• Attualità,  Il mare nelle canzoni,  Per Grazia Ricevuta,  Recensioni,  Storia

    Ennio Morricone

    Ho sposato una siciliana, il che mi ha permesso di conoscere da vicino la sicilianità. Ma grazie all’arte di Tornatore ho avuto la conferma delle mie sensazioni su questa terra che è bella anche per le sue contraddizioni oltre che per la sua umanità. Quello siciliano è un popolo eletto nei migliori casi e nei peggiori. E credo che a prevalere sia certamente il suo lato positivo.
    Ennio Morricone

  • Marinai,  Marinai di una volta,  Navi,  Recensioni,  Storia

    6.7.1921, nel ricordo di Orlando Starace e la regia nave Aviere

    di Antonio Cimmino

    banca-della-memoria-www-lavocedelmarinaio-com(Vico Equense, 6.7.1921 – Mare, 17.12.1942)

    Nasce a Vico Equense il 6 luglio 1921.
    Come tanti giovani è coscritto per partecipare al Secondo conflitto mondiale.
    Viene reclutato nella Regia Marina ed imbarcato sul regio cacciatorpediniere Aviere.
    La sua storia è comune a tanti marinai di quel periodo, sacrificati in una guerra iniziata male e terminata peggio.

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    Il 16 dicembre 1942 la nave salpò da Napoli per scortare a Biserta, insieme alla gemella Camicia Nera, la motonave Ankara.
    Alle 11.15 del 17 dicembre, una quarantina di miglia a nord di Biserta, il sommergibile britannico Spendid attaccò il convoglio con il lancio di alcuni siluri: uno centrò l’Aviere che esplose, sbandò sul lato di dritta, si spezzò in due d andò a fondo nel volgere di pochi secondi in posizione 38°00’ N e 10°05’.
    A bordo dell’Aviere c’erano tra i 230 e i 250 uomini, di questi un centinaio fece in tempo ad abbandonare la nave, ma nessuno dei superstiti fu raccolto dal Camicia Nera o dall’Ankara che invece si allontanarono a tutta velocità…

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    L’affondamento della nave fu così rapido e violento che solo due zattere di salvataggio furono calate in mare oltre naturalmente i rottami che si erano staccati dalle sovrastrutture…
    Orlando Starace risultò disperso in mare e adesso riposa fra i flutti dell’Altissimo.

     

  • C'era una volta un arsenale che costruiva navi,  Marinai,  Marinai di una volta,  Navi,  Recensioni,  Storia

    6.7.1887, varo regio incrociatore Goito

    di Carlo Di Nitto

    … a Castellammare di Stabia c’era un arsenale che costruiva navi, e adesso?

    Il regio incrociatore Torpediniere “Goito”, classe omonima, dislocava 985 tonnellate a pieno carico. Progettato dal Generale Ispettore del Genio Navale Benedetto Brin, fu varato il 6 luglio 1887 presso i Cantieri Navali di Castellammare di Stabia, fu completato il 16 febbraio 1888 ed entrò in servizio l’11 maggio dello stesso anno.
    Immediatamente inviato a Barcellona a rappresentare l’Italia in occasione della Esposizione Internazionale, al rientro in patria effettuò attività di squadra per essere inviato subito dopo nelle acque del Levante.
    Nel 1890 e nel 1897 fu sottoposto a importanti lavori di trasformazione sia nell’impianto di propulsione sia nell’armamento, che venne attrezzato per la posa di mine. Svolse quindi, negli anni successivi intensa attività di squadra.
    Durante la guerra italo – turca venne dislocato a Punta Maestra per posare campi di mine e svolgere attività di vigilanza.

    Nel 1916 fu assegnato alla scuola meccanici che era stata trasferita a Castellammare di Stabia. Negli ultimi mesi della Grande Guerra eseguì servizi di scorta e di difesa al traffico nazionale effettuando anche missioni a Pola e Fiume.
    Nel 1919 tornò alle vecchie funzioni di nave scuola Meccanici svolgendo attività addestrativa e crociere d’istruzione.
    Passato in disarmo il 15 marzo 1920 e radiato ufficialmente il 4 luglio successivo, fu destinato alla vendita per demolizione dopo 32 anni di servizio.

