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Quattro anni di bugie sul caso dei due fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone

di Pancrazio “Ezio” Vinciguerra

…cos’è la colpa, cos’è la pena? E soprattutto cos’è la Verità!

Ezio-Pancrazio-Vinciguerra-www.lavocedelmarinaio.com_10A volte in noi si genera un senso di colpa che spesso comporta una pena. Colpa e pena vanno a braccetto: la colpa è il nostro peccato e la pena è la sua conseguenza. Colpa e pena sono paragonabili ad una ferita che anche dopo aver smesso di sanguinare continua a darci dolore. Il peccato è la ferita dell’anima e anche dopo il pentimento e l’assoluzione sacramentale rimane una debolezza perché siamo fragili e, come tale, rischiamo che la ferita non rimarginata, si riapra.
Le cicatrici a tal proposito ci confermano di non rinnegare il peccato e Dio, con la sua capacità di amare, non chiede vendetta ma purificazione dell’anima, la nostra.
Lui non è venuto per curarci le ferite del corpo ma quelle dell’anima facendoci comprendere, con la sua crocifissione, il suo amore per tutti noi creati da Lui a sua immagine e somiglianza.
Il pentimento è il segno del cambiamento, è l’Agnello di Dio, e la Croce è la caparra del perdono.
Dio ci fa comprendere proprio in questo giorno, vivendo senza complessi e senza traumi, insieme agli altri fratelli e sorelle, che se anche ci mancano le persone a noi più care, Lui ci ha donato la Grazia che è l’amicizia nel prossimo e l’amicizia nel prossimo è la Sua Grazia, in una parola sola: l’amore.

4 anni di bugie sui due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone - www.lavocedelmarinaio.com

94 commenti

  • Nico Vernì

    Massimiliano non sta ancora bene fisicamente, deve seguire un percorso di riabilitazione dopo l’ictus che l’ha colpito e ogni giorno fa fisioterapia. Gli hanno riscontrato un’ernia che gli dà molto dolore e da una settimana lo tengono fermo a letto. Ma la sua sofferenza maggiore è quella psicologica, per essere privato della libertà da ormai 4 anni, senza che ancora sia stato notificato a lui un capo di imputazione. E questa per ogni uomo, ma soprattutto per un militare, è una sofferenza indescrivibile”.
    Così si è espressa ieri alla trasmissione di Radio 1 ‘Voci del mattino” Paola Moschetti, compagna di Massimiliano Latorre, uno dei due marò ancora tenuti sotto scacco dall’India.
    Per la Moschetti “non è ancora tempo di bilanci, la situazione non si è ancora risolta. Certo, se dopo 4 anni, ci si ritrova ancora in queste condizioni, evidentemente non tutto e” andato liscio. Massimiliano è un militare a tutto tondo, dunque non parla con me dei particolari della vicenda. Noi speriamo nella nuova strada che si è intrapresa, cioè l’arbitrato internazionale, che sappiamo essere una strada lunga e tortuosa. Un termine, una fine ipotetica è quella di agosto 2018 e quindi ci attendono ancora anni di discussioni. Però alla fine di marzo, quando la Corte de l’Aja si esprimerà sulle misure provvisorie, speriamo che decida per la permanenza in Italia di Massimiliano e il rientro di Salvatore Girone in Italia. In questi 4 anni, momenti belli ne abbiamo vissuti ben pochi. Forse quello, a marzo 2013, quando avevamo sperato che potessero rimanere in Italia ma poi così non fu. Il momento più brutto, invece, è stato senz’altro la malattia di Massimiliano. Ho ancora negli occhi la scena di noi, in quell’ospedale indiano, già disorientati per la vicenda che stavamo vivendo, costretti ad affrontare quest’altra drammatica situazione. Che è straordinaria ed incredibile per la durata: 1.462 giorni senza un capo d’imputazione, 1.462 giorni di ingiustizia e di sofferenza che purtroppo ancora continuano”, conclude la compagna di Latorre.

  • Massimo Talini

    Mi piacerebbe conoscere anche il parere delle massime gerarchie militari in difesa dei loro subalterni (che non hanno Sindacati, né potentati amici)

  • Massimo Talini

    Sono sempre più convinto che il meccanismo di selezione delle massime cariche non sia adeguato, o forse lo è anche troppo per questa classe politica.

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