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    28.2.1850, il brigantino Prudente

    a cura Sergio Pagni

    PER GRAZIA RICEVUTA

    Ex voto custodito nel Civico museo marinaro Gio Bono Ferrari di Camogli (*).
    Sul quadro si legge:
    Brigantino Il Prudente comandato dal capitano Francesco Chiega. Trovandosi il giorno 28 febbraio 1850 nelle vicinanze di Capo d’Orso, con un temporale di vento alla bora, alla distanza di un quarto di miglio, fu dalla Beata Vergine miracolosamente salvato”.

    (*) se ne consiglia la visita.

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    24.2.1848, brigantino Gran Duca Leopoldo sorpreso da fortunale

    a cura Sergio Pagni

    PER GRAZIA RICEVUTA

    Su questo Ex voto, custodito nel santuario di Nostra Signora del Monte Allegro nei pressi di Rapallo, la scritta sul retro del quadro recita:
    Brigantino Gran Duca Leopoldo, capitano Filippo Campodonico, nella longitudine 59,29 e latitudine 37,8 uragano fortunale sofferto il 24 febbraio 1848″.

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    22.2.1931, nel ricordo di Elena Cerio

    di Antonio Cimmino

    e Augusta Perone Pacifico.

    Il 22 febbraio 1931 la signorina Elena Cerio, figlia diciannovenne del colonnello del Genio navale Oscar Cerio, direttore del cantiere navale di Castellammare di Stabia, ebbe l’onore di essere la madrina del varo della regia nave scuola Amerigo Vespucci.
    A distanza di anni, e più precisamente il 22 ottobre 2016 nel corso del raduno degli ex caserma San Rosa La Storta, la signora Augusta Perone Pacifico, figlia di Elena Cerio, con il marito ammiraglio Andrea De Micheli, ci ha fatto dono di una gioia immensa partecipando al sopra menzionato raduno per testimoniare l’affetto che accomuna la gente di mare ai Marinai per sempre.

    Nota di Piero Carpani sui commenti
    Ci sono alcune inesattezze: Oscar Cerio era il Comandante Marittimo del porto di Napoli in divisa con i gradi da Capitano di vascello accanto alla figlia (gradi con il giro di bitta) mentre dall’altro lato c’è il Tenente Colonnello Francesco Rotundi progettista della nave, in divisa con i gradi senza giro di bitta. Il direttore del Cantiere di Castellammare era il Colonnello del Genio Navale Odoardo Giannelli e suoi collaboratori i Ten. Col. del Genio Navale D’Esposito e Di Nola.

    Si consiglia la lettura dei seguenti link:
    https://www.lavocedelmarinaio.com/2011/02/buon-compleanno-signora-dei-mari/
    https://www.lavocedelmarinaio.com/2011/02/buon-compleanno-signora-dei-mari-2-parte/

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    22.2.1931, nave Amerigo Vespucci

    di Pancrazio “Ezio” Vinciguerra e A.N.M.I. STABIA

    …c’era una volta un’arsenale che costruiva navi, oggi nel tuo giorno più importante c’è chi, nell’ufficialità, si è dimenticato di te Signora dei mari e degli oceani.
    Noi no! E lo sai il perché?
    Perché siamo marinai di una volta, quelli che ci siamo arruolati non per carriera ma per vocazione.
    …Non chi comincia ma quel che persevera. Intelligenti pauca!

    amerigo vespucci - www.lavocedelmarinaio.com22.2.1931 Castellammare di Stabia a Nave Vespucci - www.lavocedelmarinaio.com

