• C'era una volta un arsenale che costruiva navi,  Marinai,  Marinai di una volta,  Navi,  Pittori di mare,  Recensioni,  Storia

    9.7.1827, varo fregata Regina Isabella

    di Antonio Cimmino

    … a Castellammare di Stabia c’era un arsenale che costruiva navi, e adesso?

    La fregata Regina Isabella fu varata nel Real Arsenale di Castellammare di Stabia il 9 luglio 1827 alla presenza del Re Ferdinando I.
    Nel 1859 fu trasformata in prigione galleggiante per i galeotti dell’arsenale ed ormeggiata al molo dell’Acqua della Madonna a Castellammare di Stabia.
    Fu radiata dalla Regia Marina nel 1863.

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    9.7.1942, viene bombardato il regio sommergibile Perla

    di Antonio Cimmino

    PER GRAZIA RICEVUTA

    Il regio sommergibile Perla il 9 luglio 1942 subì un intenso bombardamento, con cariche di profondità, dalla corvetta britannica HMS Hyacinth al largo di Cipro che costrinse il battello a riemergere.
    Fallito il tentativo di auto affondamento, il sommergibile fu catturato e incorporato nella Royal Navy (P 712) e successivamente nella Marina Greca (Matrozos).

    Tutto l’equipaggio fu recuperato e preso prigioniero dagli inglesi, tranne il sergente Antonio De Maria deceduto nello scontro.
    Nel combattimento del 27 giugno 1940 aveva già perso 13 uomini dell’equipaggio.

    Questa testimonianza è stata resa dal Marinaio Alfonso Esposito, nato a Castellammare di Stabia il 30 agosto 1914 e morto a Milano il 2 maggio 1990.
    Alfonso nel corso della sua vita ricordava spesso questo episodio e il combattimento del 27 giugno 1940 dove, con il regio sommergibile Perla, aveva perso 13 marinai suoi amici.

    Il giro dell’Africa in 80 giorni ed altre storie di Igino Isian Ripai
    di Vittorio N Guillot

    Questo libro racconta la vicenda bellica di un mio zio acquisito, ufficiale di rotta sul regio sommergibilecostiero Perla che, alla caduta dell’Africa Orientale, per sfuggire agli inglesi, fece il periplo dell’Africa ed arrivò a Bordeaux (BETASOM).

    Successivamente, entrato in Mediterraneo, il “Perla” fu catturato dagli inglesi al largo di Beirut. Mio zio fu fatto prigioniero e trasportato nel campo di Dera Duhn, ai piedi dell’Himalaya.
    Prigioniero NON cooperatore e fortemente incavolato col re e Badoglio a causa dell’infame armistizio, fu ospite di sua maestà britannica fino al luglio del ’46, quando fuggì con un compagno di prigionia e raggiunse Napoli imbarcandosi clandestinamente su una nave mercantile.
    Biagio, classe 1918, nato a Torre Annunziata, diplomato nautico, nell’ottobre del ’38 fu ammesso alla frequenza del 34° corso allievi ufficiali di complemento presso l’accademia navale di Livorno.
    Nel giugno del 1939, nominato aspirante guardiamarina di complemento imbarca sul regio sommergibile Tazzoli, e nel gennaio 1940, come ufficiale di rotta, è destinato sul regio sommergibile Perla che, poco dopo, viene inviato a Massaua, in Eritrea.
    Nel febbraio 1941, allo scadere della ferma di leva, è trattenuto in servizio per esigenze di carattere eccezionale (l’Italia è in guerra).
    Biagio segue la sorte del “Perla”; partecipa al periplo dell’Africa ed alle missioni del sommergibile, fino alla cattura, davanti a Beirut, nel luglio 1942.

    Inizia così il lungo periodo di prigionia in India, durato ben quattro anni, prima del rientro in Patria, ad agosto del 1946.

    “Facemmo il nostro dovere perché le circostanze lo richiedevano, vedemmo cadere o scoparire in mare tanti amici con i quali avevamo diviso gioie e ansie della giovinezza. Agimmo senza esaltazioni, e anche senza recriminazioni. Quelli che, dopo di noi, fossero chiamati a prove analoghe, cosa che certo non mi auguro si comporterebbero esattamente come noi, come noi ci siamo comportati come quelli che ci hanno preceduto.
    E’ una certezza , non una speranza. Biagio”.

