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    Cerimonia a Taranto per commemorare Angelo Berardi

    a cura Pancrazio “Ezio” Vinciguerra

    Il 5 dicembre 2019, nell’ambito delle celebrazioni per il centenario dell’inaugurazione del monumento presso “Mariscuola” dedicato a Angelo Berardi (Taranto, 9.6.1887 – 4.12.1918)(1), dopo aver incontrato gli studenti dell’Istituto “Cabrini”, ai quali l’ammiraglio Claudio Confessore(2) ha relazionato sulla vita dell’eroe tarantino, pluridecorato, i rappresentanti del CQV e MFE, della Protezione Civile, dell’Associazione Bersaglieri, con la partecipazione del rappresentante dell’Aeronautica Taranto e del Contrammiraglio Enrico Giurelli, hanno deposto un serto di fiori in memoria di Angelo Berardi.   

    La sobria cerimonia, introdotta dal Comandante di Mariscuola Taranto, che ha illustrato brevemente il monumento sito lì dove precipitò Angelo Berardi, si è conclusa con l’intervento del Presidente del CQV, che ha preannunciato un concorso ricerca su Angelo Berardi e la società socio-economica di quel tempo, nonché una iniziativa propositiva per l’eventuale restauro del grande monumento.

    NOTE
    (1) https://www.lavocedelmarinaio.com/2019/12/angelo-berardi-taranto-9-6-1887-4-12-1918/
    (2) per conoscere gli altri articoli digita sul motore di ricerca del blog il suo nome e cognome.

     

     

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    Quel vecchio quadro di Santa Barbara

    
di Marino Miccoli



    … riceviamo e felicemente pubblichiamo nella giornata dedicata alla memoria di  Santa Barbara.

    marino-miccoli-2014-per-www-lavoce-delmarinaio-com_2Sulla parete di una stanza della mia casa paterna, a Spongano, nel Salento, vi è appeso un quadro con una bella immagine di Santa Barbara. Fu acquistato da mio padre (maresciallo della Regia Marina) nei primi anni ’50 a La Spezia. Questa Santa, come sappiamo, è stata eletta quale patrona dei Marinai, dei Vigili del fuoco, degli Artificieri, dei Minatori e, più in generale, di tutti coloro che hanno a che fare con il fuoco e gli esplosivi, tanto che in Marina si definisce “santabarbara” il luogo in cui sono custodite le munizioni ed il materiale esplodente.
Il quadro rappresenta una giovinetta incoronata e che ha sulle spalle un mantello rosso. La giovin donna è raffigurata mentre impugna, nella mano destra un calice, e nella sinistra una spada. Calice e spada sono rispettivamente il simbolo della sua fede e del suo martirio. Alle sua spalle ci sono raffigurate delle miniere, probabilmente di carbone, e una torre (luogo in cui la Santa fu rinchiusa dal padre a causa della sua fede). 
Ricordo che mio padre, in generale scettico e critico nei confronti della Chiesa e delle sue gerarchie, era però devoto a questa Santa e, a testimonianza di questa sua devozione, anche dopo il suo congedo dalla Marina Militare, in casa nostra il 4 dicembre è stato sempre un giorno particolare, di ricordo e di festa. 
Con questo paterno ricordo ho ereditato quel quadro a cui non ho fatto mai mancare un cero sempre accesso per la devozione alla Santa Patrona dei marinai.

    quadro-di-santa-barbara-di-marino-miccoli-www-lavocedelmarinaio-com

    E’ con piacere che dono al blog de LA VOCE DEL MARINAIO la foto del quadro, nella certezza che sarà apprezzata dal maresciallo Ezio Vinciguerra e dai lettori e visitatori del sito.

    Santa Barbara possa proteggere sempre noi e le nostre famiglie.

