• Che cos'è la Marina Militare?,  Marinai,  Marinai di una volta,  Navi,  Recensioni,  Storia

    16/17.10.1916, affondamento del regio cacciatorpediniere Nembo

    di Pancrazio “Ezio” Vinciguerra




    banca-della-memoria-www-lavocedelmarinaio-com
    Il 16 ottobre 1916 la regia nave Nembo (cacciatorpediniere), al comando del capitano di corvetta Russo, salpò Valona per scortare il piroscafo Bormida. Tra Valona e Saseno il convoglio fu attaccato dal sommergibile austroungarico U 16: colpito da due siluri, il regio cacciatorpediniere affondò rapidamente spezzato in due, nel punto 40°08’ N e 19°30’ E. 
Anche l’U 16 fu affondato durante lo scontro, sebbene la dinamica del suo affondamento non sia chiara: secondo alcune fonti il Nembo prima di affondare riuscì a speronare l’U-Boot, secondo altre fonti il sommergibile fu investito dallo scoppio delle bombe di profondità del Nembo, cadute in mare mentre la nave affondava, secondo altre affondò a seguito di una collisione con il Bormida (dell’equipaggio dell’U 16 morirono due uomini e 14 furono recuperati e fatti prigionieri da navi italiane).
 Su 55 uomini che formavano l’equipaggio, 32 affondarono con la nave o scomparvero in mare. I 23 superstiti furono recuperati da navi italiane o raggiunsero la costa a nuoto, come fece un gruppo di quattro naufraghi tra i quali:il guardiamarina Ignazio Castrogiovanni, di Palermo; Luigi Ricci, sottocapo cannoniere, di Viareggio; Emanuele Pisano, fuochista, di Pizzo Calabria; Salvatore Visalli, marinaio scelto, di Catania. I quattro rifiutarono di essere salvati da un’imbarcazione nemica (la scialuppa con i superstiti dell’U 16), raggiunsero la spiaggia a nuoto contribuendo successivamente alla cattura degli austriaci della scialuppa. 
Da parte austriaca si contarono due morti e 14 marinai recuperati e fatti prigionieri dalle navi italiane.

    regio-cacciatorpediniere-nembo-www-lavocedelmarinaio-com

    Caratteristiche Tecniche
    Cacciatorpediniere ClasseNembo (Nembo (1901); Turbine (1901); Aquilone (1902); Borea (1902); Espero (1904); Zeffiro (1904).
    Costruito presso il Cantiere Pattison di Napoli, fu impostato nel 1899, varato il 18 maggio 1901, completato nel 1902 e lo stesso anno entrò in servizio.
    Dislocamento normale: 330 tonn. – a pieno carico 360 tonn.
    Dimensioni: lunghezza f.t. 63,40 m.; larghezza 5,90 m.; immersione 2,10 m.
    Motore: 2 motrici alternative a triplice espansione – 3 caldaie tubolari Thornycroft – potenza 5.200 ihp – 2 eliche.
    Velocità: 30 nodi.
    Autonomia: 2.200 miglia a 9 nodi.
    Combustibile: carbone 90 tonn. al varo, nafta 60 tonn. dal 1910.
    Armamento al varo: 5 pezzi da 57 mm. / canna 43 calibri – 4 tubi lanciasiluri da 356 mm. Dal 1910: 4 pezzi da 76 mm. / canna 40 calibri – 2 tubi lanciasiluri da 450 mm.
    Equipaggio: 55 uomini.

    Dello stesso argomento sul blog
    https://www.lavocedelmarinaio.com/2015/10/16-10-1916-la-regia-torpediniere-nembo-e-il-guardiamarina-ignazio-castrogiovanni/

  • Che cos'è la Marina Militare?,  Curiosità,  Marinai,  Marinai di una volta,  Navi,  Racconti,  Recensioni,  Storia

    La regia nave Nembo, Guerra di mare di Maffio Maffii 1917
, storia di un NO e la fine dell’U.16

    di Claudio53



    Egregio sig. Ezio,
    
consiglio a Lei e ai lettori del blog la lettura del secondo capitolo del libro “Guerra di Mare di Maffio Maffi del 1917” scritto a guerra ancora in corso in cui si narra del Guardiamarina (poi Comandante) Ignazio Castrogiovanni e del suo “primo siluramento”.
 
    A Lei e ai lettori del blog regalo l’estratto del libro.
    
