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Il pane senza sale a bordo

di Giuseppe Procopio

Ovvio, nessuno di noi a bordo era a dieta, del resto con quei ritmi e la nostra giovane età si smaltiva presto.
Certo, non soffrivamo di disturbi digestivi e mangiare era un fattore importante.
L’appetito era enorme e qualcuno richiedeva il bis di alcune pietanze.
Il pane consumato a bordo veniva prodotto dai marinai fornai,  i classici panini che erano una cosa speciale.
Una notte mentre era in corso la panificazione qualcosa deve essere andato storto. Il fornaio aveva omesso qualche passaggio dimenticando di aggiungere il sale.
Quella infornata di pane era immangiabile, bruciava ed era molto sgradevole alle papille gustative. A vederlo non lo avresti pensato, ma bruciava, e come…non perché caldo, non perché ci fosse del pepe e chissà a quale signorina pensava il fornaio quando aveva le mani in pasta…forse quella notte avrebbe preferito dormire per il mare mosso.

Ancora oggi penso a quel marinaio fornaio, ai suoi sacrifici, ai suoi orari sballati a bordo (come del resto tutto l’equipaggio) che spesso sballavano il nostro orologio interno, mandandoci  in confusione…
Quel pane non andò perduto. Fu prelevato da un “capo” che era solito prendere il pane avanzato da giorni per i suoi coniglietti.
Così il nobile cibo, prezioso dono di Dio e della fatica umana …non fu sciupato.

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