• Che cos'è la Marina Militare?,  La disfatta di Matapan,  Marinai,  Marinai di una volta,  Navi,  Racconti,  Recensioni,  Storia

    18.1.1968, in ricordo di Fernando Zaccarelli

    di Giuseppe Zaccarelli
    
fanobeppe@gmail.com

    Banca della memoria - www.lavocedelmarinaio.com

    …superstite a Capo Matapan
, ovvero quando le storie dei padri dei marinai si incrociano con quelle dei figli sulle rotte:
“virtuali” del web e “reali” degli umani sentimenti!

    Buongiorno Ezio,
    mi chiamo Giuseppe Zaccarelli, figlio di Fernando Zaccarelli maresciallo motorista imbarcato sul regio incrociatore Fiume.
    Anche mio padre è naufragato quella notte di marzo 1941 si è salvato miracolosamente e dopo 7 giorni passati su un relitto zattera, fu salvato dalla nave croce rossa Gradisca quando ormai era saponificato.

    Fernando Zaccarelli motorista navale f.p.g.c. Giuseppe Zaccarelli a www.lavocedelmarinaio.com

    Mio padre non c’è più, l’ha portato via una peritonite nel lontano ormai 18 gennaio 1968.
    Io son nato nel 1956 e se mio Padre rimaneva a Capo Matapan non sarei nato. Papà non mi ha mai raccontato molto di quell’episodio, non aveva piacere di farlo. Ricordo che ad ogni anniversario era come se andasse giù di testa…
    Ha vissuto un’esperienza che è indescrivibile e allo stesso tempo incredibile ma la volontà di vivere è stata superiore a tutto.

    Secondo capo di Marina Fernando Zaccarelli - f.p.g.c. Giuseppe Zaccarelli a www.lavocedelmarinaio.com

    Non so tanto di questa tragedia ma so che in pochi spiegano ai nostri giovani cosa hanno patito i nostri padri e i nostri nonni per la Patria, un sentimento di attaccamento che col tempo si è stemperato molto.
Non ho foto né della nave né di quei marinai.
    Volevo solo così portare la mia testimonianza per questi ragazzi mandati al macello, molti morti da Eroi,
    … loro sapevano ma non si sono mai tirati indietro.

    Questi sono i superstiti (o alcuni di essi a bordo della nave croce rossa Gradisca) se vuole di questa ne ho alcune copie potrei mandargliele per posta normale ma mi serve il indirizzo suo o della redazione…




    Foto di Giuseppe Zaccarelli- Probabili superstiti nell'affondamento di nave gradisca a Capo Matapan - www.lavocedelmarinaio.com

    Sig. Ezio le mando alcune foto che son riuscito a recuperare di mio padre. Lei ne faccia l’uso che meglio crede.
    Un abbraccio Beppe

    diploma 1^ concessione rilasciato al marinaio Fernando Zaccarelli f.p.g.c. Giuseppe ZaccarelliMarinaio Fernando Zaccarelli di rona f.p.g.c. Giuseppe Zaccarelli a www.lavocedelmarinaio.com

    Ezio-Pancrazio-Vinciguerra-www.lavocedelmarinaio.com_10Buongiorno signor Giuseppe,
    grazie per questa sua partecipata testimonianza che ci fa comprendere, qualora ce ne fosse ancora di bisogno, il sacrificio per la Patria di Marinai di una volta che hanno creduto, come giustamente anche Lei afferma nel finale della sua commovente testimonianza, e che nessun si tirò mai indietro.
    Sono io a nome di tutti coloro che scrivono o ci inviano testimonianze come la Sua a ringraziarla perché il cuore dei figli dei marinai è immenso come l’amore del mare dei propri Padri e la Sua testimonianza schietta, diretta e sincera ne é la prova più tangibile.
    Nel nostro piccolo, unitamente ad altri siti come questo, ci scambiamo informazioni per creare una “Banca della memoria” su internet in modo da ricordare ciclicamente il sacrificio di chi si è immolato per la Patria o l’ha servita con Onore e Rispetto…proprio come suo padre Fernando.
    Grazie Giuseppe, grazie davvero.
    Pancrazio “Ezio” Vinciguerra e la redazione de www.lavocedelmarinaio.com

    Casermetta Squadriglia M.A.S. - www.lavocedelmarinaio.comConcessione onorificienze a Fernando Zaccarelli f.p.g.c. Giuseppe Zaccarelli a www.lavocedelmarinaio.com

    Dello stesso argomento sul blog:
    
https://www.lavocedelmarinaio.com/2012/03/a-proposito-di-regio-incrociatore-fiume-e-capo-matapan/ oppure digita sugli argomenti del blog: La disfatta di Capo Matapan