Cordiali saluti

    Claudio53

    copertina202122232425262728il-guardiamarina-castrogiovanni-il-sottocapo-cannoniere-ricci-ed-i-loro-compagniregia-nave-nembo-www-lavocedelmarinaio-com

  • Attualità,  Che cos'è la Marina Militare?,  Marinai,  Marinai di una volta,  Navi,  Recensioni,  Storia

    16.10.1940, il Comandante Salvatore Todaro e il piroscafo belga Kabalo

    (brano riassunto dal volume “La battaglia dell’Atlantico – Ferni editore)

    Nella notte del 16 ottobre 1940, nel corso di una missione al largo dell’isola di Madera, Todaro avvistò il piroscafo belga Kabalo (5.186 tonnellate) e, dopo aver lanciato inutilmente tre siluri, lo affondò utilizzando il cannone di bordo. Dopo aver effettuato l’affondamento Todaro accostò e raccolse i ventisei naufraghi della nave belga e li rimorchiò, su di una zattera, per quattro giorni. Quando la zattera spezzò il cavo di rimorchio, Todaro non esitò ad ospitare i naufraghi sul sommergibile fino a sbarcarli, incolumi, sulla costa delle isole Azzorre dopo averli sbarcati si sente chiedere dal secondo ufficiale del Kabalo:

    10-ottobre-1940-salvatore-todaro-www-lavocedelmarinaio-com

    “ma lei visto che tratta così un nemico che razza di uomo è?”- “Vede se quando ci ha attaccati di sorpresa non stessi dormendo nella mia cabina lei avrei sparato addosso con il cannone scusi la mia franchezza”.
    Salvatore Todaro risponde:
    – “sono un uomo di mare come lei sono convinto che al mio posto lei avrebbe fatto come me”.
    Porta la mano alla visiera in segno di saluto e fa per andarsene ma vede il secondo ufficiale che lo guarda, si ferma e chiede:
    – “ha dimenticato qualcosa?”.
    – “Si risponde l’altro con le lacrime agli occhi, ho dimenticato di dirle che ho quattro bambini se non vuole dirmi il suo nome per mia soddisfazione personale accetti di dirmelo perché i miei bambini la possano ricordare nelle loro preghiere!”
    Risposta : “dica a suoi bambini di ricordare nelle loro preghiere Salvatore Todaro.

    Tale generoso comportamento non venne apprezzato dal comandante in capo dei sommergibilisti tedeschi, l’ammiraglio Karl Dönitz, che criticò severamente il «Don Chisciotte del mare». Inoltre, l’affondamento della nave, portò alla dichiarazione dello stato di guerra tra l’Italia e il Belgio; successivamente, però, emerse che il Kabalo era una nave dispersa del convoglio inglese OB.223 e trasportava pezzi di ricambio aeronautici: l’affondamento risultava quindi pienamente giustificato. Gli fu comunque riconosciuta per questa azione la medaglia di bronzo al valor militare.

    lapide-nella-casa-natia-di-salvatore-todaro-a-messina-www-lavocedelmarinaio-com

  • Che cos'è la Marina Militare?,  Curiosità,  Marinai,  Marinai di una volta,  Navi,  Recensioni,  Storia

    Regia nave Procellaria

    di Claudio53

    …riceviamo
    Da Tonio De Palma
    Data: lun 15 ott 2018 alle ore 11:43
    Subject: Salve mi piacerebbe avere informazioni sulla nave Procellaria, sul suo equipaggio. Tra questi c’era mio zio Pietricola Giovanni, che risulta disperso.
    …e pubblichiamo.

    Egregio sig. De Palma,
    la regia  corvetta Procellaria (classe Gabbiano) è affondata il 31 gennaio 1943 per urto di mine mentre era di scorta al Cacciatorpediniere Maestrale, a rimorchio della Torpediniera Animoso, in navigazione da Biserta a Trapani (Rotta della Morte). Il Maestrale aveva la poppa distrutta dopo aver urtato delle mine durante la scorta in un precedente convoglio dall’Italia a Biserta.
    Da ricordare che, oltre ai 21 caduti del Procellaria (19 disperi 2 morti), vi furono poi 79 caduti di nave Prestinari mandata da Biserta per prestare soccorso (secondo altre fonti i dispersi furono 84).

    Della scorta facevano parte anche la Corvetta Persefone e 4 unità minori: due motozattere tedesche (F 481 e F 484) e 2 motosiluranti italiane (MS 16 e MS 35). Procellaria e Persefone, oltre all’equipaggio, avevano a bordo degli avieri in rientro in Italia per licenza. In particolare, sulla Procellaria erano imbarcati 31 avieri.

    Esiste in rete una bella e completa ricostruzione delle attività e dell’affondamento della regia corvetta Procellaria, con foto, ecco il link:

    http://conlapelleappesaaunchiodo.blogspot.com/2015/03/procellaria.html

    I caduti del Procellaria tra cui lo zio, disperso, del sig. Tonio De Palma.

