La calma è la virtù dei forti

di Paolo Iorio

C’era una volta un ragazzo che aveva un bruttissimo carattere. Un giorno suo padre gli diede un sacchetto di chiodi e gli disse: “Piantane uno sul muro del giardino ogni volta che perdi la pazienza e litighi con qualcuno”.

Il primo giorno Andrea piantò 37 chiodi nel muro. Le settimane successive, imparò a controllarsi. Man mano che passavano i giorni il ragazzo litigava sempre meno con i suoi amici. Il numero di chiodi piantati sul muro del giardino diminuì così giorno dopo giorno. Aveva, infatti, scoperto che era più facile controllarsi che piantare chiodi, dal momento che per piantare un chiodo soltanto doveva prendere un martello pesante e adoperare tutta la forza di cui era capace. Infine, arrivò un giorno in cui il ragazzo non piantò nessun chiodo sul muro. Allora andò da suo padre e gli disse che quel giorno non aveva piantato nessun chiodo.

L’uomo gli disse: “Togli un chiodo dal muro per ogni giorno in cui non hai mai  perso la pazienza”. I giorni passarono. Finalmente il ragazzo poté dire un giorno a suo padre che aveva levato tutti i chiodi dal muro.

Il padre condusse il figlio in giardino davanti al muro e gli disse : “Figlio mio, ti sei comportato bene, ma guarda tutti i buchi che ci sono sul muro. Non sarà mai come prima. Quando litighi con qualcuno e gli dici qualcosa di cattivo, gli lasci una ferita come questa. Puoi piantare un coltello in un uomo e poi tirarglielo via, ma gli resterà sempre una ferita. Poco importa quante volte ti scuserai, la ferita resterà. Una ferita verbale fa male tanto quanto una fisica. Gli amici sono dei gioielli rari, ti fanno sorridere e ti incoraggiano. Sono pronti ad ascoltarti quando ne hai bisogno, ti sostengono e ti aprono il loro cuore”.

Le parole del padre aiutarono il ragazzo a riflettere sui suoi errori. E da quel giorno imparò ad essere più calmo e controllato e conservò tutti i suoi amici. Ed io, come sempre, credo nella bontà d’animo dell’essere umano…

Mercoledi 23 marzo 2010 ore 15.00… a mio figlio Giorgio (Pancrazio Vinciguerra)

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