    BUONGIORNO MARINO A TE E AI LETTORI.
    QUANDO RICEVETTI DA TE, FIGLIO DI UN SUPERSTITE, QUESTO SCRITTO E QUESTA FOTO, HO COMPRESO, QUALORA CE NE FOSSE ANCORA DI BISOGNO, CHE OGGI 4 DICEMBRE SANTA BARBARA DEVE ESSERE L’UNICO GIORNO PER CELEBRARE.
    LA DEVOZIONE A SANTA BARBARA RAPPRESENTA ANCHE QUEI MARINAI E LA GENTE DI BUONA VOLONTA’ CHE NON FECERO PIU’ RIENTRO ALLA BASE O FURONO TRUCIDATI E IMMOLATI. 
    A LEI, PER INTERCESSIONE, CI AFFIDIAMO,  NELL’AUGURIO CHE LE “TRADIZIONI”, IMPARTITE DAI PREDECESSORI E PERPETUATE FINO A PRIMA DELL’AVVENTO DEL MONDO GLOBALIZZATO, SIANO IL VERO CREDO DEI MARINAI E DELLA GENTE DI FEDE, SPERANZA E CARITA’.
    AUGURI  A TE E UN ABBRACCIO, GRANDE COME IL MARE E COME IL VOSTRO CUORE, GIUNGA A VOI E ALLE VOSTRE CARE GENTI DA QUESTO PETULANTE MARINAIO EMIGRANTE DI POPPA (CHE SI OSTINA ANCORA A CREDERE) E DALLA REDAZIONE DEL BLOG.

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    4.12.1942, Napoli la mia città

    di Mario De Luca (*)

    “Caro Ezio,
    sono molto commosso. La mia storia e molto lunga e complicata, penso che non c’è abbastanza spazio per raccontarla nei dettagli. Qualcuno potrebbe ricordare, sentirsi male, ed io non voglio.
    Posso però riassumerti a grandi linee quello che accadde quel giorno per noi indimenticabile…purtroppo!…
    Si fu una brutta esperienza da quel lontano 10 giugno 1940, io avevo solo 12 anni.
    Come ogni giorno, ormai da troppo tempo, verso le ore 16.00 e per sei o sette ore, andavamo giù al ricovero. Il ricovero era un posto squallido, puzzolente,  dove già da tempo si rifugiavano i più poveri della città anche quando non c’era la guerra.
    Io abitavo al primo piano del palazzo con la mia famiglia.
    La RAF, sorvolava tutta Napoli per cercare bersagli da bombardare e le incursioni aeree continuarono per circa due anni. Anche gli americani, due anni più tardi, incominciarono con le loro incursioni aeree a bombardare quello che era rimasto della mia città.
    Mi ricordo quel giorno per ché mi trovavo al porto e  l’incrociatore Nunzio ATTENDOLO fu affondato proprio li, ed io vidi tutto.
    Loro, gli americani, si stabilirono nella mia città fino alla fine della guerra,mentre i “germanesi” cercavano di bombardare il porto pieno di navi alleate. E’ una lunga storia. La città era in rovine ed io abitavo fuori al porto al centro dell’azione.”
    Oggi non abito più lì …vivo in Florida.

    P.s. QUEL GIORNO 4 DICEMBRE 1942 ERA LA FESTA DI “SANTA BARBARA”. Mario

    (*)http://www.facebook.com/#!/deluma?v=wall

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    Angelo Berardi (Taranto, 9.6.1887 – 4.12.1918)

    di Claudio Confessore

    Premessa a cura dell’autore

    Caro Padre,
    in uno dei giorni della settimana, e precisamente martedì o mercoledì, se il tempo sarà buono, verrò in dirigibile a trovarvi, approfittando dell’occasione che un dirigibile della Marina andrà da Roma a Brindisi, io, però, sbarcherò a San Vito.
    Arrivederci, dunque, a presto.
    Bacio Te e la Mamma e tutti in famiglia.
    Tuo Aff.mo figlio Angelo

