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    27.3.1949, in ricordo di Michele Santucci

    di Pancrazio “Ezio” Vinciguerra

    (27.3.1949 – 6.4.2015)

    Cari Amici,
    Michele Santucci nasceva il 27.3.1949 ed è venuto a mancare il 6.4.2015, gravemente malato a causa delle onde elettromagnetiche del radar SPQ5 (*), quello sperimentale imbarcato sul Castore.

    MICHELE SANTUCCI in una posa recente - ww.lavocedelmarinaio.com
    Addio Michele,
    Lutto www.lavocecelmarinaio.comanche se molti di noi, come me, non ti conoscevano, mi sento di dire a nome di tutta la grande famiglia dei marinai, che occuperai per sempre un posto speciale nei nostri cuori.
    Anche se la tua vita non e’ stata lunga l’hai sicuramente vissuta intensamente e fuori dal comune, una vita straordinaria come la tua fine terrena, tra cielo e mare, tra i sogni e i ricordi indelebili, tracciati nell’onda, lungo la scia, fra i flutti…  
    Un abbraccio grande, profondo e trasparente, a te e ai tuoi cari, come quel mare che ci portiamo dentro e che nessuno mai potrà inquinarci.
    Adesso che sei salpato per l’ultima missione, risposa in pace, nel grande mare di Nostro Signore e perdona i loro e nostri peccati.

    Marinaio Michele Santucci - www.lavocedelmarinaiocom(*) https://www.lavocedelmarinaio.com/2011/02/spq5/

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    26.3.1941, Suda e i siluri umani

    di Pancrazio “Ezio”Vinciguerra


    Nella notte del 26 marzo 1941, dopo quattro falliti tentativi contro Alessandria e Gibilterra, la Regia Marina porta a compimento il primo importante successo dei mezzi d’assalto. Ricevuto l’ordine, il comandante del Crispi, capitano di fregata Ferruta e il tenente di vascello Faggioni, comandante della spedizione dei mezzi d’assalto, procedono per l’attacco a unità inglesi ormeggiate nella baia di Suda.
    Una precedente ricognizione aerea segnalava l’arrivo a Creta di un convoglio di 12 piroscafi scortato da tre cacciatorpediniere. Quella stessa notte i due regi cacciatorpediniere Sella e Crispi, diressero per Suda dove alle ore 23.30, a sei miglia dal promontorio di Acrotiri, misero a mare sei mezzi d’assalto precedentemente imbarcati.
    I mezzi d’assalto, agli ordini del tenete di vascello Faggioni, si diressero verso l’ingresso della baia e, superando gli sbarramenti, alle ore 05.00 riuscirono a penetrare nella baia. Faggioni diede le ultime istruzioni prima dell’attacco per l’assegnazione dei bersagli tra cui l’incrociatore York ormeggiato.
    Questi furono gli ordini impartiti:
    – al sottotenente di vascello Cabrini e al capo motorista Tedeschi venne assegnato come bersaglio l’incrociatore York;
    – al sergente cannoniere Barbieri la petroliera ormeggiata davanti al paese di Suda;
    – al capo cannoniere De Vito e al 2° capo motorista Beccali fu ordinato di rimanere nelle vicinanze del mezzo di Faggioni.
    L’attacco andò a buon fine, i due barchini centrarono la York e il terzo la petroliera.
    Il tenente di vascello Faggioni ordinò a Beccali l’attacco di un’altra petroliera ma Capo Beccali, giunto a 300 metri dal bersaglio, si lasciò cadere in acqua.
    Solo il mattino seguente gli inglesi compresero che non si era trattato di un attacco aereo ma di un attacco di superficie. La base di Suda era stata violata dagli uomini della Regia Marina.
    I sei gli arditi incursori furono presi prigionieri dagli inglesi e, al loro rientro in patria, furono insigniti di medaglia d’oro al valor militare.


    In quella notte, tra il 25 e il 26 marzo 1941, operatori della X^ MAS con dei barchini esplosivi, trasportati da due regi cacciatorpediniere Crispi e Sella, assaltarono la rada e il porto di Suda Bay. I 6 barchini erano al comando del Tenente di Vascello Faggioni, pilotati dallo stesso Faggioni, da S.T.V. Cabrini, dal C° 2^ Mc Alessio De Vito, dal C°3^ Tullio Tedeschi, dal 2^C°Mc Lino Beccati e dal Sergente Giulio Barberi.
    All’interno della baia di Suda sono alla fonda, protette da reti antisiliuro:
    . Incrociatori York, Gloucester, Calcutta.
    . CT Hasty
    . Navi appoggio Cherryleat,Doumana
    . Petroliere Desmoulea, Marie Maersk, Pericles.
    Al termine dell’attacco il cacciatorpediniereYork era stato messo fuori combattimento come pure la petroliera da 8500 tonnellate Pericles.
    Tutti gli operatori furono catturati. I sei arditi della X^ vennero decorati con medaglia d’oro al valor militare mentre i due Comandanti dei cacciatorpediniere Crispi (Capitano di Fregata Ugo Ferruta) e Sella (Capitano di Fregata Del Mestri) furono insigniti della medaglia d’argento al valor militare.
    Fino a 50/60 anni fa, o quasi, la cinematografia nazionale proponeva, in continuazione, film di qualità su i più noti fatti bellici. In rete ce n’è disponibile uno anche sui barchini che vi posto e consiglio di vedere questa sera un po’ prima di recarvi a Messa di mezzanotte. Buona visione del film “Siluri umani” e ancora tanti auguri.
    Ezio Pancrazio Vinciguerra