    Marino-Miccoli-2014-per-www.lavoce-delmarinaio.com_2Gentile signor Giuseppe Zaccarelli,
    anch’io ricordo la riluttanza di mio Padre Antonio Miccoli nel raccontare la vicenda drammatica dell’affondamento dell’incrociatore Fiume; dopo poche frasi la narrazione dei fatti si interrompeva a causa della profonda commozione che il ricordo di quei tragici avvenimenti gli causava; soprattutto ricordare i suoi Colleghi caduti e dispersi rappresentava per Lui qualcosa di talmente lacerante per il suo animo che le parole non sono sufficienti a descrivere. 
Mi conforta il pensare che adesso, nel mondo dei più, Egli sia sereno, in compagnia di tutti coloro che con lui vissero la triste notte del 28 marzo 1941. Noi, da questa terra, nel ricordarli, al contempo ne onoriamo la memoria.
    Marino Miccoli




    Capo 3^classe Fernando Zaccarelli f.p.g.c. Giuseppe Zaccarelli a www.lavocedelmarinaio.com

  • Che cos'è la Marina Militare?,  Curiosità,  La disfatta di Matapan,  Marinai,  Marinai di una volta,  Navi,  Recensioni,  Storia

    La regia nave Gradisca ed il recupero dei naufraghi di Capo Matapan

    di Claudio53

    Banca della memoria - www.lavocedelmarinaio.com
    In ricordo di coloro non più tornati dagli orrori della guerra combattuta sul mare contro la più forte Marina del mondo, per difendere le rotte dei nostri convogli nel Mediterraneo.

    L’Italia entrò in guerra con sette grandi unità ospedaliere, esse erano le Regie Navi Aquileia, Arno, California, Città di Trapani, Gradisca, Po, Principessa Giovanna, Rambo IV, Sicilia, Tevere, Toscana, Virgilio, attrezzate per il trasporto dei malati e dei feriti. Ad esse si devono aggiungere le navi soccorso adibite al recupero naufraghi di navi affondate o di aerei quali il Capri, l’Epomeo, il Laurana, il Meta, il Giuseppe Orlando, il San Giusto ed il Sorrento. Tranne l’Epomeo, il Gradisca ed il Sorrento tutte le altre subirono ben 39 attacchi da parte del nemico. Prima dell’8 settembre 1943 ben 8 furono affondate, 2 catturate e le altre danneggiate più o meno gravemente. Effettuarono complessivamente 467 missioni di trasporto feriti e 156 di soccorso, trasportando 65.567 feriti e naufraghi e 215.693 ammalati.

    Gradisca
    Il Gradisca fu coinvolto nel recupero dei naufraghi della battaglia di Capo Matapan. Era un piroscafo passeggeri costruito tra il 1912 ed il 1913 con il nome di Gelria nei cantieri A. Stephens & Co. Di Glasgow per conto del Royal Holland Lloyd di Amsterdam. Sino al 1929 fu impiegata sulle rotte tra Amsterdam ed il Sud America. Fallito il tentativo di farla acquistare dal Governo Argentino, in seguito alla crisi economica del 1929, fu posta in disarmo nel 1931. Nel 1935 fu acquistata dal Lloyd Triestino che la ribattezzò con il nome di Gradisca. Fu noleggiata dalla Regia Marina per le guerre di Etiopia, Spagna ed Albania ed impiegata prima come trasporto truppe e poi come nave ospedale. Anche nella Seconda Guerra Mondiale venne noleggiata ed impiegata come nave ospedale. Nell’ultimo conflitto ha svolto 74 missioni di trasporto e 3 di soccorso trasportando 15.662 feriti e naufraghi e 43.676 ammalati. Come già accennato, la sua missione più nota fu quella del marzo 1941, di soccorso ai superstiti della Battaglia di Capo Matapan dove l’unità riuscì a recuperare 161 naufraghi mentre i britannici ne salvarono 1163. Scomparvero in mare 2303 uomini. In particolare, durante la missione dal Gradisca furono recuperati 8 cadaveri e 161 militari fra naufraghi e feriti così ripartiti:
    • 13 ufficiali
    • 28 sottufficiali
    • 119 sottocapi e comuni
    • 1 cuoco (civile) di nave Fiume
    Un naufrago di nave Fiume morì poco dopo il salvataggio portando da 8 a 9 i cadaveri trasportati. All’arrivo a Messina 55 naufraghi furono ricoverati in ospedale e gli altri 105 furono inviati al deposito CREM. Le 9 salme furono tumulate nel Sacrario di Cristo Re a Messina.

    Reduci
    Si riporta la sintesi degli eventi dell’attività di recupero effettuata dall’unità:

    TabATabB
    Sbarco salme
    Nave Gradisca arriva a Messina. 55 naufraghi furono ricoverati in ospedale e gli altri 105 furono inviati al deposito CREM. Le 9 salme furono tumulate nel Sacrario di Cristo Re a Messina.

