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Salvatore Pelosi (Montella, 10.4.1906 – Terranova di Sibari, 21.10.1974)

di  Ottaviano De Biase

Salvatore Alfonso Nicola Pelosi, di Silvio e Adelina Giannetti, nasce a Montella (AV) il 10 aprile 1906. Dopo le elementari e gli studi classici, nel 1921 entra in Accademia Navale di Livorno. Nel 1926 consegue la nomina a Guardiamarina e imbarca sulla nave da battaglia Caio Duilio. Nel 1928 passa sull’incrociatore Libia e parte per una missione in Estremo Oriente. Tra il 1928 e il 1930 lo ritroviamo prima a Tientsin, in Cina, presso il Distaccamento della nostra Marina, e poi presso un reparto del Battaglione San Marco dislocato a Chinhgwantau.
Nel 1930 rientra in Italia e partecipa al Corso Superiore presso l’Accademia Navale di Livorno, ove consegue la specializzazione di Direzione di Tiro. Al termine viene promosso Tenente di Vascello ed imbarca sul cacciatorpediniere Bettino Ricasoli e poi sull’esploratore Pantera con l’incarico di Direttore di Tiro di bordo; prosegue infine sull’incrociatore Bolzano ove gli si affida l’incarico di Ufficiale di Rotta.
Nel 1933 lo ritroviamo a Pola dove familiarizza con i Sommergibili lì destinati e dove s’incontra frequentemente con il suo conterraneo questore Giovanni Palatucci (Montella, 31 maggio 1909 – Dachau, 10 febbraio 1945). Stesso anno imbarca sull’incrociatore Gorizia a bordo del quale, tra l’ottobre 1935 e il maggio 1936, prende parte al conflitto Italo-Etiopico. Tra il 1936-1938 è di nuovo in Italia per assumere il Comando di una Squadriglia di Mas in Sicilia e poi per partecipare alla guerra civile spagnola, al comando di una torpediniera. Nel 1937 arriva ad Addis Abeba, a Dessié, sul Lago Haik. Nel 1938 viene promosso Capitano di Corvetta. Nell’aprile del 1939 prende il Comando del sommergibile Torricelli, della 41,ma Squadriglia Sommergibili: destinazione, Africa Orientale, con sede a Massaua fin dal 1935, ove partecipa a varie ed eroiche missioni di guerra. Ed è là, racconto in un libro a lui dedicato, che il 23 giugno 1940, al comando del Torricelli, si scontra con le forze navali inglesi: zona di operazione, Mar Rosso, Golfo di Perin, conclusosi con l’affondamento di alcune navi inglesi e dello stesso Torricelli.
Un gesto di alto eroismo riconosciuto dagli stessi avversari i quali gli concedono gli Onori delle Armi e il plauso degli stessi ammiragli comandanti presenti a Massaua.
Segue, in stato di prigionia, assieme ai restanti suoi uomini, a bordo del Piroscafo Takliva, per l’India, ove viene rinchiuso nei campi dapprima di Ahmadnagar, presso Bombay, e poi in quelli di Ramgarh, nell’India Meridionale.

Nel 1945 che rientra in Italia gli sono conferiti i gradi di Capitano di Fregata, con data retroattiva dal 1942. Seguono il conferimento della M. O. V. M., e la nomina a Capo di Stato Maggiore del Comando Sommergibili; il 21 luglio, conduce all’altare Francesca Paola Tripodo. Il figlio Giancarlo nasce a Messina il 12.11.1947.
Nel 1948 assume il comando del cacciatorpediniere Alfredo Oriani ed è promosso Capitano di Vascello. Dal 1948 al 1949 frequenta l’Istituto di Guerra Marittima. Dal 1949 al 1951 assume dapprima il Comando della Marina Militare Italiana in Somalia e subito dopo quella di Capo di Stato Maggiore presso il Comando in Capo del Basso Tirreno. Dal 1951 al 1953 assume il Comando delle Forze Navali Costiere. Segue, nel 1953, sull’incrociatore Luigi di Savoia Duca degli Abruzzi, su cui ricopre l’incarico di Capo di Stato Maggiore della 2^ Divisione Navale.
Dal luglio 1954 è Capo di Stato Maggiore del Comando Militare Marittimo Autonomo in Sicilia. Il 1 gennaio 1957 è promosso Contrammiraglio; dopodiché, frequentato il Centro Alti Studi Militari, assume l’incarico di Ispettore delle Scuole CEMM di La Maddalena e di Presidente della Commissione Ordinaria di Avanzamento con sede a Roma. Nel maggio 1961 viene promosso Ammiraglio di Divisione ed assume il Comando del Gruppo Dragamine. Dal 1962 al 1963 è alla guida del Comando Militare Marittimo Autonomo in Sicilia, con sede a Messina. Nel 1964 è promosso Ammiraglio di Squadra; con tale grado ricopre la carica di Comandante in Capo del Dipartimento Militare Marittimo dello Jonio e Canale d’Otranto, ricoprendo anche dall’ottobre 1967 la carica di Presidente del Consiglio Superiore delle FF. AA., Sezione Marina.

Dall’Ottobre 1967 ad aprile 1969 è Presidente (Sezione Marina) del Consiglio Superiore delle FF. AA.
L’11 aprile 1969 è collocato in ausiliaria per limiti di età. Dal 1969 al 1974 copre la carica di Presidente dei Cantieri Navali di Taranto (Gruppo Fincantieri).
La sera del 21 ottobre 1974, al termine di un fine settimana in famiglia, lascia Messina e alla guida della sua auto parte alla volta di Taranto, dove, alle otto del mattino, era atteso da una importante riunione di lavoro: muore sulla statale ionica, al seguito di un incidente automobilistico, nei pressi di Terranova da Sibari.


Le tre foto: riceve la visita del generale Eisenhower, consegna a Bari della bandiera di guerra del nuovo Torricelli, attuale sommergibile Salvatore Pelosi.

2 commenti

  • Giovanni Presutti

    Sono onorato di essere stato negli anni 1960 alla 1′ Divisione Scuole di Marinequip, presso il Ministero Difesa-Marina Roma, quale dattilografo della 2^ Sezione, dipendente dall’ammiraglio Salvatore Pelosi, medaglia d’oro

  • Giovanni Presutti

    Sono onorato di essere stato negli anni 1960 dattilografo della 1^ Div., 2^ Sez. Scuole del Ministero Difesa-Marina Roma, dipendente dall’ammiraglio Salvatore Pelosi, medaglia d’oro al Valor Militare

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