Una crociera nel Mediterraneo Occidentale

di Roberta – Ammiraglia88 (*)

Sono rientrata da una nuova rilassante ed indimenticabile crociera su una bella nave: Costa Concordia.
Considerato che dovevo raggiungere il porto di Savona, la partenza da casa è stata ricca di spostamenti. E’ curioso, ma in questa settimana ho usato quasi tutti i mezzi di trasporto (automobile; treno fino a Verona; taxi fino al punto di ritrovo con il pullman della Costa; poi con questo abbiamo raggiunto il Palacrociere a Savona e per ultimo finalmente, e ovviamente, la nave!).
Prima dell’imbarco avevo un piacevole appuntamento: un nuovo incontro con Paola (un’amica che conosco da qualche anno, legata anche lei alla nave scuola Amerigo Vespucci che ci ha fatte conoscere). Lei abita in Liguria pertanto, appena le avevo comunicato che sarei salpata da Savona, non si è fatta scappare questa graditissima occasione di vedersi. Così è venuta al Palacrociere e tra una chiacchiera e l’altra, è sempre un piacere rivedersi, è arrivato presto il momento di imbarcarsi.
All’ora prevista la nave e il suo equipaggio hanno mollato gli ormeggi e siamo salpati per raggiungere il nostro primo porto: Napoli.
Ma prima di raggiungere questa città c’era già una cosa particolare che, forse, sarebbe potuta succedere. Ti riassumo di cosa si tratta. Come avrai visto sono affascinata dalla nave scuola Amerigo Vespucci. Qualche giorno prima di partire, riguardando l’itinerario, mi sono accorta che, durante questa mia crociera, inaspettatamente, senza averlo previsto, mi sarei trovata a navigare assieme al Vespucci, per ben due volte. Le direzioni erano opposte, ma le rotte molto simili e forse si sarebbero perciò potute incrociare.
In particolare, mentre noi da Savona eravamo diretti a Napoli, il Vespucci da Napoli era già salpato ed era in navigazione per raggiungere La Spezia. La seconda occasione invece si sarebbe presentata quando noi da Marsiglia dirigevamo a Savona, mentre il Vespucci da Sanremo salpava per Palamos in Spagna.
So che il mare è grande, che le nostre rotte potevano essere molto lontane, che ci possono sempre essere una serie di imprevisti, la visibilità ridotta, ecc. , però sai com’è … “mai dire mai”!
Così, speranzosa in un incontro con il bel veliero in mezzo al mare, magari a vele spiegate, la prima sera mi sono recata sul ponte esterno e mi sono appostata di guardia! Non mi sono mossa dal dodicesimo ponte per qualche ora, ma purtroppo del Vespucci nessuna scia. Per esperienza sapevo che questo comunque non sarebbe stato tempo perso, infatti ho potuto ammirare le luci della costa nei pressi dell’isola d’Elba e il passaggio di una nave da crociera, con tutte le sue luci accese, che procedeva lentamente e silenziosamente nel buio della notte. Ti assicuro che è sempre un piacere stare sul ponte esterno di notte.
Una volta attraccati a Napoli, io e la mia collega con la quale viaggiavo, siamo scese per fare l’escursione chiamata “il treno di Sorrento”. Utilizzando la Circumvesuviana (il treno che attraversa i vari paesi ai piedi del Vesuvio) abbiamo costeggiato il mare fino ad arrivare alla terra delle Sirene (Sorrento).
Lungo il tragitto, con mia grande e piacevole sorpresa, abbiamo oltrepassato anche la stazione di Castellammare di Stabia, dove hanno sede gli antichi cantieri navali che hanno dato i natali alla nave scuola Amerigo Vespucci. Avevo presente più o meno queste zone, ma, non ci crederai, ti assicuro che scegliendo questa gita non avevo pensato alla cartina geografica e alle località che avremmo passato.
Ho fatto subito una considerazione: già il Vespucci è il mio “approdo” (se non l’hai ancora fatto leggi “La Vespuccite”), praticamente un’idea fissa, ma se adesso in qualche modo anche lui mi si “accosta”, anche se in questa circostanza insolitamente non ci avevo pensato, cosa devo farci? Ero talmente concentrata sulle rotte e i tempi dei due incroci in mare che non ho nemmeno pensato al golfo di Napoli e dintorni!