    In seguito alla relazione di fine missione fatta dal Gradisca furono migliorate le dotazioni delle navi ospedale, fu imbarcato un maggior numero di proiettori di maggiore potenza ed incrementate le attrezzature ed i materiali per i soccorsi ai naufraghi.
    L’unità continuò le sue attività ma il 27 maggio 1941, nel porto del Pireo (Grecia) rimase danneggiata dall’urto contro un relitto sommerso. Mentre era ormeggiata in porto, il 30 maggio venne investita e danneggiata dalle onde d’urto di una serie di esplosioni a catena che coinvolsero inizialmente il piroscafo francese, requisito dai tedeschi, Marie Louise Le Borgne, il cui scoppio fece successivamente esplodere il piroscafo romeno Juli, il motoveliero italiano Albatros ed infine il piroscafo tedesco Alikante.
    Dopo due mesi, ad attività quasi ultimate, le riparazioni furono allungate di un’altra settimana a seguito dei danni causati da un incendio che scoppiò in un deposito di bordo contenente tabacco.
    Ritornata operativa il 17 luglio 1941, dopo aver imbarcato a Salamina 129 feriti della Wehrmacht, a causa di un errore del pilota tedesco, s’incagliò su un banco di sabbia nelle acque di Capo Kara (Egeo). Il 23 luglio, dopo lunghe operazioni per alleggerirla, con l’aiuto di rimorchiatori greci e tedeschi, la nave fu disincagliata e dopo aver fatto un breve scalo a Rodi per imbarcare altri infermi, giunse a Bari sbarcando 294 feriti. Subito trasferita a Trieste entrò ai lavori tornando in attività nell’ottobre 1941 e finite le riparazioni continuò la sua attività di trasporto feriti, recupero naufraghi di navi e di aerei ed anche scambio di prigionieri invalidi con i britannici.
    Alla data dell’armistizio l’unità fu catturata dai Tedeschi ma nel 1944 fu ripresa dagli Inglesi e l’anno seguente tornò alla Compagnia proprietaria. Il 23 gennaio 1946 si incagliò sull’isolotto di Gaudo. Recuperata nel 1947 fu trasportata a Venezia dove nel 1950 venne demolita.

    Zattera====================================================================
    Nota 1

