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La Storia degli “Amici di Nave Ardito”

di Alfonso Zampaglione


Il 29 febbraio 2008, dopo una settimana di telefonate intercorse tra me, Domenico Meduri (militare di leva, Caf del 3°e 4° Reparto negli anno 1977, oggi Macchinista delle Ferrovie dello Stato (Trenitalia), e consigliere ANMI di Lugo Di Romagna) e Aniello Abrunzo, (Elettricista del 6° Reparto dal 1982 al 1984, adesso impiegato civile a Napoli in ambito Marina Militare),decidemmo di costituire un gruppo per far incontrare tutti gli equipaggi della gloriosa Nave Ardito andata in disarmo nel 2006.

Era il 20 di Febbraio, sul mio cellulare giunse una telefonata:
– “Ciao Alfonso sono Nello ti ricordi di me?”
– “ma chi Aniello Abrunzo?”, rispondo…Si era proprio lui.

La cosa mi riempì di gioia e commozione, erano quasi vent’anni che non ci sentivamo. Iniziammo a raccontarci quei vent’anni che non c’eravamo né visti e né sentiti, vuoi per lavoro, vuoi per le distanze. Ad un certo punto mi riferì di un raduno di Nave Ardito, che Domenico aveva intenzione di organizzare a Reggio Calabria in occasione del Raduno Nazionale dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia (A.N.M.I.).

Nella circostanza mi fece notare anche che arrivare a Reggio Calabria poteva rimanere scomodo per coloro che avrebbero dovuto raggiungerci ed allora, tra un ricordo ed un altro ancora, decidemmo di interpellare anche Domenico.
All’unanimità, concordammo di cambiare la sede per il raduno, e scegliemmo la centralissima Roma, dove tutti potevano facilmente arrivare.
Il 10 giugno di quell’anno ci riunimmo, per la prima volta, preso il Circolo Sottufficiali della Marina Militare di Tor di Quinto in Roma. Da lì, all’idea goliardica di formare il Comitato dei festeggiamenti, che chiamammo “Amici di Nave Ardito”, il passo fu breve.

Nacque così il “comitato” e al contempo decidemmo di realizzazione il 1° Raduno Equipaggi di Nave Ardito (cosa unica  e di non facile realizzazione in quanto cercavamo di coinvolgere tutti gli equipaggi succeduti durante la vita operativa della nave, dal 1973 al 2006).
L’obiettivo fu raggiunto il 20 Settembre 2008, presso la sede sociale che avevamo nel frattempo istituito.
L’occasione del 1° Raduno ci spronò a continuare, il progetto iniziale e cioè quello di realizzare i primi tre raduni nelle città più rappresentative in modo che gli Amici d Nave Ardito, sparsi per tutta l’Italia, potessero essere presenti ad almeno uno dei tre.

Castellammare di Stabia, cittadina di nobili tradizione marinare e sede del cantiere dove venne costruita la nostra unità, fu la sede per il 2° Raduno. Un raduno articolato e spettacolare nello stesso tempo. Col supporto logistico della locale associazione marinai, la prima giornata ci riunimmo presso il Campus Universitario Archeologico della R.A.S. (Recording Ancient Stabiae), con un panorama mozzafiato sul golfo di Napoli, dove si svolse la prima parte della manifestazione. Oltre all’attività conviviale, organizzammo una mostra fotografica sulla storia di Nave Ardito. La seconda giornata, fu dedicata alla parata con defilamento degli equipaggi. Il corteo cittadino, con la posa di una corona alloro al monumento ai caduti del mare, fece tappa anche ai Cantieri Navali dove, tanto tempo prima, era stata costruita la nostra nave. Infine la partenza per il ristorante situato ai piedi di un antico castello, baluardo nord della Repubblica d’Amalfi.

Al termine del graditissimo pranzo, uno spettacolo pirotecnico, con sottofondo musicale “I migliori anni della nostra vita”, concluse meravigliosamente il secondo raduno.
In quell’occasione ci demmo appuntamento, per il 3° raduno, nella città di La Spezia, base navale sede attuale (disarmo) della nostra memorabile Unità.

