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Regia nave Euridice

di Carlo Di Nitto

Il regio incrociatore torpediniere Euridice, classe “Partenope” (otto unità), dislocava 1011 tonnellate a pieno carico. Fu varato il 22 giugno 1890 presso i Cantieri di Castellammare di Stabia ed entrò in servizio il 1° maggio 1891.
Inizialmente questa unità, come le consorelle, disponeva di armamento velico ausiliario a due alberi con vele auriche ed era stata progettata per appoggiare le azioni delle torpediniere in alto mare. Successivamente subì lavori di trasformazione e di modifica nell’armamento che ne mutarono l’aspetto iniziale. Subito dopo l’entrata in servizio, partecipò all’intensa attività addestrativa della flotta impegnata quasi totalmente in cicli di esercitazioni in acque nazionali e in crociere nel Mediterraneo di levante, come nave stazionaria. Rientrata in Italia, passata in disponibilità a Taranto, dal 1° ottobre 1901 al 30 giugno 1903 fu sottoposta a profondi lavori di ammodernamento. Rientrata in linea, venne nuovamente destinata nelle acque del Levante e successivamente, trasferita come stazionaria in Sicilia per effettuare servizio di vigilanza pesca sui banchi di spugne e coralliferi di Sciacca e Lampedusa. Nello stesso periodo visitò il porto tunisino di Sfax per accompagnare una importante spedizione scientifica internazionale.
Il 20 marzo 1906 prestò soccorso ai terremotati dell’isola di Ustica ed il 15 maggio successivo fu trasferita a Cagliari per servizio di ordine pubblico. Il 21 maggio tornò a Napoli, impiegata come nave ammiraglia. Il 26 giugno dello stesso anno, valutata non più efficiente, passò in disponibilità e il 15 agosto fu posta in disarmo.
Il 10 marzo 1907 venne radiata dai quadri del Regio naviglio e nel 1911 lo scafo fu venduto a privati per la demolizione.

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