    Uno viene identificato per l’elettricista Lombardo Aldo (Nave Fiume) e del secondo che indossava una tuta di macchina viene rilevata solo la matricola 90435.
    Nota 2
    M El Fiorani Luigino (Nave Fiume), militare con matricola 39560, militare senza alcun identificativo, 2° Capo SDT Barbato Francesco (Nave Fiume), Sc Segnalatore Pepe Leonardo (Nave Zara), C° 3^ Cl. Furiere Infante Francesco (Nave Fiume).
    Nota 3
    Nave Alfieri: TV Bimbi Italo, STV Mascini Francesco, M. Bovolente Alfredo, M. Lisi Pasquale, tutti di nave Alfieri.
    Nota 4
    Nave Zara: Cannonieri Ordinari Bani Ernesto, Petrazzuolo Sabatino, Balanzoni Vittorio, Allievo Meccanico Mezzetti Vincenzo, Marinai Perdomini Onorato, Semoli Miroslao, Bobicchio Giuliano, Venosa Vincenzo.
    Nota 5 – Nave Fiume
    Mag Com Pugliesi Vincenzo, TV Busacchi Raffaele, Ten CREM Mazzorani Renato, Asp. GM Onori Vincenzo, Asp GM Oletti Luigi, Capo Cl 1^ Cannoniere Roccon Aurelio, Capo 2^ Cl Cannoniere Avanzolini Giuseppe, Capo 3^ Cl Cannoniere Murciano Michele, 2° Capo PS Giunti Costantino, 2° Capo A Perotto Leonello, 2° Capo PS Cimino Armando, Capo 3^ Cl SDT Pellati Luigi, Capo 3^ CL SDT Mantovani Bruno, Sgt SDT Lucchetti Giovanni, Capo 1^ Cl Meccanico Coppola Alfredo, Capo 3^ Cl Meccanico Barile Romeo, 2° Capo Meccanico Carparelli Donato, 2° Capo Meccanico Zaccarelli Fernando, 2° Capo Meccanico Bortoletto Giuseppe, 2° Capo RT Brandoli Mario, 2° Capo RT Tiella Luigi, 2° Capo RT Trio Giuseppe, 2° capo S Dragone Damiano, 2° Capo N Vaglini Angelo, 2° Capo Aiutante Di Donato Aquilino, Sc N Bianchi Rizzieri, Sc N Landi Ermes, Sc N Soddi Luigi, Sc SDT Aiazzi Nello, Sc Mec De Pianto Mario, Sc Pal Carrao Enzo, Sc Can PS Alessio Antonio, Sc S Feliù Giuseppe, Sc El Chiappini Luigi, Sc El Palla Iader, Sc Inf Tondini Giordano, M Scapoli Mario, M Pprosperi Giovanni, M Perrini Fernando, M. Veri Antonio, M Columbo Antonio, M Calcagno Luciano, M Giarrizzo Tindaro, M Cazzato Vito, M Pedich Antonio, M Pasquali Emilio, M Rubini Venceslao, M Pansini Ignazio, M Altamura Raffaele, M Marconi Rino, M Barbagelata Luigi, M Flegar Giuseppe, M Cappelli Giuseppe, M Vianello Vincenzo, M Cesarini Enzo, M Lo Noce Cosimo, M Esposito Vincenzo, M Stamaglia Francesco, M Mazzeo Pietro, M Di Dato Luigi, M Ruzza Quitilio, M Natale Andrea, M D’Addelfio Antonio, M Zurolò Nicola, M Pisani Domenico, S Grienti Francesco, Inf Cerreto Sebastiano, Inf Palandri Enzo, All. Fur S Russo Edoardo, Can Ord Costa Battista, Can Ord Deiana Aurelio, Can Ord Creciach Mario, Can Ord Decotto Mario, Can Ord De Santis Antonio, Can Ord Cuscito Giuseppe, Can Ord Maresciano Francesco, Can Ord Veneraso Beniamino, Can Ord Lombardi Giuseppe, Can Ord Teresi Francesco, Can Ord Travaglia Luigi, Can Ord D’Angelo Gennaro, Can Ord Mian Edoardo, Can Ord Micalizzi Tommaso, Can A Cosina Mario, Can A Sartori Pietro, Can A Cecchetti Pietro, Can A Moretti Angelo, Can PM Giaggini Mario, Can PM De Luca Armando, Can S D’Aquino Giovanni, Can S Funaro Antonio, Can S Simonini Giovanni, SDT Pinceti Rinaldo, SDT Bosco Mario, Fuochista A Finocchi Giuseppe, Fuochista A Budei Pietro, Fuochista A Aiello Nicola, Fuochista O Gilardi Francesco, Fuochista O Consigli Marino, All. Fuochista A Bufalini Giuseppe, All. Fuochista A Missaia Andrea, All. Fuochista O Annunziato Vincenzo, All. Fuochista O Neri Attilio, Civile (cuoco) Percario Alberigo.
    Nota 6 – Nave Alfieri
    Tv Zancardi Pietro, Sgt Can PS Corneri Dino, Sgt Can PS Rossetti Renzo, M Perrazzi Antonio, M Bucceri Francesco, Can O Fossenigo Antonio, Can PS Minoletti Giuseppe, Can PS Elemosinieri Renato.
    Nota 7 – Nave Carducci
    C.F. Ginocchio Alberto (Comandante), TV Ninni Vito, STV Cimaglia Michele, STV Fontana Michele, S.T. di Macchina Sponza Antonio, 2° Capo RT Massa Regileno, 2° SDT Mazzei Andrea, 2° Capo Solaro Giuseppe, Sgt Mec Turco Romano, Sc N Bonaielli Mario, Sc Torp De Maio Francesco, Sc Fur Di Terlizzi Mario, Sc PS Raffaghelli Vittorio, Sc SDT Raschioni Umberto, M Arcuri Alvaro, M Arena Giuseppe e Sil Baroni Aldo.

    Banca della memoria - www.lavocedelmarinaio.com

  • Attualità,  Curiosità,  La disfatta di Matapan,  Marinai,  Marinai di una volta,  Navi,  Recensioni,  Storia

    18.1.1968, Fernando Zaccarelli superstite a Capo Matapan


    di Giuseppe Zaccarelli
    
fanobeppe@gmail.com

    Banca della memoria - www.lavocedelmarinaio.com

    …ovvero quando le storie dei padri dei marinai si incrociano con quelle dei figli sulle rotte:
“virtuali” del web e “reali” degli umani sentimenti!

    Buongiorno Ezio,
    mi chiamo Giuseppe Zaccarelli, figlio di Fernando Zaccarelli maresciallo motorista imbarcato sul regio incrociatore Fiume.
    Anche mio padre è naufragato quella notte di marzo 1941 si è salvato miracolosamente e dopo 7 giorni passati su un relitto zattera, fu salvato dalla nave croce rossa Gradisca quando ormai era saponificato.

