Racconti,  Recensioni

L’ira di Poseidone

di Marino Miccoli

Buongiorno Ezio,
L’ira di Poseidone è un breve racconto mitologico, uno “stornello di Magna Grecia” lo potremmo definire, che ho composto in questi giorni di ardente calura estiva.
Sperando che la sua lettura rechi freschezza, augurando buone vacanze, lo dedico a te e agli stimati lettori de LA VOCE DEL MARINAIO.
Cordiali e marinareschi saluti da Marino Miccoli.

 

Le mani e i piedi legati da una cima avea la fanciulla a un pesante macigno, sul viso chino contornato da una fluente chioma corvina rilucevano per le lacrime i suoi begli occhi tristi. Quando dalla nave in acqua fu sospinta dalle mani di uomini malvagi, senza aprir la bocca sua vermiglia, senza profferir una sola parola, la giovinetta sprofondò tra i flutti.
Due guizzanti delfini che fino a quel momento giocosamente aveano seguito quell’imbarcazione, saltando i baffi di prora fatti di biancheggiante spuma, subito si accostarono a lei per recar soccorso ma essendo vano il loro anelito, svelti s’allontanarono per dar la triste novella al signore degli abissi.
Poseidone, dal trono crisocorallino su cui era placidamente assiso sdegnato si levò e rivolto alla sua corte così proruppe:
– “Uomini stolti, con questo assurdo gesto da loro definito sacrificio hanno varcato l’aberrante limite dell’umana crudeltà. Per questo meritano un giusto castigo!”.
Il possente dio squamato, dopo aver così sentenziato diede piglio alla sua ira, levando un terrificante urlo che parea essere d’un terremoto. Il gran boato percosse con l’estremità del suo tridente il fondo dell’oceano, ed ecco sorse immantinente un’onda anomala, gigantesca, impetuosa, inarrestabile, si sollevò sul mare diretta verso la nave e la sua crudele ciurma!
A questa spaventosa vista quegli restaron ammutoliti, le membra tremavan senza posa e gli occhi allucinati pel terrore dalle orbite fuoriuscirono! Il legno dalla furia del flutto immane fu presto investito e travolto cosicché dei suoi occupanti neppure uno ne scampò.
L’orrendo Leviathano a quel fragore dal sonno millenario si ridestò, sortì dalla sua tana abissale e bramoso di sangue umano sugl’ignari lidi di Esperia si diresse per placare la sua fame…
Ancor prima che il corpo della fanciulla si adagiasse esanime sul fondale, Poseidone la raccolse tra le sue braccia e la tramutò in meravigliosa sirena. Poi, con un diadema di conchiglie, impreziosì la sua chioma, con un triplice giro di candide perle le adornò il collo e con due bracciali di fine madrepora le cinse i polsi. Indi le disse:
– “Sirena, và per le immensità del mio regno, solca gioiosa i sette mari e con il tuo suadente canto narra a tutti i naviganti come e in qual misura la malvagità umana è stata punita da Poseidone!”.

9 commenti

  • EZIO VINCIGUERRA

    Ciao Marino,
    grazie innanzitutto del pregiatissimo e preziosissimo racconto mitologico (e anche della foto che per te conta tantissimo). Personalmente ed a nome delle amiche ed degli amici del blog ti auguriamo il meritatissimo riposo con la famiglia nelle trasparenti acque della nostra Magna Grecia e tuo Salento.

  • Marino Miccoli

    Grazie Ezio,
    da conterraneo Magno-Greco contraccambio augurando sia a te e a tutti i gentili lettori di questo insostituibile blog che troviate sempre nel calmo regno di Poseidone tanta tranquillità e quella serenità che ci aiuta ad affrontare le quotidiane vicissitudini della nostra vita.

  • Girardi Antonio

    Complimenti! Bellissimo e piacevole racconto mitologico la cui lettura mi ha riportato alla mente l’Iliade e l’Eneide e altri capolavori di epica che amo!

  • EZIO VINCIGUERRA

    Ciao Antonio, penso di condividere appieno il tuo pensiero. Se hai tempo e voglia, digita Marino Miccoli sul motore di ricerca del blog troverai i suoi articoli storici (pregevolissimi) e anche altro.

  • Giuseppe Messina

    Complimenti a Marino Miccoli, non soltanto per l’educativo racconto in chiave di fiaba, ma anche per la capacità di sintesi, grazie alla quale ha saputo racchiudere in poche righe un universo facente parte di quel mito legato ad Omero che, purtroppo, la scuola di oggi sta facendo cadere sempre di più nell’oblio. Grazie all’amico Miccoli, ma grazie anche a te, carissimo Ezio, che, pubblicandolo, ci hai fatto gustare il sapore più antico della letteratura legata alla “Magna Grecia”.
    Un affettuoso fraterno abbraccio.
    (Giuseppe Messina)

  • Marino Miccoli

    Ringrazio Antonio Girardi per il suo apprezzamento e Ezio per la sua stima.
    Particolarmente sono onorato delle gentili parole del maestro Giuseppe Messina; da lui, dalla sua arte sublime ho da imparare molto!

  • Marino Miccoli

    Grazie a te, pregiatissima Roberta, per i complimenti che mi giungono assai graditi.
    Il racconto mitologico “l’ira di Poseidone” l’ho scritto di getto e sono contento che sia piaciuto a diversi lettori.
    devi saperer che anch’io attendo e seguo con piacere i tuoi pregevoli scritti. Essi sono il frutto della passione comune: il mare e la gente di mare.

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