Il 3° Raduno è attualmente in fase di realizzazione ed ha già un consolidato programma per l’evento futuro. Si svolgerà come sopra menzionato nella città di La Spezia sabato 25 e domenica 26 settembre 2010.
Per ulteriori informazioni e partecipazione al raduno consultate il nostro sito

www.naveardito.it

a dimenticavo …”NIHIL OBEST” Amici di Nave Ardito

9 commenti

  • Marino Miccoli

    Congratulazioni al signor Alfonso Zampaglione per l’articolo sull’associazione degli imbarcati sul CT ARDITO. E’ bello vedere come i legami stabilitisi tra le persone che componevano negli anni l’equipaggio, siano sopravvissuti alla stessa nave.
    In tal modo è come se questa vivesse ancora… d’altronde il suo motto: NIHIL OBEST non significa forse NULLA PUO’ FERMARMI? E allora… nemmeno il suo definitivo disarmo può averla vinta!
    Viva la Marina.

  • ezio

    Mario Coccia
    le navi nascono e mantengono sempre una certa fisionomia.
    Chissà come mai ma è così.
    Mentre l’Audace era una nave di casinisti, allegroni e dove imbarcavi sempre volentieri, l’Ardito era una nave di yes-men, nessuno sorrideva se non rideva il comandante e via cazzeggiando.
    Imbarcarvi con l’elicottero era pesante.
    da cui il detto “mejo ar culo che ar dito!”…
    senza mancare di rispetto a chi vi è stato imbarcato, normale….in mano ad una manica di automi o quasi
    Ieri alle 20.27 su fb

  • lilly

    Beh!!!!!!!!!!!!! i cugini di Nave Audace sono invidiosi, quindi presto anche loro cercheranno di incontrarsi, x rivivere i m omenti magici del loro imbarco aa partire dal 1972 anno del varo,in poi

  • Alfonso ZAMPAGLIONE

    I risultati …sono sempre un reale specchio della vita vissuta.
    Comunque la risposta è semplice in ogni famiglia che si rispetti c’è sempre il fratello scemo.
    NIHIL OBEST

  • gianni diana

    signor coccia …signor coccia…..ma cosa dice….lei ci vedeva tristi perche’ quando uscivamo in coperta vedevamo voi…e poi non e’ bello essere invidiosi di una cosa bellissima come quella che i nostri amici arditi stanno facendo…dai venga al prossimo raduno e le offriamo qualcosa…con simpatia un “triste” ARDITO

  • Mauro Andreoli

    Quando sono stato imbarcato (3/78-6/79) l’Ardito era forse al primo cambio equipaggio. Una nave mezza napoletana e mezza veneto-friulana, fatti salvi i soliti sparuti inquinatori (tra i quali il milanesissimo sottoscritto).
    Come noto entambi gli schieramenti di maggioranza hanno un fortissimo spirito aggregativo, e entrare in uno dei due “giri” non era difficile, ma ti dovevi impegnare. Visto dal di fuori, ed e’ l’impressione che anch’io ho avuto, sembrava che l’equipaggio del D550 fosse un gruppo di persone un po’ con la puzza sotto al naso.
    Ma ripeto, SEMBRAVA. Una volta nel meccanismo – e non dimentichiamo che a bordo il brodo primordiale era veramente a contatto di pelle, potevi leggere perfettamente ogni persona, i pregi, i difetti, smontare stereotipi o confermare dei malvezzi. Se Zampaglione tira fuori lo scemo di famiglia forse esagera. Di certo in tutti i gruppi sociali trovi lo “striscione”, l’imboscato, e tutti gli altri. ma una cosa e’ certa: la vita di bordo ti segna la vita. Mio fratello e’ stato nella Folgore, non guerrafondaio , una sola torre, nessun lancio…e abbastanza imboscato. Del suo periodo con le stellette non parla mai, e forse non ha nulla da ricordare.
    Io ricordo L’ODORE di bordo…
    Ovviamente non so cosa possa essere cambiato da allora, ma vedo che anche l’ultimo reclutame non si vergogna a venir fuori.
    Ci si trova a Spezia. Ciao

  • Giovanni Voltattorni

    Salve a tutti sono stato imbarcato su Nave ARDITO nell’anno 82/84 eacevo parte del 7/8 rep. GN non sapevo di questo sito a venirne a conoscenza mi ha reso molto felice, Zampaglione forse all’epoca del mio lmbarco eri sergente e se sei tu ho anche delle foto con la neve in Grecia vi mando un saluto a tutti

  • gianfranco

    Sottocapo M/N Gianfranco MUSOLINO
    Non sapevo di questo sito ma vedere nave ARDITO, mi ricorda il periodo più bello della mia vita di militare, poiché sono stato fortunato ad essere imbarcato durante il periodo del giro del mondo dal maggio 1979 a luglio del 1980. Ricordo quei periodi come se fosse ieri. Un saluto di vero cuore a tutti i marinai che si sono succeduti durante il periodo di vita di Nave Ardito.

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