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5.9.1938, declassato il regio esploratore leggero “Premuda” (1°)

di Carlo Di Nitto

Questa unità, ex cacciatorpediniere tedesco “V 116”, dislocava 2550 tonnellate a pieno carico. Era stato varato il 2 marzo 1918 nei Cantieri Vulkan di Stettino (Germania). Entrò in servizio il 31 luglio 1918 nella Kaiserliche Marine, dove non divenne operativo per la sopravvenuta fine della guerra. Fu consegnato alla Regia Marina Italiana il 16 agosto 1920 in ottemperanza alle clausole del trattato di pace.
Denominato “Premuda” e riclassificato “esploratore leggero”, entrò in servizio il 1° giugno 1921.
Svolse prevalentemente normale attività di squadra in Adriatico e nelle acque del Mediterraneo Orientale e nel periodo 1929/1930 venne messo a disposizione dell’Accademia Navale per l’addestramento degli allievi ufficiali. Dopo fu nuovamente utilizzato nelle acque del Levante.
Pur essendo un’ottima unità per potenza offensiva e qualità nautiche, tuttavia si dovette ricorrere spesso ad interventi di manutenzione in quanto costruito con scafo e materiali soggetti a corrosione in conseguenza del blocco navale britannico che aveva influito negativamente e pesantemente sulla qualità delle ultime costruzioni germaniche nel corso della guerra.
Declassato nuovamente a cacciatorpediniere il 5 settembre 1938, dopo essere stato posto in disponibilità e poi in disarmo, venne radiato il 1° gennaio 1939.
Il suo motto fu: “In hoc nomine victoria”.

Il Regio Esploratore leggero “Premuda” (1°) fotografato durante la prima metà degli anni ’30 mentre attraversa il Canale Navigabile di Taranto, in prossimità del ponte girevole.

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