19-21.7.2018 Nave Vespucci sosta a Ponta Delgada (Portogallo) per la Campagna d’istruzione 2018

a cura www.marina.difesa.it

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19-22.7.2018 a Taranto visite al pubblico a bordo di nave Palinuro

a cura www.marina.difesa.it

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19.7.2018 a Roma inaugurazione mostra e altro su 75° anniversario del grande bombardamento di Roma

a cura ANVCG

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19.7.2018 a Fano presentazione del Progetto Sauro 100 e del libro Nazario Sauro storia di un Marinaio

a cura A.N.M.I. Fano

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18.7.1979, salpa il 6° Gruppo Navale

di Pancrazio “Ezio” Vinciguerra

Una pagina in più 37 anni dopo è il libro di Lino Gambino che ripercorre momenti di vita, la nostra, dove scrivere o comunicare sentimenti è come attraccare la barca nel porto della solidarietà, nel caso specifico quella di nave Ardito.
L’autore ripercorre e continua a dare la giusta rotta con questo pregevole libro e con un pensiero fisso: quello di immortalare, 37 anni dopo, momenti di vita vissuta tra mare, cielo e terre lontane…

Era il 18 luglio 1979 e il 6° Gruppo Navale, costituito dalle due unità Ardito e Lupo, salpava dal porto di Livorno per una campagna addestrativa fuori dal Mar Mediterraneo.
Il protagonista era imbarcato su nave Ardito come sergente Segnalatore e, dopo anni di ricerche fotografiche e testimonianze, scrive una pagina che percorre, nella giusta ed equilibrata misura, gli anni di vita di questa unità navale.
Nel libro non mancano momenti di intensa commozione specie quando il protagonista si incontra con gli “amici” che sono stati imbarcati con lui e che, dal 2006, celebrano annualmente il consueto raduno conviviale con le famiglie.
Foto e illustrazioni, curiosità e tantissimo altro materiale, sottolineano e contribuiscono a tenere sempre vivo il ricordo di una circumnavigazione del globo e dare vita a ricordi indelebili, di una vita vissuta e testimoniata, da protagonisti.

Il libro, costituito da 250 pagine, con realizzazione grafica di Alfonso Zampaglione e foto di Flavio Gallo, è stato realizzato, a proprie spese, dal Capitano di Fregata (r) Lino Gambino. Sebbene abbia una tiratura limitata, è un excursus di eccezionale documentazione storica-fotografica. Io che l’ho ricevuto e letto tutto d’un fiato ne consiglio la stesura con un gruppo editoriale e, soprattutto, la lettura alle care genti di mare e ai parenti e amici che per noi vegliano, condividono e pregano per noi uomini di mare e di guerra.

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18.7.1915, affondamento della regia nave Giuseppe Garibaldi


a cura Antonio Cimmino



A Gaetano Acunzo e Giovanni Petrucci

Il 18 luglio 1915 il regio incrociatore Giuseppe Garibaldi fu affondato presso Ragusa (costa della Dalmazia) dal sommergibile austriaco U-4 (Comandante Rudolf Von Singule).

Varato a Genova nel 1889 aveva un dislocamento di 7350 tonnellate per una velocità di 19.5 nodi. Era armato di 1 cannone da 254 mm., 2 da 203, 14 da 152,10 da 76,6 da 47, una mitragliatrice e 4 lanciasiluri.
L’equipaggio era composto da 600 uomini che in massima parte si salvarono perché raccolti da altre unità navali.

Perirono 53 marinai…fra cui Gaetano Acunzo (24.1.1890 – 18.7.1915)

Il marinaio Gaetano Acunzo nasce a Torre Annunziata (NA) il 24 gennaio 1890.
La sua storia nella Regia Marina è legata all’incrociatore corazzato Giuseppe Garibaldi (varato il 29 giugno 1899). L’unità era una delle più moderne navi dell’epoca ed aveva lo scafo in acciaio. Fu realizzata dall’Ansaldo di Genova, su progetto dell’Ispettore Generale del Genio Navale Ingegner Edoardo Masdea.

Questo tipo di nave ebbe molto successo e ne vennero costruite dieci unità per quattro diverse Marine nazionali. Adatta al combattimento di squadra, aveva buona velocità per sfuggire alla superiorità degli avversari.
Venne affondata il 18 luglio 1915 dal siluro del sommergibile austriaco U-4 durante il cannoneggiamento della ferrovia Ragusa – Cataro.
Gaetano Acunzo risultò scomparso in mare.

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18.7.1891, le cannoniere costiere Castore e Polluce

di Antonio Cimmino

Serie di due unità Castore – Polluce progettate dall’ing. George W.Rendel, furono costruite nel cantiere W.C. Armstrong Mitchel & Co. Elswich Works di Newcaste in Inghilterra con i numeri 512 e 513.

Smontate e rimontate nel cantiere Armstrong di Pozzuoli il 22 febbraio 1887 e varate, a distanza di un mese una dall’altra nel settembre-ottobre 1888; furono le uniche unità costruite in questo cantiere a causa delle rimostranze degli operai del regio cantiere navale di Castellammare di Stabia dell’Arsenale di Taranto che non volevano un altro polo cantieristico al Sud, in un periodo di gravi crisi economiche che paventava anche la chiusura del cantiere stabiese.

La costruzione di queste due cannoniere, denominate anche “ferro da stiro” per la loro forma, fu ordinata dal Ministero della Guerra.

Erano lunghe 35,7 metri per 11,28 di larghezza e 2,45 di immersione con dislocamento di circa 600 tonnellate. L’apparato motore era composto da 2 motrici alternative a triplice espansione con una potenza di 364 cv sulle due eliche; la velocità era di 8 nodi. L’equipaggio era formato da 40-49 uomini.

Più che unità navali erano dei galleggianti, con un’opera morta bassa e piccola sovrastruttura. Furono trasferite il 18 luglio 1891 alla Regia Marina per esperimenti con il nuovo cannone Krupp da 400/32 mm. Quest’arma pesava 117 tonnellate ed aveva una elevazione massima di 13° con una velocità di uscita del proietto di 1837 piedi al secondo.

Il cannone del Castore fu sbarcato nel 1889 e sostituito con un cannone da 120 mm. ed una mitragliatrice, sbarcando anche i 2 tubi lancia siluri. Nel 1899 anche il Polluce subì la stessa modifica dell’armamento rimanendo come cannoniera costiera fino al 1911 anno della sua radiazione, il Castore, dopo il 1899 fu adibito a betta.
Nel 1904 fu riconvertito a posamine e nel 1915 quale piattaforma di prova per lancio siluri a Venezia. Dopo la prima guerra mondiale fu utilizzato come pontone fino alla definitiva radiazione l’8 ottobre 1925.

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