    Fernando Zaccarelli motorista navale f.p.g.c. Giuseppe Zaccarelli a www.lavocedelmarinaio.com
    Mio padre non c’è più, l’ha portato via una peritonite nel lontano ormai 18 gennaio 1968.
    Io son nato nel 1956 e se mio Padre rimaneva a Capo Matapan non sarei nato. Papà non mi ha mai raccontato molto di quell’episodio, non aveva piacere di farlo. Ricordo che ad ogni anniversario era come se andasse giù di testa…
    Ha vissuto un’esperienza che è indescrivibile e allo stesso tempo incredibile ma la volontà di vivere è stata superiore a tutto.

    Secondo capo di Marina Fernando Zaccarelli - f.p.g.c. Giuseppe Zaccarelli a www.lavocedelmarinaio.com
    Non so tanto di questa tragedia ma so che in pochi spiegano ai nostri giovani cosa hanno patito i nostri padri e i nostri nonni per la Patria, un sentimento di attaccamento che col tempo si è stemperato molto.
Non ho foto né della nave né di quei marinai.
    Volevo solo così portare la mia testimonianza per questi ragazzi mandati al macello, molti morti da Eroi,
    … loro sapevano ma non si sono mai tirati indietro.

    Questi sono i superstiti (o alcuni di essi a bordo della nave croce rossa Gradisca) se vuole di questa ne ho alcune copie potrei mandargliele per posta normale ma mi serve il indirizzo suo o della redazione…




    Foto di Giuseppe Zaccarelli- Probabili superstiti nell'affondamento di nave gradisca a Capo Matapan - www.lavocedelmarinaio.com
    Sig. Ezio le mando alcune foto che son riuscito a recuperare di mio padre. Lei ne faccia l’uso che meglio crede.
    Un abbraccio Beppe

    diploma 1^ concessione rilasciato al marinaio Fernando Zaccarelli f.p.g.c. Giuseppe ZaccarelliMarinaio Fernando Zaccarelli di rona f.p.g.c. Giuseppe Zaccarelli a www.lavocedelmarinaio.com
    Ezio-Pancrazio-Vinciguerra-www.lavocedelmarinaio.com_10Buongiorno signor Giuseppe,
    grazie per questa sua partecipata testimonianza che ci fa comprendere, qualora ce ne fosse ancora di bisogno, il sacrificio per la Patria di Marinai di una volta che hanno creduto, come giustamente anche Lei afferma nel finale della sua commovente testimonianza, e che nessun si tirò mai indietro.
    Sono io a nome di tutti coloro che scrivono o ci inviano testimonianze come la Sua a ringraziarla perché il cuore dei figli dei marinai è immenso come l’amore del mare dei propri Padri e la Sua testimonianza schietta, diretta e sincera ne é la prova più tangibile.
    Nel nostro piccolo, unitamente ad altri siti come questo, ci scambiamo informazioni per creare una “Banca della memoria” su internet in modo da ricordare ciclicamente il sacrificio di chi si è immolato per la Patria o l’ha servita con Onore e Rispetto…proprio come suo padre Fernando.
    Grazie Giuseppe, grazie davvero.
    Pancrazio “Ezio” Vinciguerra e la redazione de www.lavocedelmarinaio.com

    Casermetta Squadriglia M.A.S. - www.lavocedelmarinaio.com

    Concessione onorificienze a Fernando Zaccarelli f.p.g.c. Giuseppe Zaccarelli a www.lavocedelmarinaio.com
    Dello stesso argomento sul blog:
    
https://www.lavocedelmarinaio.com/2012/03/a-proposito-di-regio-incrociatore-fiume-e-capo-matapan/

oppure digita sugli argomenti del blog: La disfatta di Capo Matapan



    Marino-Miccoli-2014-per-www.lavoce-delmarinaio.com_2Gentile signor Giuseppe Zaccarelli,
    anch’io ricordo la riluttanza di mio Padre Antonio Miccoli nel raccontare la vicenda drammatica dell’affondamento dell’incrociatore FIUME;dopo poche frasi la narrazione dei fatti si interrompeva a causa della profonda commozione che il ricordo di quei tragici avvenimenti gli causava; soprattutto ricordare i suoi Colleghi caduti e dispersi rappresentava per Lui qualcosa di talmente lacerante per il suo animo che le parole non sono sufficienti a descrivere.
Mi conforta il pensare che adesso, nel mondo dei più, Egli sia sereno, in compagnia di tutti coloro che con lui vissero la triste notte del 28 marzo 1941. Noi, da questa terra, nel ricordarli, al contempo ne onoriamo la memoria.
    Marino Miccoli




    Capo 3^classe Fernando Zaccarelli f.p.g.c. Giuseppe Zaccarelli a www.lavocedelmarinaio.com