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    La vela dei disperati

    di Anacleto Realdon (*)
    www.pietasjulia.it

    Mi son chiesto spesso se chi va a vela lo faccia per aspirazione o per disperazione.
    Questo dubbio amletico tormenta anche il sottoscritto. Prima di partire ogni primavera per il mio semestre sabbatico velico mi chiedo se lo faccio per scelta o per una specie di condanna interiore.
    Mi capita anche di ospitare a bordo persone più…disperate di me. Il giovane diciottenne appena diplomato che, volendo sfuggire alla condanna di dover iscriversi all’università e seguire un percorso di vita obbligato, chiede di dedicarsi alla vela come “scelta” di libertà.
    Il disoccupato o cassaintegrato che non aspira nemmeno d’essere integrato o reintegrato nel mondo del lavoro e vorrebbe continuare a barcamenarsi con me. Ho avuto anche “allievi” che dopo essere stati con me si sono dedicati quasi a tempo pieno alla vela agonistica.
    La persona che ultimamente mi ha più colpito e sorpreso (piacevolmente) è Michele.
    Un ingegnere in carriera che è stato folgorato (come SanPaolo sulla via di Damasco) da una conversione alla vita essenziale. Si è licenziato dalla ditta presso cui lavorava, ha venduto casa, auto e tutti i suoi averi. Ha regalato tutti i suoi vestiti alla Caritas ed è venuto in barca con me  (la sua prima volta in barca a vela) con il chiaro proposito di mollare tutto e partire per il mare infinito.
    Nell’introdurlo ai primi rudimenti della vela, l’ho studiato bene durante tutto il mese che è stato con me. Non era un disperato. Anzi, trasudava serenità e rappacificazione con se stesso e gli altri. Gioviale e socievole contagiava chiunque per la sua tranquilla sicurezza e consapevolezza nel voler fuggire dal mondo civile. Senza che fosse una fuga ma una scelta di vita lungamente maturata. Quasi una scelta mistica di pace interiore, che non veniva minimamente scalfita dai nostri tentativi di riportarlo alla ragionevolezza della gente comune.
    Ed è partito due anni fa. L’ho rivisto qualche giorno fa nel suo primo fugace rientro in patria. Per entrare nel mondo dei…”disperati” ha seguito il mio consiglio di farsi trovare a fine novembre a Las Palmas De Gran Canaria in occasione dell’annuale partenza dell’ARC ATLANTIC. Trovò infatti lì il suo primo armatore giramondo.
    Mi ha fatto un sintetico resoconto della sua vita avventurosa nel mar caraibico e dintorni. Key West, Cuba, Haiti, Jamaica, Colombia, Nicaragua, Panama, Puertorico, Virgin Island, Antille, Martinica, ecc.
    Non l’ho rivisto minimamente pentito della sua scelta di vita, anzi confermato e confortato  con ancor maggior tranquillità. Provato ma felice d’aver dovuto superare talora prove estreme, ha mostrato quasi commiserazione nei nostri riguardi perché rimasti a languire nel …mondo civile.

    (*) Psichiatra per vent’anni nell’ospedale psichiatrico di Gorizia, di cui è a lungo direttore, si sposta successivamente a Padova, alla direzione del reparto di psichiatria. Dopo il pensionamento anticipato coltiva quasi a tempo pieno la sua passione per la vela.
    Oltre ai numerosi articoli su riviste scientifiche, ha pubblicato alcuni volumi monografici sulla sua disciplina professionale e un romanzo autobiografico con lo pseudonimo di Leandro Cantaleo (Enigma Cancro, Guaraldi, 1994).
    www.velanchio.it
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    Gli scopamare

    a cura Carlo Di Nitto

    Dal Dizionario di Terminologia Nautica

    Gli “scopamare”, nell’attrezzatura navale, sono vele addizionali, rettangolari o triangolari, che “i velieri a vele quadre aggiungono a ciascun lato della vela di trinchetto o di maestra, con tempo buono e vento largo, per aumentare la velocità; fanno parte della cosiddetta forza di vele.”

    Nella foto sopra (dalla rete internet), la Corvetta a vela  statunitense USS “Monongahela” ripresa mentre naviga con gli “scopamare” aggiunti.
    Questa bella nave, varata nel 1862 fu completamente distrutta da un incendio nel 1908.