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    Luigi Maldera

    di Pietro Serarcangeli (*)
    https://www.facebook.com/pietro.serarcangeli?fref=nf

    Il 21 marzo 2019 il Capitano di Corvetta Luigi Maldera, dopo lunga e tremenda malattia, salpava per la Sua ultima missione lasciando nel dolore la Sua Famiglia.
    Oggi ricordiamo Luigi, che possa riposare in pace tra le braccia di Nostro Signore.
    Ciao Luigi.

    Si consiglia la lettura del seguente link
    https://www.lavocedelmarinaio.com/2015/08/pratica-amianto-le-daremo-tutta-lassistenza-possibile/

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    Quando i figli dei marinai si incontrano

    di Francesco Venticinque, Valerio Civetta e Salvatore Caruso

    …e dialogano, in data 16.3.2019, sul profilo Facebook di Ezio Pancrazio Vinciguerra.

    Francesco Venticinque Ciao Ezio, il mio papà, l’ottavo da destra , seduto in prima fila.


    Francesco Venticinque Dragamine Castagno. Passaggio sotto il ponte girevole – Taranto 07.07.1956 . D.M. Capo 2.a Classe Tm/Mn….il mio papà.

    Ezio Pancrazio Vinciguerra
     Buonasera Francesco Venticinque carissimo e stimatissimo, sono foto storiche bellissime che apprezzo tantissimo e condivido nella banca della memoria.
    Mi piacerebbe se mi scrivessi qualcosa del tuo papà in modo da celebrarlo sul sito e quindi a perenne memoria sulla già citata banca della memoria. Grazie.

    Francesco Venticinque Ciao Ezio, grazie . Lo farò! Ti abbraccio.

    Francesco Venticinque Primo corso Motoristi Regia Marina. Sede Grandi Motori Navali Fiat -Torino – per addestramento nuova motorizzazione sommergibili classe Millelire e Durbo .

    Civetta Valerio Il mio Papà è in seconda fila dal basso verso l’alto 6°, da destra a sinistra (Civetta Giovanni)

    Civetta Valerio Poi imbarcato sul Regio Sommergibile Berillo.

    Francesco Venticinque Era conoscitore della foto? I nostri papà! Il mio , …..poi capo macchina del regio sommergibile Millelire ed a seguire del Durbo.

    Civetta Valerio Si la foto c’è l’ho anch’io, come l’ho vista l’ho riconosciuta subito. Mio Padre classe 1921 ha fatto anche il CREM di Pola.

    Francesco Venticinque Anche il mio.

    Civetta Valerio Sono contento di conoscerti…

    Francesco Venticinque Anch’io. Ci accomuna essere figli di veri tecnici …sommergibilisti …bellici. Buona serata.

    Civetta Valerio Buona serata Francesco …sono stato in Marina anch’io scuole CEMM – Em corso 72VA. …2 anni alle scuole. Poi imbarcato sul Cacciatorpediniere Impavido.

    Francesco Venticinque Anch’io, …tanti anni.

    Civetta Valerio Ho notato che la Tua foto è un po’ rovinata …appena posso ti scannerizzo la mia e te la mando.
    Francesco Venticinque Ok.

    Salvatore Caruso Carissimo Direttore bellissimi ricordi

    Ezio Pancrazio Vinciguerra
     LEGGERE I VOSTRI COMMENTI DI FIGLI E DI AMICI E’ RESPIRARE OSSIGENO PURO CHE DISINCROSTA, SEMPRE DI PIU’, QUESTO CUORE PECCAMINOSO DI MARINAIO EMIGRANTE DI Emigrante di poppa PER SEMPRE (MA VOTATO A DIO, PATRIA E FAMIGLIA).