  • Attualità,  La disfatta di Matapan,  Marinai,  Marinai di una volta,  Navi,  Recensioni,  Sociale e Solidarietà,  Storia

    28.3.2015 a Siracusa si onorano i caduti di Capo Matapan

    di Marino Miccoli

    Marino Miccoli  (2014) per www.lavoce delmarinaio.comStimato Maresciallo Ezio Vinciguerra,
    quest’anno la commemorazione dei Caduti di Capo Matapan  si terrà a Siracusa. Il merito di questa lodevole manifestazione è della prof.ssa Lucia Bramante, figlia del Maresciallo Capocannoniere Nazareno Bramante che perì la notte del 28.3.1941. E’ grazie alla tenacia di questa fiera Donna siciliana se a Siracusa (e in Italia) oggi abbiamo una piazza dedicata ai nostri eroici Marinai della I Divisione Navale.
    Carissimo Ezio, le parole non basteranno 
    mai ad esprimere tutta la nostra riconoscenza a questa Donna che si è battuta e ancora oggi si batte affinché il Loro sacrificio non cada nell’oblìo. Ella, con il suo instancabile attivismo frutto dei suoi valori ma anche di un grande amore filiale, costituisce un esempio per noi tutti. 

    Nazareno Bramante morto nella battaglia di Capo Matapan f.p.g.c. Marino Miccoli a www.lavocedelmarinaio.com
    A ricordare giustamente il sacrificio dei nostri Eroi sabato 28 marzo 2015 (74° anniversario) a Siracusa si svolgerà una solenne cerimonia; come per gli altri anni saranno presenti i vertici della Capitaneria di Porto (Capitano di Vascello Domenico La Tella) e diverse Autorità civili e militari. Mi preme ringraziare il Comandante in II^ della Capitaneria Capitano di Fregata Ernesto Cataldi.
    La cerimonia si svolgerà in località Largo Caduti di Capo Matapan e sarà collocato un cippo marmoreo riportante la seguente scritta:  In memoria del siracusano Nazareno Bramante e dei 2300 Marinai Italiani caduti eroicamente in difesa della nostra Patria nelle acque del mar Egeo a largo di Capo Matapan durante la tragica notte del 28 marzo 1941.

    La pro.ssa Bramante a Siracusa Largo di Capo Matapan) foto 2007 archivio Miccoli per www.lavocedelmarinaio.com

  • La disfatta di Matapan,  Marinai,  Marinai di una volta,  Navi,  Racconti,  Recensioni,  Storia

    Capo Matapan, non mangio più sardine perché si sono mangiati il figlio mio

    di Marino Miccoli

    …ovvero quando giunse la notizia a casa Miccoli.

    Marino Miccoli  (2014) per www.lavoce delmarinaio.comNelle due vecchie fotografie in b/n che ho estratto, dall’album di mio padre Antonio (*), si può notare l’equipaggio del Regio Incrociatore Fiume riunito a poppa per la recita della Preghiera del Marinaio e le batterie che fanno fuoco. Quest’ultima immagine, inedita, rende solo in minima parte ciò che rappresentava la potenza di fuoco costituita dall’entrata in azione di quelle torri binate del calibro da 203 mm.; infatti, secondo quanto narrava il mio compianto genitore, quando queste batterie aprivano il fuoco, sprigionavano una potenza tale da far sussultare tutta la nave.

    regio incrociatore  Fiume Preghiera del Marinaio - www.lavocedelmarinaio.com
    All’epoca in cui è stata scattata la fotografia (fine degli anni ’30) mio padre era imbarcato proprio su questa superba unità navale con la qualifica di Capocannoniere stereotelemetrista ed aveva appena superato un corso di aggiornamento professionale sul funzionamento del nuovo telemetro, presso le Scuole del C.R.E.M. a Pola (Istria italiana). A tal proposito consiglio la seguente letturaqui: https://www.lavocedelmarinaio.com/2010/06/le-scuole-c-r-e-m-di-pola-istria-italiana/