    Questo era il contenuto del telegramma con cui il Maggiore del Genio Angelo Berardi, asso dei dirigibili ed eroe della Grande Guerra, inviava al padre per comunicargli del suo arrivo a casa per licenza. È il tarantino più decorato della Prima Guerra Mondiale muore in un incidente aviatorio poco dopo la fine delle ostilità. Taranto gli rese significativi riconoscimenti. Il Comandante di Marina Sud, Ammiraglio di Divisione Salvatore Vitiello, nel suo discorso alla cerimonia di Santa Barbara, tenuta nella Cattedrale di Taranto, ha ricordato la figura di Berardi. L’Ammiraglio non è di Taranto, ma ha ricordato un tarantino che la città ha per decenni vergognosamente dimenticato. Dove sono gli storici locali e le Associazioni culturali e d’Arma? Ad eccezione di pochissime eccezioni, la maggioranza dei “presunti” storici, o che si reputano tali, appaiono più come degli apprendisti stregoni che ancora parlano di sabotaggi e di spie (per entrambi i conflitti mondiali) continuando a fare propaganda di guerra e a scrivere articoli o libri in cui imprecisioni e falsi storici continuano ad inquinare la corretta conoscenza.

    Il 4 dicembre 1918, in seguito alla fine della Grande Guerra e la cessazione delle ostilità, il Maggiore Angelo Berardi, Comandante del Cantiere Aeronautico di Bosco-Mantico di Verona, stava facendo ritorno alla sua città natale di Taranto come passeggero sul dirigibile O5 della Regia Marina che insieme al gemello O6 erano in trasferimento da Ciampino a Grottaglie.
    La Grande Guerra era terminata da un mese con l’Austria-Ungheria e poco meno con la Germania, a Taranto si festeggiava Santa Barbara, patrona della Marina Militare, i due Dirigibili della Regia Marina dopo aver superato Amendolara incontrarono avverse condizioni metereologiche. Dell’O6 si persero le tracce sul Golfo di Taranto mentre il dirigibile O5 riuscì ad arrivare sino a San Vito (nota). La forte burrasca in corso impediva al dirigibile di ancorarsi, urtò anche un caseggiato, la furia del vento stava distruggendo l’aeronave e all’ordine di abbandonare l’aerostato i due Comandanti di Marina imbarcati si lanciarono da un’altezza di tre metri salvandosi mentre il Berardi, insieme al nostromo, tentò ulteriormente l’ancoraggio ma la bufera che imperversava travolse il dirigibile che si schiantò in mare, i resti dell’eroe non vennero mai ritrovati. I rottami dell’aeronave furono rinvenuti 15 miglia a Sud-Ovest di Santa Maria di Leuca mentre alcuni indumenti del Berardi furono recuperati sul lido di Leporano.
    Nato a Taranto il 9 giugno 1887, il Maggiore del Regio Esercito Angelo Berardi, pluridecorato ed astro dei dirigibili. Entrò a quindici anni nel Collegio Militare di Roma per frequentare successivamente la Regia Accademia Militare d’Artiglieria e Genio di Torino. Nel 1910 ottenne il grado di sottotenente. Promosso Tenente nel 1911 venne destinato presso il Battaglione Dirigibili prendendo parte alla guerra di Libia.
    Ufficiale di bordo nel 1914, Comandante in Seconda di Dirigibile nel febbraio del 1916, Comandante nell’agosto del 1917, fu sempre in zona di guerra dall’inizio alla fine del conflitto.
    Fu decorato con ben 4 Medaglie d’Argento al Valor Militare, una Medaglia di Bronzo al Valor Militare, una Croce di Guerra Italiana, una Croce di Guerra Belga, una Croce di Ufficiale dell’Ordine Militare di Savoia, il Nastrino di Guerra con tre stellette, la promozione a Maggiore per merito di Guerra ed una serie notevole di encomi ed elogi.
    Eseguì 86 ascensioni di cui 64 di bombardamento e stabilì il record in altezza per Dirigibili raggiungendo la quota di 6250 metri.
    La sera del 4 dicembre 1918 un sintetico annuncio della “Agenzia Stefani” comunicò la tragedia dei due dirigibili nella quale aveva trovato la morte anche il Maggiore Angelo Berardi Comandante del Cantiere Aeronautico di Bosco-Mantico di Verona.
    In tale località nel mese di maggio del 1919 furono effettuate delle cerimonie commemorative, fu inaugurata una targa in bronzo dell’architetto Gennari che si componeva di una corona intrecciata di alloro e quercia che racchiudeva una lunetta con ai lati le aquile romane e nella chiave dell’arco una piccola “Vittoria Alata”. All’interno era incisa una epigrafe di Gabriele D’Annunzio:

