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Giovanni Rapelli (Napoli, 3.4.1947 – 4.12.2018)

di Olga “Nanà” Rapelli

Oggi è un giorno dolorosissimo per la mia famiglia perché ricordiamo il nostro papà nel giorno della sua nascita. Ne perdiamo il centro, il punto di riferimento.
Una devastante e subdola malattia ce lo ha portato via, con forza e violenza, lasciandoci attoniti, devastati e sbigottiti, come gusci vuoti schiacciati sul selciato.

Per gli amici di mio padre di tutta una vita, che hanno condiviso con lui momenti brevi, o lunghi, ma che sono stati importati per lui e quindi anche per noi, perché lo hanno reso l’uomo, il padre, lo zio, il fratello, il suocero, l’amico che noi tutti amavamo.
Papà passava tanto tempo al computer, era felice di condividere i suoi pensieri, i suoi punti di vista con tutti voi, e grazie a facebook aveva ritrovato tanti amici di tutta una vita: tra questi tanti marinai e sommergibilisti come lui, che considerava una seconda famiglia.

La sua per sempre adorata Olga(che lui chiamava “Nanà”).

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