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Casina dei Capitani di Meta

Volano di cultura, storia e tradizioni

Le società di mutuo soccorso, nate alla fine del ‘700 come associazione di volontariato per una sorta di autodifesa per venir incontro a   problematiche di salute e ed economiche dei propri associati, probabilmente affondano le loro radici storiche nei collegia opificum dell’antica Roma, quale associazioni di artigiani. In una zona, come quella sorrentina, caratterizzata da secoli da navigatori ed armatori, diverse furono le esperienze di autotutela dei naviganti.

Tra queste, le  opere pie  preposte alla Redenzione dei Cattivi, cioè al riscatto degli schiavi cristiani catturati dai pirati barbareschi durante le loro scorribande sulle coste del Tirreno e venduti nei mercati di Algeri e Tunisi.
Il sodalizio che è arrivato fino ai nostri giorni, è  un’Associazione di Mutuo Soccorso fra Capitani, meglio nota come Casina dei Capitani.

Bisogna ricordare che alla fine del XIX secolo, continuando un’antica tradizione che affondava le sue origini nel periodo angioino, in penisola erano state costruite e veleggiavano circa 80 navi d’altura, la maggior parte di Meta e Piano che solcavano tutti i mari del mondo. A quell’epoca i comandanti e gli armatori si riunivano a Meta in un piccolo locale, il Caffè Fariello per concordare noli ed ingaggi.
Caffè era gestito da Matteo figlio di un marinaio che aveva servito nell’Armata di Mare di Murat e che aveva messo a frutto i suoi risparmi in quell’esercizio commerciale nei pressi della chiesa degli Angeli Custodi.

I comandanti discutevano dell’inadeguato contributo che, in caso di naufragi e disastri, era erogato ai marittimi dalla Cassa per gli invalidi della Marina Mercantile di Napoli, così come avveniva per quelli di Genova, Livorno, Palermo ed Ancona e decisero di fondare un’associazione per integrare la inadeguata previdenza prevista dalla legge 360 del 1861 e regio decreto del 1868. Fu così fondata l’Associazione Sorrentina di Mutuo Soccorso fra Capitani e Macchinisti  tesa al “ miglioramento morale e materiale dei soci, di soccorrerli in caso di inabilità al lavoro, di aiutarli finanziariamente in caso di naufragio o altro sinistro marittimo e in caso di morte di assistere le loro famiglie”. L’Associazione subito si attivò con concrete azioni a tutela di marittimi. Nel 1896 ottenne il riconoscimento giuridico.

Nel 1908, accogliendo la proposta dell’Associazione consorella di Genova, contribuì alla costituzione della Federazione Nazionale fra Capitani e Macchinisti della Marina Mercantile.

Oltre agli scopi prettamente statutari, l’Associazione si distinse anche per altri attività umanitarie come, ad esempio, per gli orfani dei caduti delle guerre d’Africa, per i terremotati di Messina del 1908, per le famiglie dei morti della Prima Guerra Mondiale.

Il 23 maggio 1914 l’Associazione partecipò con una propria monografia all’Esposizione internazionale di marina e igiene marinara – Mostra coloniale italiana di Genova, ricevendo una medaglia d’oro.

 

L’Associazione di Mutuo Soccorso fra Capitani, come fu denominata successivamente, per moltissimo tempo e fino ai primi anni ’50 del secolo scorso, grazie all’impegno e  generosità  dei propri associati concretizzò gli obiettivi statutari superati ormai dalle mutate condizioni socio-economiche e dalla normativa previdenziale. Da anni l’Associazione è conosciuta come Casina dei Capitani con sede, dal 1907, in una elegante palazzina liberty a fianco della Casa comunale di Meta.  Non per questo la sua attività è venuta meno.   Numerose iniziative socio-culturale hanno caratterizzato il sodalizio. Il new deal inaugurato dall’attuale dinamico presidente, comandante Mario Cafiero collaborato da un Consiglio motivato e coeso ha proiettato la  Casina nella società civile e nel mondo della scuola. Conferenze, mostre e  presentazione di libri, si susseguono di continuo; l’UniTre della penisola sorrentina è gradita ospite per le sue attività. Un proficuo rapporto di collaborazione con l’Istituto Nautico di Piano di Sorrento, anche grazie alla lungimiranza del suo dirigente scolastico prof.ssa Teresa Farina, ha generato interessanti iniziative. I futuri comandanti e direttori di macchina, sempre più spesso frequentano la Casina, attingendo dall’enorme bagaglio di esperienze umane e professionali degli associati. Tra gli associati, inoltre, si annoverano anche diversi ufficiali superiori ed ammiragli  che contribuiscono a rinsaldare i rapporti tra le due Marine, tra i marinai con le stellette e quelli senza.

Il presidente Cafiero ha voluto interagire anche con il Gruppo di Castellammare di Stabia dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia. Il labaro della Casina dei Capitani,  è sempre presente alle manifestazioni che si svolgono a Castellammare di Stabia, affiancando quello dell’A.N.M.I.; comandanti della Marina Mercantile in divisa sociale, sfilano unitamente ai soci A.N.M.I. in un fraterno afflato all’insegna dell’amore per il mare e per i molti valori condivisi.
La Casina, dunque, da  custode  della marineria della penisola sorrentina, sta diventando un volano di tradizioni, storia e cultura di un più vasto territorio.

 

Un commento

  • RUSSO FRANCESCO SAVERIO

    La Casina dei Capitani è un grande esempio che va dato ai Giovani di oggi.Spirito di solidarietà, amicizia , collaborazione ,etc. sono gli elementi che accomunano tutti coloro che vivono sul mare e col mare.La Penisola Sorrentina è stata e sarà sempre una terra di” Capitani” Sarebbe opportuno che tutti conoscessero( dalla Lombardia alla Sicilia) l’operato di questi uomini che conoscono i popoli del mondo, ed hanno nel cuore la solidarietà umana..

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