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    Dante Daniele

    di Pietro Serarcangeli (*)

    Il 2 aprile 2016, il Maresciallo di 1^ classe furiere “Z”, Dante Daniele, colpito da una tremenda patologia causata dall’esposizione prolungata all’amianto, salpava per la Sua ultima missione, lasciando nel dolore l’amata consorte e la sua Famiglia.
    Coloro che hanno avuto il privilegio di conoscere Dante, lo ricordano con affetto e commozione, per la sua disponibilità e per il rispetto che nutriva per i suoi colleghi.
    Riposa in Pace caro Dante.
    Noi Ti ricorderemo negli anni a venire.

    Si consiglia la lettura del seguente link
    https://www.lavocedelmarinaio.com/2015/08/pratica-amianto-le-daremo-tutta-lassistenza-possibile/


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    Angiolo Ricci

    di Pietro Serarcangeli (*)

    Il 3 aprile 2019, il Maresciallo di 1^  classe meccanico, Angiolo Ricci, dopo aver contratto la più tremenda delle patologie dovuta all’esposizione all’amianto, salpava per la sua ultima missione lasciando, nel dolore, la sua famiglia.
    Angiolo era il classico “Toscanaccio” sempre allegro, buontempone, al quale piaceva la compagnia degli amici e con i quali piaceva passare le giornate. Con Angiolo eravamo stati imbarcati sulla nave  Castore, per un periodo di tempo e, la sua Amicizia, si era protratta nel tempo. E’ stata una grave perdita…
    Ciao Angiolo, riposa in pace tra le braccia di Nostro Signore, ovunque Tu sia.

    Si consiglia la lettura del seguente link
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    Il sorriso di un amico costa meno della corrente elettrica ed illumina più della luce

    di Pancrazio “Ezio” Vinciguerra

    Ciao Ezio,
    la verità è nella bocca di tanti, ma nel cuore di pochi… 
    Ognuno racconta quello che vuole, ma soprattutto quello che gli conviene. Tu ascolta il cuore, al resto ci pensa la vita. (Donato Gargano e Nicola Marzano)

    L’amico è quella persona che chiami semplicemente Amico; quello a cui riveleresti i tuoi più grandi segreti; quello che non ti dimenticherà mai e ti starà sempre vicino; quello che il solo sapere che lui esiste, ti dà la forza di andare avanti sempre; quello che hai un’Amicizia, talmente forte, che la distanza o il tempo possono solo rafforzarla invece di indebolirla; quello che ti vuole bene e che è sempre dalla tua parte anche se non lo vedi.
    L’Amico, è quel posto confortevole che ti accoglie sempre a braccia aperte, sia nel bene che nel male, perché sa che neanche il tempo scalfirà questo speciale e indescrivibile legame che si rafforza ogni giorno di più, perché è sempre li, pronto a condividere dividere con te gioie e dolori…
    perché gli Amici, i veri Amici con la A maiuscola, in fin dei conti, non sono altro che una tua seconda famiglia.

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    Gianni Zolesi, il Marinaio senza stellette

    di Giovanni Presutti (*)

    OMAGGIO A GIANNI ZOLESI

    Marinaio senza stellette Gianni Zolesi, figlio di un marinaio.
    Tra paterne divise solini blu fraseologia marinaresca…
    Ancor prima di nascere, pane e Marina Gianni ha mangiato.
    A vent’anni in grigio-verde la leva soddisfa.
    Il cuore, mentir non sa e il fato premia, subito assunto vice ragioniere a La Maddalena,
    finalmente in Marina.
    Da borghese, oltre quarant’anni tra ammiragli, marinai e personale civile.
    Ogni giorno tra le note dell’alza e ammaina bandiera.
    Diviene Direttore di Ragioneria.
    Ultimo giorno di servizio, tra lacrime, note e Preghiera del Marinaio, nell’ammaina del Tricolore, raccoglie sulle braccia la bandiera della Marina Militare.


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    Giovanni Rapelli (Napoli, 3.4.1947 – 4.12.2018)

    di Olga “Nanà” Rapelli

    Oggi è un giorno dolorosissimo per la mia famiglia perché ricordiamo il nostro papà nel giorno della sua nascita. Ne perdiamo il centro, il punto di riferimento.
    Una devastante e subdola malattia ce lo ha portato via, con forza e violenza, lasciandoci attoniti, devastati e sbigottiti, come gusci vuoti schiacciati sul selciato.

    Per gli amici di mio padre di tutta una vita, che hanno condiviso con lui momenti brevi, o lunghi, ma che sono stati importati per lui e quindi anche per noi, perché lo hanno reso l’uomo, il padre, lo zio, il fratello, il suocero, l’amico che noi tutti amavamo.
    Papà passava tanto tempo al computer, era felice di condividere i suoi pensieri, i suoi punti di vista con tutti voi, e grazie a facebook aveva ritrovato tanti amici di tutta una vita: tra questi tanti marinai e sommergibilisti come lui, che considerava una seconda famiglia.

    La sua per sempre adorata Olga(che lui chiamava “Nanà”).