    Batterie R.I. FIUME - www.lavocedelmarinaio.com

    Regi incrociatori Fiume, Pola, Zara e Gorizia
    Questi i nomi delle quattro moderne Unità che costituivano la superba quanto temibile classe “Zara”; erano quanto di meglio poteva schierare la flotta della regia Marina riguardo agli incrociatori pesanti.
    La I^ Divisione fu quasi totalmente annientata a largo di Capo Matapan (Mediterraneo centrale) la notte del 28 marzo 1941; scampò al sicuro affondamento il Gorizia che si trovava in cantiere a Messina per la riparazione di un’avaria ai motori.
    Quella maledetta notte, nelle acque del Mediterraneo centrale, colarono a picco tre dei quattro migliori incrociatori pesanti (tipo Washington) della nostra squadra navale e due regi cacciatorpediniere della classe “Poeti”: Alfieri e Carducci.
    Persero la vita oltre 2.300 uomini, tra questi amici e colleghi di mio padre come Nazareno Bramante di Siracusa (*).
    Oggi possiamo affermare che da quel momento ebbe inizio il tramonto della regia Marina Italiana; la flotta, considerata fino ad allora, la quinta al mondo per numero e potenza.
    L’implacabile, quanto terribilmente preciso tiro a segno notturno guidato dal radar che le corazzate britanniche della Mediterranean Fleet effettuarono sugli ignari regi incrociatori della I^ Divisione, provocò una vera e propria strage di Marinai italiani.
    Dalle ore 22,27 alle 22,31: quattro minuti di fuoco bastarono a causare la carneficina.
    Le corazzate britanniche azionarono i loro cannoni del calibro di 381 mm. da distanze ravvicinate, ovvero tra i 2.000 e i 3.000 metri, con alzo quasi a zero.
    Il regio incrociatore Fiume fu l’unico degli incrociatori pesanti ad affondare per causa direttamente da attribuirsi alle bordate delle navi da battaglia nemiche; infatti preso di mira da due corazzate (Warspite e Valiant) ,si appoppò fino a capovolgersi per poi affondare.
    Le altre due unità, Pola e Zara, furono finite dai siluri lanciati dai Cacciatorpediniere Britannici.

    Copia di cartolina R.I. FIUME - www-lavocedelmarinaio.com

    La storia di nonna Santa
    Quanto sopra riportato fa parte della storia, ma cerchiamo di comprendere come fu accolta quella triste notizia nella famiglia di mio padre e precisamente da sua madre Santa.
    Mia nonna paterna non mangiava le sardine; ella non le appetiva non per motivi legati al suo gusto, alla sua dieta o a qualche particolare allergia alimentare. Nonna Santa decise di non cibarsi di sardine o di aringhe dalla fine di marzo 1941, ovvero dal triste giorno in cui Le fu comunicato che l’incrociatore Fiume, ovvero la nave sulla quale era imbarcato suo figlio Antonio, era stata affondata dagl’inglesi la notte del 28 marzo 1941.
    Per una strana coincidenza la strage di nostri Marinai, a seguito dell’agguato notturno teso dalla Mediterranean Fleet, avvenne proprio nel giorno in cui ricorreva il 31° compleanno del Capo Antonio Miccoli; egli fu tra i pochi sopravvissuti ma fu dato sin da subito tra i dispersi.
    Mia nonna, sconvolta da quella notizia, si recò nella Chiesa parrocchiale del paese, a Spongano (Lecce); disperata per la triste sorte toccata al figlio, si rivolse accoratamente alla Madonna e fece questo voto: “non si sarebbe più fatta tagliare i capelli fino a quando non avesse riabbracciato suo figlio”. E poiché sapeva che le sardine sono tra i primi pesci che, attirati dai cadaveri, accorrono per divorarne le carni, nonna Santa non volle più cibarsi di esse.
    A chi inconsapevolmente le chiedeva  la ragione di questo suo comportamento, addolorata e scuotendo il capo, con gli occhi bagnati dalle lacrime  rispondeva:
    “percè s’hannu mangiatu lu fiju meu!” (perchè hanno mangiato mio figlio!).