    Il Dirigibile M11 assunse il nome di “Dirigibile Angelo Berardi” e l’aeroporto, ancora oggi in attività ed impiegato per aerei da turismo, porta il nome di Aeroporto Angelo Berardi.

    A Taranto sin dal febbraio 1919 la Giunta Comunale aveva preso delle determinazioni in merito alle azioni per onorare il glorioso caduto ma difficoltà politiche non consentirono di attuarle subito e per la cerimonia si dovette aspettare il mese di settembre per organizzare la manifestazione commemorativa.
    La cerimonia si svolse il 14 settembre 1919 e in esito alle decisioni della Giunta fu inaugurata una Lapide posta sul Palazzo Uffizi della città su cui è incisa una epigrafe di Alessandro Criscuolo.

    A Berardi fu intitolata anche la via della casa in cui nacque, sulla cui facciata fu posta a ricordo una lapide su cui è incisa la frase:

    GHIRLANDATA DI GLORIA È QUESTA CASA
    VI NAQUE 9 GIUGNO 1887
    ANGELO BERARDI
    MAGGIORE DEL GENIO
    EROICO NAVIGATORE DEL CIELO
    S.P.Q.T.
    31 AGOSTO 1919

    Ad un anno esatto dalla tragica scomparsa, il 4 dicembre 1919, all’Aeroscalo di San Vito fu inaugurato un imponente monumento all’aviatore Berardi (oggi il monumento è all’interno della Scuola Sottufficiali di San Vito a Taranto).

    Nel centro del monumento è incisa la seguente iscrizione dettata dal Professor Luigi Amaduzzi.

    ANGELO BERARDI
    MAGGIORE DEL GENIO
    DELL’AEREA NAVE GUIDATOR SECURO
    FULMINATORE DI NEMICI
    DAI VIGILI CIELI
    DONDE SORRISERO ALL’ITALIA
    GLI ALBORI DELLA VITTORIA
    QUI
    NELLA TEMPESTOSA NOTTE
    DEL IV DICEMBRE MCMXVIII
    SPEZZATA DAL TURBINE L’INVITTA PRORA
    TROVÒ DEGNA TOMBA
    NELLA GRANDIOSITÀ DEL MARE

    La tomba “vuota” di Angelo Berardi si trova preso il cimitero San Brunone di Taranto.

    (nota) La dinamica degli eventi non appare chiara, secondo alcune fonti sembra che i due dirigibili siano entrati in collisione a causa delle avverse condizioni meteorologiche. Solo la consultazione della documentazione ufficiale consentirà di chiarire l’esatta dinamica della tragedia.

     

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    4.12.1898, varo regio torpediniere Fulmine

    a cura Antonio Cimmino

    … c’era una volta a Genova un arsenale che costruiva navi, e adesso?

    Prototipo di cacciatorpediniere (poi torpediniere) varato a a Genova Sestri il 4.12.1898.
    Caratteristiche tecniche
    – Dislocamento: 337 tonnellate;
    – Dimensioni: 62,17 x 6,41 x 2,30 metri;
    – Apparato motore: 4 caldaie Blechynden per 2 macchine alternative, potenza 4.730 ihp, 2 eliche;
    – Velocità: 27 nodi;
    – Equipaggio 48 uomini.

    Nel 1900 il suo armamento originale fu sostituito con:
    – 1 cannone da 76/40 mm;
    – 3 cannoni da 57/43 mm.;
    – 2 tubi lanciasiluri da 335 mm.;.
    Partecipò alla Guerra di Libia e alla 1^ Guerra Mondiale.
    Fu radiata il 15 maggio 1921.