    • SE VI DICO CHE VI VOGLIO BENE, MI CREDETE?
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    La nostra “Banca della Memoria” è come il tramonto degli Eroi, non vedrà mai sera

    di Pancrazio “Ezio” Vinciguerra

    Molti lettori di questo blog si sono accorti che da tempo questo modesto blogger ed i suoi collaboratori intendono portare avanti il progetto della “banca della memoria” per non dimenticare e far cadere nell’oblio le gesta di quei marinai che non fecero ritorno all’ormeggio: i caduti del dovere.
    Qualcuno ci accusa di parlare troppo al passato, altri che parliamo troppo di morti e defunti, altri ancora di tacere…
    A questi “illuminati di niente” rispondiamo con semplicità che solo attraverso il nostro passato, la nostra storia, quelli come noi ancora arrossiscono di fronte alla vergogna e che non parliamo dei morti se non favorevolmente (De mortuis nihil nisi bonum).Quelli come noi hanno compreso lo “spirito” e ci siamo abbastanza adeguati per questa illuminata pietà che ci spinge ad applicare il precetto cui si ispira la massima.
    Noi e quelli come noi (anche su richiesta dei parenti e familiari) cerchiamo semplicemente di dare dignità al ricordo di chi non ha una tomba o un sacrario su cui pregare i loro affetti …specie se risultano dispersi in mare!

    Un verso di Plauto riporta “Quem dii diligunt, adilescens moritur” (Muore giovane chi è amato dagli dei) che può sembrare una frase retorica, sicuramente aborrita da noi e dai rispettivi familiari, ma che riporta in sé una grande saggezza. Quei giovani (e anche meno giovani) che ricordiamo e celebriamo nella nostra “banca della memoria” credevano, e ci si crede solo quando si è giovani. Da vecchi, ci si può solo rammaricare ed allora sosteniamo:
    “MUORE GIOVANE COLUI CHE A DIO E’ CARO”.

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    21.2.2020, la cerimonia di imbascamento dei Palombari del COMSUBIN e i doni di Dio che ci vengono offerti

    di Pancrazio “Ezio” Vinciguerra

     

    Quante “belle” persone ho conosciuto grazie al mio lavoro e al mio blog!
    Praticamente una famiglia allargata. Una famiglia molto unita, seria, di sani principi, di figli e figlie da ammirare. Un attaccamento alla Marina Militare, ancora vivo,  da quell’arruolamento che lascia segni indelebili, a quel marinaio entusiasta di poter dare un piccolo contributo.
    Oggi, 21 febbraio 2020, è un altro giorno speciale, un giorno di straordinaria sorpresa, l’emozione che mette alla prova e l’orgoglio e viceversa (…e le mie coronarie), un altro tabù sfatato, un’onda che ti investe e ti coinvolge nel suo incedere, che spazza via ogni pregiudizio…
    Per me la certezza di aver fatto la scelta giusta, di aver conosciuto amici semplici, ma speciali e non nascondo che mi sono commosso nel sapere che un altro steccato mentale è stato infranto: Chiara Giamundo è la prima donna palombara della  Marina Militare.
    Quanta apprensione, quanti aneddoti continueremo a raccontare, avventure già archiviate, armonie condivise, e quanta preoccupazione, quanta gioia e, soprattutto, quanto orgoglio, tanto orgoglio di avere conosciuto uomini e donne, come Chiara Giamundo e, ancor prima Daniela Giordano, Silvia Russo, Catia Pellegrino e per finire Emanuele Canfora che decide di seguire le orme del papà  palombaro Roberto che esegue il rito di imbascamento proprio sul figlio (anche questo primo ed unico caso nella storia del Comsubin) che sono:
    i regali più belli che gratuitamente riceviamo dalla vita,  che forse vuole significare quello che di  grande e generoso ci circonda (proprio come il mare),  e cioè  un invito per tutti a non dimenticare i doni di Dio che in ogni istante ci vengono offerti”.

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    15.2.2012 – 15.2.2020: quanto tempo bisogna aspettare ancora per conoscere la verità?

     a cura Marinai di buona volontà

    Otto anni di bugie sul caso dei due fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone
    di Pancrazio “Ezio” Vinciguerra

    …cos’è la colpa, cos’è la pena? E soprattutto cos’è la Verità!

    A volte in noi si genera un senso di colpa che spesso comporta una pena. Colpa e pena vanno a braccetto: la colpa è il nostro peccato e la pena è la sua conseguenza. Colpa e pena sono paragonabili ad una ferita che anche dopo aver smesso di sanguinare continua a darci dolore. Il peccato è la ferita dell’anima e anche dopo il pentimento e l’assoluzione sacramentale rimane una debolezza perché siamo fragili e, come tale, rischiamo che la ferita non rimarginata, si riapra.
    Le cicatrici a tal proposito ci confermano di non rinnegare il peccato e Dio, con la sua capacità di amare, non chiede vendetta ma purificazione dell’anima, la nostra.
    Lui non è venuto per curarci le ferite del corpo ma quelle dell’anima facendoci comprendere, con la sua crocifissione, il suo amore per tutti noi creati da Lui a sua immagine e somiglianza.
    Il pentimento è il segno del cambiamento, è l’Agnello di Dio, e la Croce è la caparra del perdono.
    Dio ci fa comprendere proprio in questo giorno, vivendo senza complessi e senza traumi, insieme agli altri fratelli e sorelle, che se anche ci mancano le persone a noi più care, Lui ci ha donato la Grazia che è l’amicizia nel prossimo e l’amicizia nel prossimo è la Sua Grazia, in una parola sola: l’amore.