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La Macchia Gialla

di Carlo Di Nitto

… sulla falesia di Monte Orlando a Gaeta.

Questa potrebbe sembrare la banalissima fotografia di una roccia sul mare. Dal punto di vista fotografico forse lo è ma, guardando bene al centro dell’immagine, si intravede una parte giallastra che, dal punto di vista storico, rappresenta una curiosità. Infatti può essere interessante sapere che raffigura quanto rimane di quella che a Gaeta è nota come la “macchia gialla”, una larga e vistosa pitturazione della roccia fatta nei primi anni ’30 del ‘900 dalla Regia Marina. Era il bersaglio realizzato per addestrare sommergibili e unità di superficie al lancio di siluri; la zona adiacente ancora viene chiamata dai pescatori “i siluri” per i tanti ordigni che vi esplosero contro.
Paradossalmente oggi questo tratto della falesia rientra nell’area marina protetta del Parco di Monte Orlando. Concezioni del rispetto della natura e dell’ambiente diametralmente opposte.
In seguito le macchie gialle divennero due per delimitare, insieme alle boe, la zona interdetta alla navigazione. Successivamente la tolsero e fecero fare razzia di tutto il ripopolamento ittico presente all’interno dell’area protetta, fare dopo questo scempio
Oggi se si desidera bagnarsi o immergersi agli “anuzzini” ci vuole la carta bollata.
Per i sub è un punto di riferimento per immersioni…

Un siluro esplode sulla “macchia gialla” durante le esercitazioni navali svoltesi nel luglio 1933 alla presenza del capo de governo Benito Mussolini.

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