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    9.7.1904, varo della regia nave Espero (1^)

    a cura Carlo Di Nitto

    Appartenente alla classe “Nembo”, dislocava 386 tonnellate. Varato il 09/07/1904 presso i Cantieri Pattison di Napoli, entrò in servizio nella Regia Marina il 1° aprile 1905.
    Durante la Grande Guerra fu particolarmente attivo nelle acque dell’Adriatico per servizi di scorta convogli e di pattuglia.
    L’8 dicembre 1920, durante le tristi vicende dell’occupazione di Fiume da parte del poeta Gabriele d’Annunzio e della Reggenza italiana del Carnaro, l’ “Espero”, che svolgeva compiti di scorta sulla rotta Trieste – Sebenico, passò dalla parte di d’Annunzio e raggiunse Fiume con altre unità.
    Il 26 dicembre successivo, durante il cosiddetto Natale di Sangue, fu cannoneggiato ed incendiato dalla corazzata Andrea Doria, riportando gravi danni e la perdita di un suo marinaio: Desiderato Rolfini.
    Nel gennaio 1921 l’Espero rientrò a Pola e, come le altre navi che si erano schierate con i legionari fiumani, fu disarmato e radiato per essere subito re-inscritto nei ruoli del naviglio militare con il nome Turbine, appartenuto ad una unità gemella perduta in guerra.
Declassato a torpediniera nel luglio del 1921, fu radiato definitivamente il 5 aprile 1923 e quindi avviato alla demolizione.

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    9.7.1905, varo del regio sommergibile Glauco

    di Carlo Di Nitto

    Il regio sommergibile “Glauco (1°)” – tipo “Laurenti” – apparteneva alla classe omonima. Questa classe rappresentò il primo esempio di costruzione in serie di sommergibili per la Regia Marina Italiana, che ne curò progettazione e costruzione presso l’Arsenale di Venezia.
    I battelli di questa classe dislocavano 160 tonnellate in emersione e 244 tonnellate in immersione.
    Il “Glauco (1°)” fu varato il 9 luglio 1905 ed entrò in servizio il 15 dicembre 1905 compiendo intensa attività addestrativa.
    Nel 1914, al comando del Tenente di vascello Paolo Tolosetto Farinata degli Uberti svolse la sua attività nell’ambito della 4a Squadriglia Sommergibili di Venezia. Successivamente, scoppiato il primo conflitto mondiale, fece base a Brindisi, a Taranto e a Valona utilizzato in 65 missioni belliche per complessive 296 ore di moto in immersione e 252 in superficie.
    Superato tecnicamente dai battelli di altre classi, nell’agosto 1916 passò in disarmo per essere poi radiato il 01 settembre 1916.
    Nel 1921 fu venduto alla Romania.
    Il suo motto fu “Gloria audaciae comes” (la gloria è compagna dell’audacia), successivamente attribuito al regio Sommergibile Glauco (2°) e poi assegnato al CT Audace. Notare come il nome “Glauco” compone un acronimo unendo le prime due lettere di ogni singola parola del motto: GL – AU – CO .

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    8-9 luglio 1940, Punta Stilo (80° anniversario)

    a cura Carlo Di Nitto


    80° ANNIVERSARIO DELLA BATTAGLIA DI PUNTA STILO

    Medaglia commemorativa della Battaglia Navale di Punta Stilo (o Battaglia dello Jonio). Questo scontro navale, tra unità della Regia Marina italiana e unità della Royal Navy britannica e della Royal Australian Navy, ebbe luogo nei giorni 8 e 9 luglio 1940 all’altezza di Punta Stilo, in Calabria.
    La medaglia in bronzo, opera dell’incisore G. Giovagnoli, fu coniata nel 1940 per ricordare l’evento.

     

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    8.7.1838, in ricordo di Enrico Accinni

    di Antonio Cimmino

    (Napoli, 8.7.1838 – Roma, 24.5.1908)

    Nasce a Napoli l’8 luglio 1838, vice ammiraglio della Regia Marina fu eletto senatore per Grosseto.
    Incarichi principali
    – Comandante regia corvetta a ruote Governolo (crociera in Estremo Oriente 1873-1877);
    – Comandante regio incrociatore Cristoforo Colombo (crociera Estremo Oriene 1883);
    – Comandante in Capo della Squadra Navale (1892);
    – Aiutante del Re Umberto I;
    – Presidente Consiglio Superiore Marina.
    E’ deceduto a Roma il 24.5.1908.