nel Mar Ligure di sottomarini tedeschi che avevano già affondato diverse navi italiane, fra cui la camogliese “Eurasia”. Non potendo riparare in porto, il Capitano tentò di raggiungere il ridosso di Portofino, ma la forza della tempesta lo scarrocciò in prossimità delle scogliere di Camogli. Dal brigantino risuonò il corno da nebbia, per chiedere soccorso, mentre il parroco suonava le campane a storno. I camogliesi accorsero sulla riva per dare aiuto e uno di essi, Filippo Riva, si gettò nel mare in tempesta per afferrare una fune lanciata da bordo che, con l’aiuto di Vittorio Ansaldo e altri soccorritori, venne fissata alla scogliera.
    Grazie al loro intervento sei uomini dell’equipaggio furono tratti in salvo, mentre il Capitano e tre marinai perirono sul veliero che si sfracellava sugli scogli.
    Contestualizzando questo tragico evento con la “Grande Guerra”, che fu duramente combattuta anche sul mare, e coinvolse duramente la “gente di mare” della nostra Città, con gravi perdite di uomini e di mezzi.

    (*) se ne consiglia vivamente la visita.

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    Il mitico Feuerspeier

    di Mario Veronesi

    Mario Veronesi per www.lavocedelmarinaio.comSi racconta che durante la II Guerra d’indipendenza (1859) giunsero a Stradella una quarantina di marinai dell’Imperiale Regia Marina, con il compito di assistere i pontieri nella costruzione e nel traghettamento delle truppe austro-ungariche sul Po. Più che occuparsi dell’acqua, i marinai si sarebbero però occupati di vino, tanto da risultare “dispersi” proprio all’inizio delle operazione belliche. All’inizio si pensò che la loro scomparsa fosse causata da uno scontro a fuoco con i piemontesi, o con i contrabbandieri numerosi in quella zona di confine. Pertanto lo Stato Maggiore austro-ungarico decise di iniziare le ricerche degli scomparsi, inviando reparti di Ussari a cavallo nei dintorni di Stradella. Infatti furono ritrovati sani, ma completamente ubriachi in una cantina dalle parti di Canneto-Castana, sulle cui botti era scritto; “vino Buttafuoco” che gli austriaci tradussero: “Feuerspeier”. Nel 1872 la Marina Imperiale varò la cannoniera “Erzherzog Albrecht” che dopo trent’anni di attività e ormai superata il 31 marzo 1908 venne radiato e, si racconta che in ricordo di quell’ottimo vino fu ribattezzato “Feuerspeier”, e registrato come pontone per essere utilizzato come alloggio per gli Allievi della Scuola di Artiglieria di Pola. Nel 1916 con l’incremento della Flotta Sommergibili venne adattato ad Acquartieramento Sommergibilisti dei numerosi U-Boote tedeschi operanti in Adriatico. Nel 1920 venne consegnato all’Italia che lo portò a Taranto e le diede il nome di “Regia Nave Buttafuoco”, continuando ad utilizzarlo come nave-caserma per alloggiamenti equipaggi sommergibili del IV Gruppo. In seguito le venne dato la sigla GM64. Nel 1947 era ancora nell’arsenale di Taranto, dove venne infine demolito nel 1955, dopo ben 83 anni dal varo.

    Nave  Feuerspeier - Buttafuoco - f.p.g.c. Mario Veronesi a www.lavocedelmarinaio.com