    Nonna Santa f.p.g.c. Marino Miccoli a www.lavocedelmarinaio.com

    Quel tragico giorno anche per mio padre, sopravvissuto a quel macello, significò l’inizio di un’amarissima quanto dolorosa esperienza; cominciò per lui e per quei pochi fortunati, anzi “graziati”, che sopravvissero, un calvario di diverse ore in acqua, durante il quale vide e sentì le urla disumane dei suoi più fraterni amici e stimati colleghi, morire atrocemente tra le fiamme sulla coperta del Fiume; li vide poi morire assiderati, li vide morire annegati, li vide morire divorati dagli squali, li vide morire impazziti dalla disperazione.
    Mi raccontava, con gli occhi arrossati, che i corpi dei Marinai erano attaccati prima dalle sardine che ne rosicchiavano le estremità e poi venivano improvvisamente trascinati giù, in un gorgo, dagli squali. Sulle zattere non c’era posto per tutti, e si faceva a turno tra chi era in mare, reggendosi aggrappati fuoribordo. Lunghissime ore di disperazione, nella notte, faccia a faccia con la morte, fino a quando non fu fatto prigioniero da un cacciatorpediniere inglese che lo issò a bordo con i pochi superstiti.
    Ma quando in famiglia si ebbe qualche notizia sulla sorte di mio padre?
    Il giorno 10 maggio 1941 (ben 42 giorni dopo la tragedia di Capo Matapan!).
    Giunse a Spongano, nella casa dei nonni, una lettera della Croce Rossa Internazionale in cui si comunicava che il maresciallo della regia Marina Antonio Miccoli era tra i pochi sopravvissuti all’affondamento dell’incrociatore Fiume. Catturato in mare dagli inglesi, era stato temporaneamente imprigionato ad Alessandria d’Egitto e poi era stato internato con molti altri Militari italiani, catturati non solo in mare, in un grande campo di concentramento P.O.W. situato a Zonderwater, in Sud-Africa. Rimase  prigioniero degli inglesi in Sud-Africa per 5 anni e 2 mesi; un lungo periodo in cui patì la fame, subì angherie e maltrattamenti perché quando fu sottoposto più volte a interrogatorio si rifiutava di rivelare come era fatto e quale fosse il funzionamento del telemetro italiano (che per la qualifica posseduta egli ben conosceva) ai britannici.
    Fu liberato nel maggio del 1946 e rimpatriato a Napoli.
    Riprese la sua carriera di sottufficiale nella neonata Marina Militare e, dopo essere stato più volte decorato e nominato Cavaliere al merito della Repubblica dal Presidente Giovanni Gronchi, si congedò nel 1962 con il grado di Sottotenente del C.E.M.M..
    Questo mio modesto scritto, oltre che ricordare e onorare la memoria degli oltre 2300 Marinai Caduti e i Dispersi di Capo Matapan, vuole anche rappresentare un’occasione per considerare e riconoscere i grandissimi meriti della Croce Rossa Internazionale che sin dalla sua fondazione svolge quell’importante missione di recare soccorso, assistenza e conforto ai prigionieri e ai familiari delle vittime delle guerre. Ritengo pertanto tributare a questa organizzazione umanitaria di avermi fatto il dono del più prezioso frutti che la civiltà e il progresso umano ha dato a tutte le nazioni: l’umana solidarietà.

    Attestato della C.R.I. ad Antonio Miccoli f.p.g.c. Marino Miccoli a www.lavocedelmarinaio.com
    (*) per saperne di più digita i nomi sul motore di ricerca del blog.

  • La disfatta di Matapan,  Marinai,  Marinai di una volta,  Navi,  Recensioni,  Storia

    28-29.3.1941 battaglia di Capo Matapan, Marinaio Chirico Francesco da Futani

    di Carlo Di Nitto (Presidente gruppo A.N.M.I. di Gaeta)

    Carlo Di Nitto per www.lavocedelmarinaio.comQuesta è una storia dimenticata, una storia che si è ripetuta tantissime volte durante il secondo conflitto mondiale, purtroppo. E’ la storia del Regio Incrociatore ZARA e della spilletta ritrovata. Una spilletta in argento dell’incrociatore  affondato nella Battaglia di Capo Matapan la notte tra il 28 ed il 29 marzo 1941. (1)
    Nella tragedia di Matapan trovarono la morte 2303 Marinai Italiani: 782 dello Zara, 813 del Fiume, 328 del Pola, 211 del C.T. Alfieri e 169 del C.T. Carducci.
    Riporta lo storico Gianni Rocca (2): “Nelle acque rimasero a lungo rottami di ogni genere, tra cui una bottiglia, ermeticamente tappata da uno strato di cera. Fluttuerà per anni nel Mediterraneo fino a quando, un mattino dell’agosto 1952, venne La-spilletta-del-marinaio-Chirico-Francesco-da-Futanirinvenuta sulla spiaggia di Villasimius, presso Cagliari. Quando una mano curiosa la osservò, scoprì al suo interno un pezzo di tela, strappato da una copertura di mitragliera, con su scritto: «Regia Nave Fiume – Prego signori date mie notizie alla mia cara mamma mentre io muoio per la Patria. Marinaio Chirico Francesco da Futani, via Eremiti 1, Salerno. Grazie signori – Italia !».
    apertura del fuoco durante la rivista H (5 maggio 1938)Il messaggio fu recapitato alla madre del povero marinaio in una frazione di Futani, paese poco distante da Capo Palinuro. Il padre, che mai aveva disperato del ritorno del figlio, era già morto nel 1948.
    Alla memoria del Marò Chirico Francesco fu decretata una medaglia di bronzo al valor militare: «…prima di scomparire in mare con l’unità , confermava il suo alto spirito militare affidando ai flutti un messaggio di fede e di amor patrio che, dopo undici anni, veniva rinvenuto in costa italiana ».
    Mai decorazione fu più meritata.

    Copia di Un messaggio da Capo Matapan - www.lavocedelmarinaio.com

    (1) per saperne di più digita a sugli argomenti del blog “La disfatta di Capo Matapan”
    (2) autore del libro “Fucilate gli ammiragli” (Mondadori)