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25.7.2007, Stefano Cappellaro

a cura Pancrazio “Ezio” Vinciguerra
foto Gruppo Nazionale Leone di San Marco Marina Militare

Capitano di fregata Stefano Cappellaro, 46 anni, comandante del Battaglione Grado del reggimento San Marco, originario di Venezia e veterano di tante missioni all’estero, l’ultima della quale in Libano, è morto per la cosiddetta “Sindrome dei Balcani”.
E’ deceduto a Brindisi il 25 luglio 2007 in seguito a una malattia che si è manifestata dopo il suo ritorno dal Libano, dove l’ufficiale ha partecipato alla fase iniziale dell’operazione Leonte, da settembre a novembre 2006.

Quello di Stefano non è un caso isolato, anche altri militari, che hanno partecipato a varie missioni, sono deceduti o sono attualmente in cura per forme tumorali e problemi alla tiroide.
Tre anni dopo, il 25 aprile 2010, giorno in cui si festeggia San Marco, la Marina Militare ha concesso una Croce di Bronzo al Merito dell’Esercito (decorazione ricevuta dalla vedova signora Anna Corsa).
Falco Accame scrive sul suo blog il 22 ottobre 2011:
Finalmente, sono passati 4 anni da quando e’ morto il Capitano di Fregata Stefano Cappellaro, nato a Venezia. Della vicenda si occupò, a suo tempo, l’allora Sindaco di Venezia Massimo Cacciari. Ma sono stati interposti una serie di ostacoli, in realtà inesistenti, al risarcimento. Tra l’altro il Capitano di Fregata Cappellaro, che era stato imbarcato sulla nave S. Marco, aveva svolto un’intensa attività di vigilanza alle infrastrutture militari in tutte le numerose missioni eseguite. Ed in base alle normative vigenti (L. 466/80, L. 308/81, DPR 243/06) avrebbe subito dovuto essere stato riconosciuto come “vittima del dovere” e sarebbero state, dunque, essere conferite ai familiari le compensazioni dovute. Il caso è un triste esempio della scarsa attenzione dedicata dallo Stato a personale che è al suo servizio per difenderlo. Il caso ha finalmente avuto la soluzione dovuta solo perché è giunto all’attenzione della Commissione Senatoriale d’Inchiesta e al suoi interessamento da parte del Maggiore Carlo Calcagni. L’Anavafaf si è interessata del caso anni orsono, ma purtroppo è stata del tutto inascoltata”.

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