In serata siamo ripartiti poi per il porto di Palermo. In questa città non siamo scese (mi piace molto anche stare sulla nave, in tutta tranquillità ed ammirare il panorama, il porto e i lavori del porto dal ponte esterno) come pure nella successiva tappa: Tunisi. Appena salpati, poco fuori dal porto, è stato molto emozionante assistere all’incontro con altre due navi da crociera e sentire tuonare nell’aria gli scambi di saluti fatti con le loro potenti sirene. In mezzo a queste tre enormi navi c’erano dei coraggiosi, minuscoli, e molto carini, pescherecci che ci guardavano scivolare verso il mare aperto, mentre creavamo sicuramente un grosso movimento in acqua e alle loro reti da pesca.
Arrivate a Palma di Maiorca siamo sbarcate per andare ad ammirare le Grotte del Drago, molto belle e particolari con tutte quelle stalattiti e stalagmiti, così antiche e così preziose (pensa al tempo che impiegano a formarsi e a questo esclusivo fenomeno naturale). Molto singolare è il lago che si trova all’interno. Ad un certo punto è stato attraversato da alcune silenziosissime barche a remi. Sul lago infatti si è svolto anche un breve concerto di musica classica. E’ stato molto suggestivo perché le luci, direzionate per illuminare le grotte in determinati e particolari punti, sono state spente e la fioca illuminazione arrivava solo dalle prime due barche, mentre i musicisti si trovavano su una terza.
A Barcellona ci siamo limitate a fare un giro in centro a piedi, percorrendo anche la Rambla, con la sua vitalità e i suoi artisti di strada, e visitando il mercato centrale. E’ stato carino trovarsi in mezzo a tutte quelle bancarelle di vari prodotti: carne, pesce, dolci, frutta e verdura; come erano variopinte e allegre quelle esposizioni di frutta e verdura, disposte con molta cura. Al volo ho poi visitato il Museo Navale ed ho così potuto vedere da vicino come era una Galea Reale, ricostruita fedelmente a grandezza naturale.
L’ultimo porto toccato prima del rientro è stato Marsiglia. E’ impressionante il lavoro nel, e del,  porto. C’erano diverse navi portacontainer ormeggiate, che scaricavano e caricavano, immense gru all’opera, un continuo movimento. Della città abbiamo visto un po’ il centro, passeggiando tra le vie, partendo dal porto antico.
In serata, dopo la partenza, ci sarebbe stato il secondo presunto incrocio con il Vespucci. Ho però dovuto rinunciare alla mia ricerca perché purtroppo c’era il temporale e la visibilità era ridotta. Non avendo inoltre certezze né sulla sua rotta, né sull’orario, ho dovuto per forza arrendermi alle evidenze. Dalla stanza però, avendo la finestra, potevo seguire un po’ i movimenti esterni, ovviamente limitati al lato della cabina della mia nave.
In una delle mie “osservazioni” ho visto altre due imponenti e belle navi da crociera, una molto lontana e l’altra abbastanza vicina a noi: come al solito non eravamo soli! Durante le mie crociere ho sempre avuto modo di constatare che, anche se il mare è grande e ti sembra di essere lì da solo, prima o poi avvisti qualche altra nave (più o meno vicina) o qualcuno, come il gruppo di delfini incrociati nella rotta verso Palermo.
Ad ogni modo ti confesso che durante questa nottata mi sono alzata tre volte per scrutare l’orizzonte, ma del veliero dei miei sogni nessun segno. L’ultima volta ho notato solo una minuscola stella nell’immenso cielo scuro. Era sola (così sembrava dalla finestra, sicuramente a causa della visuale limitata del cielo); anche lei era lì, e mi guardava ed anche lei osservava il mare.
Una cosa interessante da segnalare è che, per la prima volta, ho avuto la fantastica ed unica occasione di visitare il ponte di Comando. Che vista eccezionale con quella immensa vetrata e che luogo particolare! Un grazie lo devo rivolgere subito alle persone che hanno reso possibile questa visita. E’ veramente incredibile trovarsi lì e sapere che da lì il Comandante e i suoi uomini (ufficiali ed equipaggio) possono condurre, ed ormeggiare, correttamente una così immensa nave. Se poi si pensa che hanno nelle loro mani la sorte di quasi 5.000 persone (tra ospiti ed equipaggio questo è il numero delle persone a bordo!), questo luogo diventa ancora più inestimabile ed unico. E’ stato emozionante trovarsi lì, ed essere lì con quella enorme vetrata davanti, con quella stupenda vista sul mare! Che spettacolo! Impressionante!
