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1941: LA MARINA DA GUERRA

a cura Marino Miccoli (*)

Stimato Ezio e pregiati lettori de LA VOCE DEL MARINAIO, quale definizione si dava e come era descritta la nostra Regia Marina durante la II Guerra Mondiale?
Ho trovato le interessanti risposte ai suddetti quesiti e una bella pagina illustrata con fotografie in b/n che allego, nel 3° volume del mio “DIZIONARIO ENCICLOPEDICO MODERNO” del 1941 – XIX E.F. (Edizioni Labor – via Borgogna, 8 Milano) laddove a pag. 418 si legge: 

MARINA DA GUERRA. Comprende le forze e i mezzi che permettono la preparazione e l’attuazione della guerra navale. Questa ha per base il potere marittimo (possibilità di usare il mare per le proprie necessità e la propria espansione, impedendone l’uso all’avversario), cioè il dominio del mare. La storia conferma questa necessità per tutti gli Stati che hanno esercitato l’imperio su parte del mondo: la Grecia, Roma, la potenza musulmana sino a Lepanto, le repubbliche marinare italiane (Genova, Venezia, Pisa, Amalfi). La Gran Bretagna negli ultimi tre secoli basò la sua potenza e il suo sviluppo sull’assoluto dominio dei mari, ed il Giappone segue ora (1941, n.d.r.) le sue orme. Nella guerra mondiale (1914-1918 n.d.r.) fu il dominio del mare che diede all’intesa il sopravvento finale. I mezzi sui quali si basa la guerra navale sono le navi e i mezzi terrestri. Le navi sono da battaglia, da crociera, da esplorazione, insidiose. Per la guerra delle armi subacquee vi sono le torpediniere, i cacciatorpediniere, i “mas”, i posamine, i dragamine. Le armi navali sono il cannone, il siluro e la mina. Grande importanza ha in guerra il traffico marittimo: la guerra navale deve quindi proporsi l’attacco e la difesa di esso. La difesa costiera è strettamente legata alle operazioni navali ed alla guerra terrestre. Nella guerra navale odierna è entrata anche l’idro-aviazione, che ha compiti di ricognizione, di vigilanza, di scorta, oltre all’azione offensiva contro navi e sommergibili. Le basi navali sono località opportunamente scelte per ubicazioni e per qualità nautiche, capaci di ricoverare al sicuro dalle offese molte unità navali, di provvedere alle riparazioni, ai vari servizi etc. Tali sono, in Italia, La Spezia, La Maddalena, Napoli, Taranto, Messina, Ancona, Venezia, Pola. L’ordinamento della M. I. comprende: gli organi del comando (Ministero della M., Capo di S.M., Comitato degli Ammiragli, Cons. sup. di M., comandi di squadra per le forze navali, comando in capo di Dipartimento maritt.); le forze navali (armate o in disponibilità, che comprendono squadre, di più divisioni, e navi ausiliarie; nel dettaglio, navi di linea, incrociatori, incroc. leggeri, esploratori, cacciatorped., torpediniere, sommergibili, navi portaerei, dragamine, “mas”); i servizi territoriali della M. (3 comandi in capo di Dipartimento marittimo ed 1 Comando autonomo dell’alto Adriatico; ed i servizi a terra: segnalaz., cartografia, capitaneria di porto, servizio sanitario, commissariato, tribunali milit. marittimi ecc.); i corpi della R. Marina (Corpo di S.M., Corpo del genio Navale, Corpo delle Armi Navali, Corpo sanitario, Corpo Commissariato, Corpo della Capitaneria, Corpo Reali equipaggi Marittimi C.R.E.M.). Gli Ufficiali della M.I. provengono dall’Accademia Nav. di Livorno (elementi combattenti) o si reclutano per concorso (servizi). 

I gradi sono: guardiamarina, sottotenente di vascello, tenente di vascello, capitano di corvetta, capitano di fregata, capitano di vascello, contrammiraglio, ammiraglio di divisione, ammiraglio di squadra, ammiraglio d’armata, grande ammiraglio. Il personale di truppa si recluta dalla leva di mare e dai volontari, ed è preparato ed istruito in varie scuole, a seconda delle specialità (Venezia, Taranto, La Spezia e Pola). Nella guerra mondiale (1914-1918 n.d.r.) fu costituita una Brigata Marina, su 4 battaglioni, che combattè a terra e che fu validissima collaboratrice dell’Esercito nelle operazioni costiere e nella difesa di Venezia. La Marina fu decorata con la medaglia d’oro al Valor Militare. Giornata celebrativa della Marina Italiana è il 10 giugno, anniversario dell’impresa di Premuda.”

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