• Attualità,  Per Grazia Ricevuta,  Racconti,  Sociale e Solidarietà

    Buonanotte ai malvagi

    di Pancrazio “Ezio” Vinciguerra

    Buonanotte ai malvagi,
    dice un detto “fai del bene e scordatelo” e io, con i miei limiti, cerco di metterlo in pratica tutti i giorni e chi mi segue me ne è testimone da oltre un decennio. Ho subito parecchi torti in passato che hanno lasciato ferite anche traumatiche, di disistima e insicurezza. Poi mi sono lasciato abbracciare dalla Misericordia di Dio e tutte le tensioni accumulatesi nel mio sistema nervoso, che si presentavano come sfide quasi impossibili da superare, i fallimenti, le frustrazioni, si sono trasformate e mi hanno trasformato in una persona capace e matura di instaurare serene relazioni personali, trasmettendo fruttuosamente , con entusiasmo e fruttuosamente all’edificazione di quello che non mi era stato permesso di fare nella mia fase lavorativa, senza avere più paura del male e di chi mi ha fatto male (e sta leggendo senza avere il coraggio di commentare) … e brindo a costoro e alla vita:
    “NON MI AVETE FATTO NIENTE PERCHE’ NON SIETE NIENTE” .

  • Marinai,  Marinai di una volta,  Navi,  Per Grazia Ricevuta,  Racconti,  Recensioni,  Storia

    15.9.1959, in ricordo di Giovanni Massi

    a cura Pancrazio “Ezio” Vinciguerra

    … e la nave African Count.

    PER GRAZIA RICEVUTA …

    Questo quadro è stato donato ed è custodito, per grazia ricevuta, presso la sala museo del Santuario di San Gabriele dell’Addolorata in provincia di Teramo.
    Si legge:

    Il 15 settembre 1959, viaggiando su una nave da trasporto al largo delle coste giapponesi, siamo stati investiti dalle furie del tifone “Vera”.
    La nave è stata completamente distrutta.
    Ho invocato San Gabriele e sono stato salvato miracolosamente, mentre dovevo perire con essa.
    La nave si chiamava “African Count”.

    In segno di riconoscenza mando questo quadro.
    Massi Giovanni Martin Sicuro Teramo”.

  • Attualità,  Che cos'è la Marina Militare?,  Marinai,  Marinai di una volta,  Navi,  Per Grazia Ricevuta,  Racconti,  Recensioni,  Storia,  Un mare di amici

    Missione compiuta

    di Giovanni Berardi

    Oggi, 13 settembre 2020,
    per l’abituale gita domenicale mi sono recato nelle Langhe, più esattamente ho ritenuto doveroso recarmi a Castiglione Falletto, perché nel cimitero di tale località riposa il marinaio Carlo Acefalo, deceduto in seguito all’affondamento del regio sommergibile Maccallé nel 1940 durante l’ultimo conflitto mondiale, la storia completa e’ stata documentata in televisione ed è riportata qui di seguito (*).

    Dopo aver assistito a tale toccante documentario in TV ho ritenuto doveroso e opportuno rendere omaggio alla memoria di questo nostro sfortunato fratello marinaio, nel segno della continuità dei valori della Marina Militare, da quella del passato remoto a quella di ieri a quella di oggi, sempre nel segno di “PATRIA E ONORE”. Ho compiuto questo gesto, con spontanea naturalezza, con spiritualità, accendendo un certo votivo e pregando sulla tomba del marinaio Carlo Acefalo in nome e per conto di tutti noi fratelli del corso Scuole C.E.M.M. TM/MN/MC 1968 “MITICI E INDOMITI ”
    MISSIONE COMPIUTA


    Nota
    … ricevuto sul mio profilo facebook e con orgoglio misto a commozione pubblico, qualora ce ne fosse ancora di bisogno che cosa intendiamo quando proclamiamo “Marinai per un avolta, Marinai per sempre”.
    Mi preme solo aggiungere, per ringraziare l’amico fraterno Giovanni, che un santo dei nostri giorni (amico polacco che si chiama Vladimiro, uno dei tanti come noi non riconosciuto da attestati e cerimoniali) ogni volta che mi incontra mi ripete: “Dio ti aiuta? Missione Compiuta!” (Pancrazio “Ezio” Vinciguerra)

    (*) Carlo Acefalo di Riccardo Preve

    (Monastero di Vasco, 16.1.1916 – Mar Rosso, 18.6.1940)

    Il regio sommergibile Macallè,  classe “600 – serie Adua”, fu impostato presso i Cantieri O.T.O. di La Spezia il 1° marzo 1936.
    Fu varato il 29 ottobre 1936 e consegnato il 1° marzo 1937.
    Fu affondato il 15 giugno 1940 e radiato il 18 ottobre 1946.