L’ufficiale, incaricato dal Comandante di spiegarci un po’ di cose, era un giovane serio e molto disponibile. Ci ha mostrato il radar, la carta nautica, ed ha spiegato diverse cose interessanti. Chiaramente ognuno degli ufficiali di bordo deve essere in grado di procedere nella navigazione, in caso di bisogno, anche senza l’uso della strumentazione. E qui c’è stato, per la mia gioia, un primo riferimento all’insegnamento che si ha sulla nave scuola Amerigo Vespucci.
Il confronto con questo veliero è stato spontaneo quando poi l’ufficiale ci ha fatto notare il timone, che è mosso da un solo timoniere. Questo sembra un piccolo volante; altro che quello a quattro ruote, e in legno, presente sul Vespucci che deve essere manovrato da otto marinai!
Il rientro da una crociera è sempre un po’ mesto; una settimana di ferie passa in fretta, come pure il viaggio di ritorno. Dopo qualche ora sono così passata dal bellissimo mare azzurro ligure all’altrettanto bel “mare di verde” del mio Trentino. Due bei rilassanti colori! In questo istante mi trovo sul mio terrazzo e un venticello muove le foglie degli alberi che mi circondano. Con questo dolce fruscio mi sembra quasi di essere ancora a bordo. Pare quella tranquillità, quel silenzio e quel leggero vento, unito allo sciabordio del mare, che ho trovato spesso sul ponte esterno. Mi viene spontaneo pertanto volgere ancora un ultimo “sguardo” alla nave.
Come al solito ci sono stati riservati la cortesia, la pulizia e l’ottimo trattamento abituali. Gli spettacoli serali, soprattutto quelli a teatro, sono sempre molto curati e molto professionali, sarebbe un vero peccato perderli. Gli artisti e i musicisti, che si esibiscono sia a teatro, sia nelle varie sale della nave sono molto preparati. Si è proprio coccolati e … anche un po’ viziati!
A bordo, in una occasione, mi ricordo che ci è stato detto, ad esempio, che su questa nave le cucine funzionano grazie al lavoro di 240 dipendenti. Ma, ne approfitto per aggiungere adesso, è grazie a tutto l’equipaggio, composto da circa 1.200 persone ognuna con dei compiti molto importanti, che trascorrere una settimana a bordo è una vacanza fantastica!
A proposito di numeri: noi passeggeri eravamo circa 3.600; la nave è lunga 290 metri e ti assicuro che è così! Te ne accorgi i primi giorni quando sei convinto di andare a teatro (a prora) e invece ti ritrovi al ristorante (a poppa) e, quando ti rendi conto che hai sbagliato … devi tornare indietro!
La sua larghezza è di 35,5 metri, la stazza di 114.500 tonnellate; la sua velocità di crociera è di 21,5 nodi e quella massima è di 23 nodi. E’ stata varata nel 2006 e il costruttore è la rinomata Fincantieri.
E così, termina qui il racconto della mia nuova esperienza a bordo di una nave. Rimangono tanti ricordi e, come spesso accade, numerosi bei momenti trascorsi in navigazione. Le foto mi aiuteranno sicuramente a ricordare sempre fatti e situazioni emozionanti e/o interessanti. Ne selezionerò alcune da pubblicare nel sito, a corredo di questo piccolo diario, ma devi darmi qualche altro giorno; la scelta è difficile (è sempre arduo scartare le foto meno belle) e poi, non avere fretta, cerca di capirmi, sono ancora sotto l’effetto … “soooooono appena tooooornata!” (detta con tono trasognato, come nella pubblicità!). E anche questa volta, te lo assicuro, è così! La pubblicità in questo caso, contrariamente al solito, rispecchia la realtà.

Miglia percorse

Savona – Napoli: 347;

Napoli – Palermo: 167;

Palermo – Tunisi;:186;

Tunisi – Palma de Maiorca 426

Palma de Maiorca – Barcellona: 127;

Barcellona – Marsiglia: 189;

Marsiglia – Savona: 198;

Totale miglia marine: 1640 (1 miglio marino = 1.852 metri).

(*)http://www.ammiraglia88.it/SEZIONE_NORMALE/racconti/costaconcordia/racc_costaconcordia.html

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