  • Marinai,  Marinai di una volta,  Navi,  Pittori di mare,  Recensioni,  Storia

    6.7.1883, in ricordo di Leopoldo Strobino

    di Antonio Cimmino

    (Torino, 6.7.1883 – acque di Brindisi 16.1.1916)

    Il Tenente di vascello Leopoldo Strobino, di Federico e di Boggio Secondina, nasce a Torino il 6 luglio 1883.
    Arruolato nella Regia Marina fu imbarcato sull’ariete torpediniere Puglia e sulla regia nave appoggio Europa come Capo squadriglia. Questa unità, varata a Glasgow con il nome di Manila, poi Salacia, poi Quarto, fu acquistata dalla Regia Marina che la ribattezzò Europa e la trasformò per la posa in mare ed il recupero di idrovolanti e appoggio sommergibili.

    Predisposta per 12 idrovolanti, al momento dell’incidente accorso al Tenente di vascello Leopoldo Strobino, aveva a bordo solo 8 apparecchi.
    Morì il 16 gennaio 1916 precipitando con il suo idrovolante nelle acque antistanti Brindisi.

     

  • Marinai,  Marinai di una volta,  Navi,  Recensioni,  Storia

    6.7.1891, varo della regia corazzata da battaglia Sicilia

    a cura Pancrazio “Ezio” Vinciguerra e Carlo Di Nitto

    Il 6 luglio 1891 nell’arsenale di Venezia viene varata la regia corazzata da battaglia Sicilia.
    L’unità, della classe “Re Umberto” (Re Umberto-Sardegna-Sicilia), fu varata alla presenza del re Umberto e della regina Margherita.

    Entrata in servizio il 4 aprile 1895, verrà radiata il 4 marzo 1923.
    La regia nave è stata impiegata principalmente nel Mediterraneo.

    regia nave Sicilia - www.lavocedelmarinaio.com
    Nome: Sicilia
    Tipo: nave corazzata da battaglia
    Classe: Re Umberto
    Unità: Re Umberto – Sardegna – Sicilia
    Cantiere: Arsenale di Venezia
    Impostazione: 2 dicembre 1886
    Varo: 6 luglio 1891

    Completamento: 26 maggio 1896
    Servizio: 1897
    Dislocamento: normale 13.673 tonn. – pieno carico 15.674 tonn.
    Dimensioni:
    lunghezza f.t. 130,90 m.
    lunghezza p.p. 125,10 m.
    larghezza  23,60 m.
    immersione 9,00 m.
    Motore:
    4 motrici alternative verticali accoppiate su due assi
    18 caldaie
    potenza 19.131 ihp
    2 eliche
    Velocità: 20 nodi
    Autonomia: 6.000 miglia a 10 nodi
    Combustibile: carbone 1.200 tonn.
    Protezione:
    acciaio Schneider
    cintura 100 mm.
    ponte da 75 a 100 mm.
    torri 100 mm.
    batteria 100 mm.
    scudi ai pezzi da 50 a 150 mm.
    barbette 350 mm.
    torrione 300 mm.
    Armamento:
    4 pezzi binati da 343 mm/30 cal/peso 69 tonn/carica 286 Kg/pr 567 Kg
    8 pezzi da 152 mm. / canna 40 calibri
    16 pezzi da 120 mm. / canna 40 calibri
    20 pezzi a tiro rapido da 57 mm. / canna 43 calibri / proietto 16 libbre
    10 pezzi a tiro rapido da 37 mm. / canna 30 calibri
    2 mitragliere
    5 tubi lanciasiluri da 450 mm.

    Equipaggio permanente effettivo: 736
    Disarmo:1923
    Radiazione: 4.3.1923 (demolita)

    regia nave Sicilia in Navigazione - www.lavocedlmarinaio.com

    Note tecniche
    La classe Re Umberto, costruita su progetto elaborato dall’Ispettore del Genio Navale Benedetto Brin come modernizzazione della classe Italia, è basata sui medesimi principi costruttivi e d’impiego.
    Il lungo periodo di costruzione l’ha resa superata al momento dell’entrata in servizio, pur restando una delle classi più potenti della Marina Italiana sino al 1897.
    Lo scafo, piuttosto tozzo con prora arcuata a sperone e poppa stellata, era di linea antiquata.
    L’armamento principale di 4 pezzi da 343/30 in complessi binati montati in barbetta e situati a circa 10 metri dal galleggiamento, aveva largo campo di tiro.
    Il peso di ogni arma era di 69 tonnellate; il peso dei proietti era di 567 Kg. che venivano sparati con cariche di lancio da 286 Kg.
    La cadenza di tiro era di 8 colpi ogni 10 minuti.
    Probabilmente fu la prima nave da battaglia italiana ad essere dotata di radiotelegrafo.