    Caratteristiche tecniche
    Dislocamento: 697,254 t. – Imm. 856,397
    Dimensioni: Lunghezza 60,18 m. – Larghezza  6,45 m.
    Motori: 2 motori diesel FIAT + 2  motori elettrici Marelli – 1 batteria di accumulatori al piombo composta da 104 elementi. Motori a scoppio 1400 hp. – Motori elettrici 800 hp.
    Velocità: in superficie: 14 knt. – in immersione: 7,5 knt
    Armamento: 4 tubi lanciasiluri AV da 533 mm. – 2 tubi lanciasiluri AD da 533 mm. – 6 siluri da 533 mm. – 1 cannone da 100/47 mm. – 2 mitragliere singole da 13, 2 mm. – 152 proiettili per il cannone
    Equipaggio: 4 ufficiali, 32 tra sottufficiali e marinai
    (Fonte “Sommergibili italiani” di A. Turrini e O. Miozzi – U.S.M.M.)

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    12.9.1943, regio sommergibile Topazio

    di Nicola Tucci e Antonio Cimmino

    Questo articolo è dedicato alla memoria di Gaetano Rallo.

    Il 7 settembre ’43, alla vigilia dell’armistizio, il regio sommergibile Topazio lascia La Maddalena per andare a formare, con altri nove battelli, uno sbarramento nel Tirreno meridionale (“Operazione ZETA”) per contrastare le ormai prevedibili azioni degli Alleati.
    L’8 settembre coglie il battello in quelle acque. Lo stesso giorno il Comando dei Sommergibili (MARICOSOM) ordina a tutti i battelli di cessare ogni ostilità, di immergersi subito a 80 metri e di riemergere alle 08.00 del giorno 9, rimanendo poi in superficie con la bandiera nazionale a riva e un pennello nero al periscopio, in attesa di ulteriori ordini; ordini che diranno di dirigere verso Bona (Algeria), avendo sempre ben visibili i segnali di riconoscimento. Cosa che, insieme con altri tre battelli (Diaspro, Turchese e Marea), il Topazio esegue puntualmente nei giorni 9 e 10, come risulta dalle testimonianze rese dai comandanti degli altri sommergibili. Poi, dalla sera del giorno 10, il battello non dà più notizie di sé.
    Nel dopoguerra, dalla documentazione inglese si è appreso che il giorno 12, a circa 28 miglia a sud-ovest di Capo Carbonara (Sardegna), un aereo britannico ha attaccato, colpito e visto affondare rapidamente (nel punto di latitudine 38°39’N e longitudine 09°22’E) un sommergibile che navigava in superficie senza alcun segno di riconoscimento e non in rotta per Bona. Nessun superstite, anche se nel rapporto inglese si riferisce di aver visto alcuni naufraghi in mare.

    La fine del Topazio resta incerta. La cosa più probabile è che l’aereo inglese non abbia visto i segnali di riconoscimento, nonostante questi fossero esposti come prescritto, e abbia così commesso un tragico errore. Ma se il rapporto fosse corretto, perché il battello avrebbe ammainato i segnali e cambiato rotta – E perché dalla sera del 10, per due giorni, avrebbe rotto ogni contatto anche con gli altri tre battelli- D’altra parte, quand’anche avesse deciso, ad un certo punto, di non ottemperare agli ordini di MARICOSOM, perché si sarebbe fatto sorprendere in superficie – Il dubbio rimane.
    Nel corso della sua vita operativa il regio sommergibile Topazio ha compiuto 41 missioni di guerra, percorrendo quasi 26.000 miglia.
    Con il battello sono scomparsi:

