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    Apostolo Fusco

    di Carlo Di Nitto

    Il marinaio Apostolo Fusco, l’ultimo dei Marinai della Principessa Mafalda, è scomparso a Gaeta il 19 maggio 2017. Ho avuto l’onore di conoscerlo personalmente e di godere della sua amicizia. Ha dato con i suoi compagni, in un tristissimo contesto, grande esempio di umanità, di pietà e di amore per la Marina e per l’Italia. ONORE !
    L’amico Apostolo Fusco (Ninotto per gli amici) è stato un uomo corretto, modesto, educato e con il quale era piacevolissimo parlare. Nella foto dei Sette Marinai, Ninotto è in piedi, secondo da destra.

    Nelle vie di Gaeta, incontravo l’amico Apostolo Fusco e, nonostante gli anni trascorsi, i suoi occhi brillano di commozione nel ricordare quei lontani, tragici, indimenticabili eventi.
    Gli altri amici Magnani, Mitrano, Pasciuto, Ruggieri, Avallone e Colaruotolo purtroppo non sono più con noi. Ci piace però immaginarli, ritornati giovani Marinai, vigilare in Cielo sulla “mite, dolce, gaia principessa Mafalda”.

    Nel 2005, la Principessa Mafalda d’Assia, nipote di Mafalda di Savoia, accogliendo l’invito del nostro Gruppo ANMI, è venuta a Gaeta per salutare la Città e ringraziare personalmente i tre Marinai, all’epoca ancora viventi. Siamo stati onorati di averla nostra ospite.

    Noi, Marinai di Gaeta, sulla scia del loro esempio, ci auguriamo di aver recepito l’insegnamento e di essere, come essi, capaci di trasmettere ai nostri figli gli ideali di lealtà, di onore, di amor patrio che da sempre contraddistinguono gli Uomini di Mare.

    Onore a Mafalda di Savoia, martire Italiana.
    Onore ad Apostolo Fusco e ai Marinai di Buchenwald.
    Viva Gaeta, viva la Marina, viva l’Italia.

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    Storia (breve) dei fari

    Pancrazio Ezio Vinciguerra

    La storia della navigazione risale alle lontanissime civiltà dei mari e dei fiumi e cioè da quando l’uomo, a cavallo di un tronco d’albero, osò avventurarsi nell’affascinate arte del navigare. Forse furono i fenici (qualcuno sostiene i cinesi) che iniziarono la navigazione notturna e, ben presto, altre civiltà crebbero sino a formare flotte e domini, poteri centrali e colonie. La navigazione andava acquistando una veste importantissima nel controllo geo-politico e negli affari di quelle civiltà e la sicurezza della navigazione divenne di primaria importanza. Era nata la navigazione d’altura ma rimanevano i pericoli in vicinanza della terra: secche, scogli, correnti, bassi fondali, ecc.. Quando le imbarcazioni cominciarono ad allontanarsi dalla costa nacque la necessità di avere dei punti di riferimento come il faro. Già Omero nel libro XIX, vv. 373-378 dell’Iliade racconta: “Achille s’imbracciò lo scudo che immenso e saldo di lontan splendea. Come luna, o qual foco ai naviganti, sovr ‘alta apparso solitaria cima, quando, lontani da’ bracari, il vento li travaglia nel mar...” che ci fa comprendere come i marinai si orientassero quando paragona lo scudo di Achille, immenso e splendente come la luna, a quel fuoco ardente su di un’alta collina che appare ai naviganti a segnalar loro la via. In questo modo, probabilmente, inizia la storia della segnalazione notturna marittima. Il faro per denominazione è un segnalamento marittimo, posizionato lungo le coste o isole, che costituisce per i naviganti un punto di riferimento per la sicurezza della navigazione a vista: quindi è un “ausilio” per la navigazione atto ad assistere il navigante nella condotta dell’imbarcazione. Gli ausili per la navigazione, possono classificarsi in: Segnalamenti Marittimi (fari, fanali, nautofoni); Segnalamenti diurni cioè quelli che sono direttamente utilizzati dall’uomo con i sensi della vista e dell’udito e gli ausili radioelettrici (radiofari marittimi ed i risponditori radar Racons) che possono essere utilizzati solo con apparati ricevitori (radiogoniometri e radar). I segnalamenti marittimi, sono situati in posizione esattamente determinata e conosciuta rilevabile dalla carta nautica e sono facilmente distinguibili e riconoscibili dal mare. Vengono posizionati in relazione alla funzione che ciascuno di essi deve svolgere: ausilio alla navigazione costiera, all’atterraggio, all’ingresso/uscita dai porti, per segnalare un pericolo isolato, per delimitare un canale navigabile, ecc..

    Ogni tipo di segnalamento marittimo sia ottico che sonoro, come del resto tutti gli ausili per la navigazione, è contraddistinto da una “caratteristica” attraverso la quale è possibile identificarlo (fari, radiofari, ottiche fisse, rotanti, boe, mede, nautofoni, fanali, racons). La Marina Militare è l’organo istituzionale, attraverso una sua Direzione Fari e  Segnalamenti, preposto alla gestione e al controllo dei fari in Italia; posti lungo gli 8000 km di costa. La rete nazionale dei segnalamenti è stata suddivisa in Comandi di zona con rispettive sedi a: La Spezia per l’Alto Tirreno; La Maddalena per la Sardegna; Messina per la Sicilia; Taranto per lo Ionio e il Basso Adriatico, a Napoli per il Tirreno meridionale; Venezia per l’Adriatico che hanno il compito precipuo dell’ammodernamento della segnaletica marittima, all’insegna di una sempre più spinta automazione ai fini dell’efficienza operativa del segnalamento marittimo, del supporto tecnico e logistico, dell’ordinaria manutenzione ed del mantenimento dei materiali e delle infrastrutture dei fari.