    Note storiche
    L’unità venne battezzata dalla Regina Margherita che, dopo la benedizione, appose un anello consacrato sulla poppa della nave secondo la tradizione veneta dello “sposalizio del mare”.
    Venne radiata il 9 luglio 1914 ma rientrò in servizio come pontone a Taranto ed utilizzata infine come nave officina prima di essere demolita definitivamente il 4 marzo 1923.

    Veduta aerea regia nave Sicilia - www.lavocedelmarinaio.com

  • Marinai,  Marinai di una volta,  Navi,  Recensioni,  Storia

    6.7.1807, in ricordo di Ferdinando Cafiero

    di Antonio Cimmino

    (Meta di Sorrento, 6.7.1807 – 22.4.1901)

    Nasce a Meta di Sorrento il 6 luglio 1807, imbarcato su navi della Marina Mercantile fin da ragazzo, divenne presto comandante di Bastimento.
    Nel 1841 fu Inviato a Londra a ritirare il piroscafo passeggeri Mongibello che trasformato in pirocorvetta fu acquistato dalla Marina sarda e prese il nome di Monzamnao.
    Nel 1848 fu ammesso nella Real Marina delle Due Sicilie, poi passò alla regia Marina.
    Ebbe il comando di diverse unità da guerra: Mari Cristina; pirofregata Archimede; pirocorvetta Stromboli; corvetta a ruote Tripoli; avviso a ruote Esploratore (ritirata a Londra nel 1863); pirofregata Governalo.
    Direttore degli armamenti nei Dipartimenti di Genova, Napoli e Venezia.
    Nel 1873 fu collocato nella riserva navale.
    Aveva il vezzo di esprimersi sempre il lingua napoletana.
    Salpò da Meta di Sorrento, per la sua ultima missione, il 22 aprile 1901.

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    6.7.1814, Alessandro D’Aste

    a cura Francesco Carriglio (*)
    http://www.augusta-framacamo.net

    (Albenga, 6.7.1814 – Genova, 15.2.1881)

    D’Aste Alessandro, nato il 6 luglio 1814 ad Albenga, dopo avere seguiti i corsi regolari presso la R. Scuola di Marina di Genova, percorse i gradi inferiori della carriera prendendo parte alle campale del 1848-1849. Nel periodo dal 1843 al 1845, come sottotenente, di vascello, compì sull’« Eridano » una lunga campagna nell’Oceano Pacifico, prima navigazione di tanta durata compiuta da legno sordo in quelle lontane regioni. Nel 1853, essendo capitano di corvetta, ebbe il comando della Scuola di Marina che tenne fino al 1856, data con la quale venne inviato in missione a Costantinopoli per prendere parte, con la commissione internazionale, ai lavori per la definizione delle norme di navigazione sul Danubio.
    Rientrò in patria nel 1859, per imbarcare come capitano di fregata sulla «Vittorio Emanuele» che doveva, insieme con la squadra francese, operare in Adriatico durante la guerra contro l’Austria. Ma la pace di Villafranca troncò ogni preparativo.
    Nel marzo 1860, promosso capitano, di vascello di 2^ classe, fu destinato al comando del « Governolo » col quale operò ad Ancona, riportando, con decreto del 4 ottobre 1860, la medaglia d’oro, con la motivazione:
    Pel modo ardito e sotto ogni aspetto commendevole con cui si comportò nell’assedio di Ancona (1860)”. Sempre sul «Governolo», pure essendo stato promosso di grado, prese attiva parte alle operazioni svoltesi sul finire del 1860 e sull’inizio dell’anno seguente, per la presa di Gaeta.
    Nel novembre ’60, con la sua nave, ed avendo sotto di sé anche il «Fieramosca», il «Tancredi» e la «Veloce», protesse la gittata di un ponte sul Garigliano eseguito dai marinai, per il quale passarono le truppe del generale Cialdini. Nei giorni successivi le stesse navi, con altre della squadra, bombardarono i borbonici a Mola di Gaeta, concorrendo a far capitolare la fortezza.
    Nell’aprile 1861 il D’Aste fu promosso contrammiraglio, e nel novembre 1865 collocato a riposo per infermità.
    Morì a Genova il 15.2.1881.

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