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La (mia) strada della solidarietà

di Pancrazio “Ezio” Vinciguerra

Molti di noi pensano di avere tante strade da scegliere, da percorrere, per giungere alla solidarietà.
Alcuni per scoprire realtà diverse, altri per tornaconti personali.
La strada della solidarietà viaggia a senso unico, è già stata tracciata da “Lui” e  non si può fare marcia indietro.
E’ un viale pieno di rose e di spine, di profumi e di miasmi. Nel percorrerla bisogna purificarsi l’anima e non è facile perché  lo zerbino dove ci siamo puliti i piedi, prima di accedervi, era stracolmo di “sterco del diavolo”, direbbe “Francesco”.
Lui”, prima di proseguire il suo viaggio, ci ha lavato umilmente i piedi ma il fetore ancora si sente, e c’è tanto da lavare per purificare i panni sporchi e soprattutto i piedi perché sudano e puzzano e ancora dobbiamo imparare a camminare.

E come possiamo intenderci se nelle parole che io dico metto il senso e il valore delle cose che sono dentro me; mentre chi le ascolta, inevitabilmente, le assume col senso e il valore che hanno per sé del mondo che egli ha dentro?“.
(L. Pirandello)

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