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Napoli, 10 giugno 1940

di Mario De Luca


Una piccola storia della mia gioventù trascorsa a Napoli durante la Seconda Guerra Mondiale. Allo scoppio della guerra, il 10 giugno 1940, avevo solo 12 anni e abitavo in un appartamento locato fuori al porto. Per sei mesi la RAF faceva incursioni aeree sulla città quasi ogni giorno. Solo di notte non bombardavano alcun bersaglio. Ogni incursione durava circa sei o sette ore alla volta io andavo giù al primo piano che si usava come ricovero.
Sei mesi più tardi la RAF incominciò a bombardare  il porto e le fattorie industriali. Queste incursioni aeree sono durate per quasi due anni. Napoli era diventata la base della Regia Marina Militare dove scortavano i convogli delle navi mercantile dirette in Nord Africa. Quel tragico giorno, 4 Dicembre 1942, il giorno della festa di Santa Barbara, parecchie navi erano in porto con tutti  i marinai a bordo per festeggiare la Santa protettrice di tutti noi.
Era quasi mezzogiorno; tutto d’un tratto, senza nessun preavviso di sirene, circa 90 aerei americani cosiddetti “liberator” lanciavano i loro siluri in un incursione sul porto e nelle vicinanze della città.
L’incrociatore Nuzio Attendolo insieme ad altre navi furono colpite ed affondate, circa 900 i morti tra marinai e civili.
Io stavo a casa le bombe cadevano a destra e sinistra non so come non sono morto anch’io quel giorno, la mano di Dio…
Quando arrivarono gli alleati a Napoli la RAF faceva solo sporadiche incursioni ed il porto era pieno di navi americane da guerra e da carico. Le successive settimane i tedeschi effettuarono anche loro le  incursioni aeree sulla città ormai ridotta in rovine.
La mia città era ferita in ogni angolo solo macerie, morte e fame.
Sono rimasto fino alla fine della guerra poi sono emigrato in Florida dove sono ritornato a vivere in pace ma mi manca Napoli, la mia città.

Per saperne di più
di Pancrazio “Ezio” Vinciguerra

Mentre si trovava nella città partenopea il 4 dicembre 1942, giorno di Santa barbara, vi fu un bombardamento da parte dei B-24 americani partiti dall’Egitto che arrivarono indisturbati sulla città in quanto scambiati per una formazione di Ju 52 tedeschi, sganciando le loro bombe da oltre 6000 metri di altitudine, nel tentativo di colpire le navi da battaglia presenti in porto.
Le bombe mancarono il bersaglio principale, ma vennero colpite altre navi militari presenti.
L’Eugenio di Savoia ebbe 17 morti e 46 feriti e danni alla parte posteriore dello scafo in 40 giorni. Il Montecuccoli venne colpito da una bomba al centro nave proprio dentro il fumaiolo che venne disintegrato lasciando al suo posto un cratere, ma la protezione della corazzatura riuscì a salvare la nave che ebbe 44 morti e 36 feriti ed ebbe bisogno di ben sette mesi di lavori.
Il Muzio Attendolo venne colpito al centro da una o due bombe e venne danneggiato sotto la linea di galleggiamento, mentre diversi incendi scoppiarono nella parte posteriore della nave. Quando gli incendi vennero domati la nave non era stata ancora messa in salvo, ma un allarme di un nuovo attacco aereo, rivelatosi poi falso, fece sospendere le operazioni di soccorso che quando ripresero era ormai troppo tardi, in quanto la nave si era inclinata affondando. Alla fine tra l’equipaggio si contarono 188 morti e 46 feriti. Anche tra l’equipaggio della corazzata Littorio vi fu un morto, mentre tra le 150 e le 250 vittime vi furono tra la popolazione.

Un commento

  • giuseppe

    ‘Incontrai’ De Luca durante una ricerca sul bombardamento di Napoli del 4 dicembre del 1942. Mi colpì la sua testimonianza di quella giornata. Successivamente chiesi la sua amicizia su Fcb. Ora, nell’apprendere della partenza di De Luca per l’ultima missione, rivedo come in un film la storia da lui testimoniata.
    Buona navigazione Mario …

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