    La Procellaria è un uccello grande, nero e bianco, che vola sfiorando le onde e nidifica sulle scogliere. Esistono cinque differenti specie di questo uccello che si trovano più facilmente nelle acque temperate degli oceani dell’emisfero meridionale. Hanno grandi ali e impiegano una tecnica di volo che li porta a cavalcare la cresta delle onde. La procellaria si nutre di pesce e per questo segue le imbarcazioni da pesca per cibarsi degli scarti della lavorazione del pesce. In Mediterraneo abbiamo la Berta Maggiore (assomiglia al Gabbiano ma ha il becco che alla punta finale è curvo ad uncino).

  • Attualità,  Che cos'è la Marina Militare?,  Marinai,  Marinai di una volta,  Recensioni,  Sociale e Solidarietà,  Storia,  Un mare di amici

    Simone, Matricola 79ME0939/Sp (Messina 15.10.1979 – Giampilieri 1.10.2009)

    di Pancrazio “Ezio” Vinciguerra

    Non serve fingere, non serve mai, tanto meno di fronte a un ragazzo diventato uomo in Marina che adesso non c’è più.
    Non c’è più il suo sguardo che ci fa sentire “dentro” questa grande famiglia chiamata Marina Militare, come in un gioco di specchi, quanto il nostro modo di essere solidali per Simone.

    L’esempio conta, l’amore conta.
    E’ la “traccia terrena” di un percorso da non dimenticare.
    Quando ognuno di noi avverte che un raggio di queste sensazioni scende a riscaldargli il cuore,  vuol dire che quell’estremo sacrificio è diventato anche per tutti una festa straordinaria, la più commovente, la più ambita.
    Una madre nutre il proprio figlio fino a quando è capace di affrontare da solo le difficoltà del vivere.
    Un padre è primariamente colui che genera, dà un nome, determina il diritto familiare, da il pane e sostenta.
    Ambedue genitori educano e correggono, fanno titolare il figlio della propria eredità.
    Questo è quanto hanno saputo fare  i genitori di Simone.
    Pasquale Neri detto “Simone” era un marinaio vero, di quelli che vanno per mare e sono consapevoli di trovarsi in un elemento in cui sono ospiti e la solidarietà tra gli uomini di buona volontà che lo solcano è il primo principio a cui obbedisce ogni marinaio: soccorrere chi si trova in difficoltà.
    Questo principio diviene forma mentis che ti accompagna per tutta la vita.
    C’è un bambino che piange, vado a salvarlo”, “…qualunque cosa succeda, ricordati che ti amo” sono state le sue ultime parole sussurrate al telefono alla fidanzata.
    Simone è morto dopo aver salvato la vita ad altre persone. E’ morto in missione: “missione divina sulla terra ferma”.
    Sai Ezio, credo che il termine “eroe” serve più a definire una icona ormai mediatica che il fine reale del dramma.
    Credo che il tuo amico Simone “sindacalista” (così ci scherniscono molti nostri colleghi quando vai a perorare la causa della Rappresentanza Militare) abbia fatto il gesto che tutti si aspettavano di commentare (…compreso te) ma che pochi o nessuno oserebbero  solamente pensare di fare.
    Sai Ezio, credo la Marina Militare sia e debba essere orgogliosa di avere uomini di tal coraggio e che, al proprio servizio, decora l’immagine di quella divisa che indossiamo da tanto tempo.
    Medaglia o no che sia, vedo l’uomo che sapeva di poter essere d’aiuto e solamente ha dato la possibilità di vivere.
    La vita ha un senso e la vita senza senso è la tortura dell’inquietudine e del vano desiderio.
    Arrivederci Simone amico di tanto speranze combattute.Buon compleanno ovunque tu sia, il tuo amico “sindacalista” Ezio.

  • Che cos'è la Marina Militare?,  Curiosità,  Marinai,  Marinai di una volta,  Navi,  Recensioni,  Storia

    15.10.1940, Salvatore Todaro, il regio sommergibile Cappellini, il mercantile belga Kabalo e la lettera di una mamma scritta col cuore

    a cura Antonio Cimmino

    banca-della-memoria-www-lavocedelmarinaio-com
    Il 10 ottobre del 1940 in Oceano Atlantico il comandante Salvatore Todaro salvò i naufraghi del mercantile belga Kabalo che precedentemente aveva affondato con il cannone del sommergibile Cappellini. La sua fama di Don Chisciotte del mare si espande in tutta Europa.
Todaro (Medaglia d’Oro al Valor Militare) in quell’occasione sfidò il mare per salvare l’equipaggio nemico perché sentiva “il peso di molti secoli di civiltà

    (Sommergibile Cappellini 15 ottobre 1940)
    …Vi è un eroismo barbaro ed un altro davanti al quale l’anima si mette in ginocchio, questo è il vostro. Siate benedetto per la vostra bontà che fa uno di Voi un Eroe non soltanto per l’Italia ma per l’Umanità”.

    15-10-1040-salvatore-todarp-e-il-sommergibile-cappellini-www-lavocedelmarinaio-com_