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Regia nave Iride

di Carlo Di Nitto

Il regio incrociatore torpediniere Iride, classe “Partenope”, dislocava 1011 tonnellate a pieno carico, fu varato il 20 luglio 1891 presso i Cantieri Navali di Castellammare di Stabia ed entrò in servizio il 1° novembre dell’anno successivo. Inizialmente questa unità, come le consorelle, disponeva di armamento velico ausiliario a due alberi con vele auriche ed era stata progettata per appoggiare le azioni delle torpediniere in alto mare.
Il 21 gennaio 1893, venne assegnato alla Squadra di Riserva ed immediatamente destinato all’isola di Zante. Rientrato in Italia, partecipò ad esercitazioni navali e nel marzo 1894 fu dislocato prima in acque siciliane per la sorveglianza della pesca del corallo e delle spugne e poi nel levante dove svolse intensa attività. Rimpatriato nel settembre successivo, fu brevemente stazionario a Gaeta e poi destinato a Taranto.
In occasione delle ostilità scoppiate tra Grecia e Turchia, operò nelle acque di Prevesa e Santa Maura a tutela e protezione degli italiani ivi residenti. Rientrato in Italia, svolse normale attività di squadra, alternando periodi  di controllo pesca, esercitazioni, sorveglianza nelle acque del levante e operazioni di polizia in Sicilia fino al 1904.

Nel 1905 fu inviato come stazionario a Creta a causa di disordini scoppiati per l’annessione dell’isola alla Grecia. Operò crociere lungo la costa del settore italiano per impedire il contrabbando di guerra. Rimpatriò nel maggio 1906 a causa di una collisione con una cannoniera russa. Seguì un lungo periodo di lavori a Napoli al termine dei quali, nel novembre 1909, fu ancora dislocato nel Levante.
Durante la guerra italo – turca operò in Tripolitania bombardando le posizioni di Sidi Said ed appoggiando con le sue artiglierie le truppe operanti a terra. Rimpatriato, nel mese di agosto 1913 venne destinato in acque albanesi. Posto nuovamente in disponibilità per lavori, allo scoppio della Prima Guerra Mondiale lasciò Taranto per Venezia con funzioni di nave appoggio sommergibili. Nell’ottobre 1917 si trasferì a Taranto dove rimase fino alla fine delle ostilità, quando passò in disponibilità. Nel luglio 1919, rientrato in squadra, operò brevemente nelle acque di Corfù e dello Jonio. Rientrato nuovamente a Taranto passò subito in disponibilità.
Il 16 dicembre 1920 fu posto in disarmo e radiato con decorrenza dalla stessa data.
Il suo motto fu: « Omnia bella vincit » (vince tutte le battaglie).

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