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Gaeta 20.9.1943, regia nave Quarnaro

Banca della memoria - www.lavocedelmarinaio.com

Regia Nave QUARNARO…
Nella mia costante ricerca di fotografie relative alla Regia Marina e alle sue Navi, ho trovato questa immagine della Regia Nave Officina QUARNARO, affondata a Gaeta dai tedeschi il 22 settembre 1943 e diventata simbolo della resistenza ai nazisti nella nostra Città. Non è di grandissima qualità ma è originale. Paradossalmente l’ho trovata e acquistata, pensate un po’, proprio da un venditore tedesco…

regia nave quarnaro f.p.g.c. Carlo Di Nitto - www.lavocedelmarinaio.com

17 commenti

  • Erasmo Coccoluto

    Sei straordinario. La foto di quella nave Veramente un Cimelio! ed un simbolo per Gaeta. Grazie Ezio!

  • EZIO VINCIGUERRA

    Buonasera signor Coccoluto, a sua amicizia mi è stta consigliata da Carlo Di Nitto dice che abbiamo tante cose in comune…

  • Erasmo Coccoluto

    Signor Pancrazio, la sua amicizia mi onora e …..confonde. Non sono abituato alle lodi. Gli amici cari esagerano sempre nelle presentazioni siamo stati foggiati in Marina come lei che non fa passare giorno senza parlane, non è amore ma adorazione! Saprà che sono anchio in congedo forzato perché Grande Invalido. Spero di poterla incontrare quanto prima per conoscerla personalmente. . Una calorosa stretta di mano

  • EZIO VINCIGUERRA

    Stimatissimo Erasmo,
    condivido le sue parole e non passa che non parli di Marina: Marinai di una volta, marinai per sempre.
    Per me sarebbe un onore e un piacere averla tra di noi e se desidera anche pubblicare tutto ciò che ritiene di pubblico utilizzo.
    Un abbraccio grande come il mare e come il cuore dei Marinai di una volta.
    Ezio

  • Erasmo Coccoluto

    Ezio Ciò che mi proponi mi fa felice e mi onora .Tieni presente però la mia età la quale non mi permette di essere sempre al passo coi giovani.Mi sono affacciato qualche volta sia al sito Marinai per sempre sia un altro dello stesso ambiente Marina.Li trovo belli e interessanti.Non so quanto possa essere utile, ma accetto volentieri. Un caloroso abbraccio. Erasmo

  • EZIO VINCIGUERRA

    … sarà utilissimo perché la vocedelmarinaio da per l’appunto voce ai Padri e anche ai Nonni che sono un dono di Dio ancorché la perpetrazione della nostra storia e memoria.
    A tal proposito sostengo che non arrossiamo più alla vergogna e per questo affermo che colui o il popolo che non arrossisce è destinato a soccombere spiritualmente e in qualche caso anche materialmente.
    Ezio.
    P.s. Carlo Di Nitto (che è figlio e padre) ha ed aveva ragione a presentarci.

  • Giampietro Bello

    Quella foto suscita in me il ricordo dei racconti di mio padre Felice Bello, che in quella nave fu imbarcato durante la seconda guerra mondiale. Mi raccontò delle sorprese, le incertezze e le tragedie di quei tristi giorni succeduti all’otto settembre 1943. Mi parlò delle peripezie attraversate per raggiungere, dopo l’affondamento del “Quarnaro” e nel caos generale, la sua famiglia nel Veneto; inoltre di come riuscì a cavarsela durante l’occupazione tedesca nel regime della R.S.I. Nel 1994 è passato a miglior vita; ma il ricordo di quanto mi ha raccontato non si cancella e, per quanto posso, lo trasmetto ai miei familiari.

    Giampietro Bello
    Battaglia Terme (PD)

  • sergio coppola

    Con piacere ho trovato in internet il vostro sito. Giampiero Bello potrebbe essere stato commilitone di mio papà, imbarcato sulla Regia Nave Quarnaro dal 1930 al 1932. Ho una fotografia ripresa la notte della Squadra Navale Italiana sul cui retro ho trovato una dedica di Ettore Lomazzo, di Altavilla Irpina (Avellino). Ho fatto una ricerca ed ho scoperto che il Lomazzo fu richiamato dopo il congedo, fu imbarcato sulla corazzata Roma e dopo l’armistizio la nave bombardata dai tedeschi affondò e pochi furono i superstiti. Continuando la ricerca ho trovato una lapide a Altavilla Irpinia che porta anche il suo nome.

  • Maurizio Quirico

    Buon giorno, per puro caso ho scoperto questo articolo: molto interessante! È possibile avere notizie di mio zio, marinaio Redaelli Martino di Treviglio (BG) imbarcato sul Quarnaro quando fu affondato? Grazie Maurizio Quirico.

  • ezio

    Buongiorno signo Maurizio Quirico,
    Le comunichiamo che non ci risulta suo zio fosse imbarcato su questa unità.
    Per ulteriori ricerche le chiediamo di comunicarci dei dati più specifici di Radaelli Martino in vostro possesso (data di nascita, inviandoci qualche foto di Radaelli Martino, ecc. ecc.) in modo da essere certi
    di evitare errori che, quando si parla di cari estinti, è meglio evitare.
    Grazie per i complimenti.
    Cordialità Ezio Vinciguerra

  • Ernesto De Falco

    Mi chiamo ernesto sono figlio di De Falco Raffaele nato a Napoli nel 1916 purtoppo deceduto, addetto alle macchine della quarnaro quando fu colpita dai tedeschi, sarei felicissimo se qualcuno mi desse delle ulteriori notizie di quella bella pagina di storia “scritta “dall’equipaggio di quella nave. Purtroppo mio padre non mi ha mai raccontato niente di quella tragedia, forse per timidezza od altro. Ho saputo qualche notizia da una sua sorella fortunatamente ancora in vita. Grazie

  • Antonello Di Biase

    Buon giorno,
    complimenti per questa interessantissima pagina e i bellissimi commenti.
    Mi ha fatto molto piacere leggerla e, lo ammetto, ho provato un po’ di emozione.
    Mio padre Giovanni Di Biase fu imbarcato sulla Regia Nave Quarnaro in qualità di elettricista, così come riporta il suo Ruolo, dal 20.01.1935 al 22.02.1937.
    Ho diverse foto che lo ritraggono da marinaio e qualcuna, forse, su tale nave.
    Cordiali saluti.

  • Marzia Vezzano

    Buona sera,
    Con molta commozione ho letto l’articolo. Mio padre Vezzano Leonardo è stato un Marinaio della Quarnaro. Da bambina mi raccontava sempre di quella mattina del settembre ’43 nel porto di Gaeta mi diceva con i tedeschi con “i cannoni a zero”.
    Buona serata

  • Marzia Vezzano

    Buona sera,
    Per puro caso ho trovato questo meraviglioso articolo. Mio padre Vezzano Leonardo nato ad Imperia 20 marzo 1921 è stato un Marinaio del Quarnaro e mi ricordo il suoi racconti della mattina del 9 settembre 1943 quando mi diceva eravamo sotto tiro dei tedeschi che avevano i cannoni “a zero”. Pure lui mi raccontava delle vicissitudini per ritornare ad Imperia. Della strada a piedi da Gaeta a Roma a piedi e di tutto quello che ne è conseguito.
    Cordiali saluti

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