    – Ten. Vasc. Pier Vittorio CASARINI, Comandante
    – Ten. Vasc. Bruno CIPRIANI, Ufficiale in 2ª
    – Cap. G.N. Pietro GEMELLARO, Direttore di Macchina
    – S.Ten. Vasc. Aldo MASCARDI
    – Guardiamarina Nicola BATAZZI
    – Asp. Guardiam. Alberto LAURO
    – C°1^ cl. Aldo NICOLAI
    – C°2^ cl. Pietro VIOLA
    – 2°C° Ignazio CATALANO
    – 2°C° Ludovico CICCARELLI
    – 2°C° Bruno DALTO
    – 2°C° Francesco LAVERSO
    – 2°C° Tommaso MARINO
    – Sgt. Carmine APOSTOLICO
    – Sgt. Wilson BORDONI
    – Sgt. Andrea CAFAGNO
    – Sgt. Marco GIAMMANCO
    – Sgt. Fausto PARMEGGIANI
    – Sgt. Silvio SALZILLO
    – Sgt. Umberto STEFANELLI
    – Sc. Carmine BARRA
    – Sc. Gennaro GALDI
    – Sc. Pietro GUIDUCCI
    – Sc. Eugenio MAMINI
    – Sc. Giordano PIVA
    – Sc. Quirino QUAGLIERI
    – Sc. Giacomo TONIUTTI
    – Sc. Antonio USAI
    – Com. Sante ALBERTI
    – Com. Eugenio BATTISTINI
    – Com. Attilio BOREANAZ
    – Com. Miro BUHA
    – Com. Giuseppe CESARIA
    – Com. Giuseppe COSENTINO
    – Com. Bruno FERUGLIO
    – Com. Emilio GAMBACURTA
    – Com. Giuseppe GAMBARANA
    – Com. Vincenzo GIOIA
    – Com. Aldo LAGOMARSINO
    – Com. Marico LAZZARINI
    – Com. Gaetano MILONE
    – Com. Luigi NOVELLINO
    – Com. Bartolomeo RAFFAELE
    – Com. Rino ROMANI
    – Com. Giovanni SBLENDORIO
    – Com. Orazio SGROI
    – Com. Vito STUCCI
    – Com. Bartolomeo TEDESCO
    – Com. Antonio TUCCI
    Onore a Loro!

    Gaetano Rallo
    di Antonio Cimmino

    PER GRAZIA RICEVUTA

    Gaetano Rallo marinaio marinaio sommergibilista di Castellammare di Stabia, imbarcato sul regio sommergibile Topazio per tutta la durata delle ostilità, sbarcò fortunatamente pochi giorni prima dell’affondamento dell’unità.
    Quell’errore di messaggistica gli salvò la vita.
    Il regio sommergibile Topazio fu affondato da un aereo inglese il 12 settembre 1943 nel Canale di Sicilia
    …4 giorni dopo la firma dell’armistizio!

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    10.9.1889, bark Biaggino

    a cura Sergio Pagni

    PER GRAZIA RICEVUTA

    Ex voto custodito nel santuario di Nostra Signora di Monte Allegro, presso Rapallo.
    Il quadro reca sul retro questa scritta:
    Terribile uragano sofferto il giorno 10 settembre 1889 dal bark italiano Biaggino, trovandosi nelle acque del Golfo Stream in latitudine 38.30 nord e longitudine 69,46 ovest, essendo in pericolo di naufragare si invocò Nostra Signora di Monte Allegro, la quale fece la grazia di far giungere il bastimento in salvamento.
    L’intero equipaggio riconoscente a Mostra Signora per lo scampato pericolo questo quadro a perenne memoria dedica”.

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    9.9.1899, Nicola Moroni e il bastimento Catterina Erre

    a cura Sergio Pagni

    PER GRAZIA RICEVUTA

    Ex voto custodito nel santuario di Nostra Signore di Monte Allegro, presso Rapallo.
    Sul retro del quadro si legge:
    il giorno 9 settembre 1889 il bastimento Catterina Erre si trovava nelle vicinanze delle coste di New York; alle cinque antimeridiane si scatenò un uragano che il capitano e i quattro marinai perirono e gli altri sette marinai furono salvi sotto la coffa dell’albero, stando due giorni e una notte senza vitto; in distanza si trovava un vapore prussiano che si prestò al salvamento di tutto il resto in numero di sette marinai”.
    P.G.R. Nicola Moroni di Camogli