A proposito di Regio Incrociatore Fiume e Capo Matapan

di Marino Miccoli – Luigi Atzori

…riceviamo e orgogliosamente pubblichiamo per mai dimenticare il 27 – 28 marzo 1941.

Pregiatissimo
signor Luigi Atzori,
per nulla, proprio di nulla Lei si deve scusare con me; sono io che La ringrazio per lo scritto commemorativo della strage di Marinai italiani che avvenne la notte del 28 marzo 1941 a largo di Capo Matapan (Grecia) che è apparso i primi di novembre u.s. sul sito SERRAMANNA.
E mi ha fatto particolarmente piacere che Lei, stimato signor Atzori, abbia riportato i versi della mia poesia che ho scritto per ricordare quei drammatici momenti. Sono onorato del fatto che le mie modestissime parole siano servite a commemorare i due valorosi Caduti figli di Serramanna. Quella tragica notte i due Marinai, suoi conterranei nonché miei connazionali, il cannoniere Efisio Cabras e l’elettricista Antonio Secci, erano vicini a mio padre il maresciallo capo-cannoniere Antonio Miccoli; erano infatti imbarcati sulla medesima unità della Regia Marina: il superbo quanto temibile Regio Incrociatore Fiume. Era una nave stupenda che aveva un equipaggio straordinario per la sua preparazione e professionalità; il meglio che potessero offrire le scuole CREMM in quell’epoca. Purtroppo furono pochi coloro che scamparono a quell’improvvisa tempesta di fuoco che in pochi minuti distrusse quasi per intero la I^ Divisione di Incrociatori Pesanti e i Cacciatorpedinieri di scorta. Mio padre fu tra quei pochi fortunati (…o meglio sarebbe dire: graziati) e per lui, fatto prigioniero dagl’inglesi, ebbe inizio un lungo periodo di prigionia in Sud-Africa. Di questo lungo, duro e drammatico periodo di  prigionia sto redigendo un articolo e Lei, stimato signor Luigi Atzori, unitamente al maresciallo Ezio Vinciguerra del sito “lavocedelmarinaio.com” che pubblica i miei modesti scritti, sarà tra i primi ad averne copia.
Riguardo alla sua richiesta di mie fotografie raffiguranti l’equipaggio del Regio Incrociatore Fiume, devo purtroppo risponderLe che non ne ho.
Nell’oceano rappresentato dal web ho rinvenuto un’immagine di gruppo che comunque allego a questa mia lettera. Copia di questa e-mail la invio allo stimato maresciallo Ezio Vinciguerra che ha fatto da gentile tramite nella corrispondenza tra Lei e me e che ringrazio di vero cuore.
Sperando di fare cosa gradita, allego pure una rara quanto bella fotografia del Regio Incrociatore Fiume, tratta dall’album di mio padre, mentre sfila davanti a piazza San Marco a Venezia. La autorizzo all’eventuale sua pubblicazione sul sito ASERRAMANNA, e sarebbe significativo che questa bella immagine fosse accompagnata da un suo pregevole quanto gradito scritto di commento, gentile signor Atzori.
Contento di aver fatto la sua conoscenza, spero di avere presto sue notizie e Le auguro un sereno anno 2012 che veda il realizzarsi delle sue migliori aspirazioni e buone aspettative.
Una calorosa stretta di mano accompagna il sincero e marinaresco saluto che ho il piacere di porgerLe, caro signor Luigi Atzori, al termine di questa mia lettera.
Con stima.
Marino Miccoli

Per approfondire digita sul motore di ricerca del blog “La disfatta di Capo Matapan” e consulta anche i sotto elencanti Link
https://www.lavocedelmarinaio.com/2010/06/le-scuole-c-r-e-m-di-pola-istria-italiana/
https://www.lavocedelmarinaio.com/2010/04/a-te-o-grande-eterno-iddio/
http://www.trentoincina.it/mostrapost.php?id=335
https://www.lavocedelmarinaio.com/2011/11/1-dicembre-1941-%e2%80%93-r-e-alvise-da-mosto/
http://www.trentoincina.it/mostrapost.php?id=320

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34 risposte a A proposito di Regio Incrociatore Fiume e Capo Matapan

  1. Casimiro Frangella dice:

    Molte disgrazie, in Italia, per molti sono fonte di dolore e disperazione! Per tanti, politici e imprenditori, sono invece fonte di ricchezza e benessere…

  2. Giorgio Mancini dice:

    Prima Lissa poi Matapan,certo che ci ricordiamo, grazie

  3. Graziano Fronzuto dice:

    Era già stato impressionato dalla battaglia di Lissa a dimostrazione che vi erano state unità navali che avevano combattuto con onore come a Capo Matapan

  4. ezio vinciguerra dice:

    Penso che i racconti di Marino Miccoli siano Belli e inquietante allo stesso tempo. Grazie Marino per ricordare sempre il vero significato della vita.
    Un abbraccio a tutti

  5. Graziano Fronzuto dice:

    Grazie a te, Ezio, e un apprezzamento per Marino!
    Ad appena 50 anni dalla battaglia, mi fa pensare al tormentone (tuttora non cessato) “remember Pearl Harbour” della Marina Americana…

  6. ezio vinciguerra dice:

    Ciao carissimo Graziano, come si fa a dimenticare?
    Meno male che c’è gente come noi che si tramandano queste storie che sembrano all’apparenza anacronistiche, fuori tempo ma noi sappiamo benissimo che non è così.
    Marinai di una volta, marinai per sempre!

  7. Nicola Cossu dice:

    Grazie Marino

  8. Gerardo Grella dice:

    Grazie Marino bel post ma davvero

  9. Fernando Antonio Toma dice:

    Grazie Marino

  10. ANTONIO PICCOLO dice:

    CON RITARDO GRAZIE FRA!!!!

  11. Non posso non ricordare, ogni volta con profonda commozione, quanto riporta lo storico Gianni Rocca nel suo testo “Fucilate gli ammiragli”:
    “Nelle acque rimasero a lungo rottami di ogni genere, tra cui una bottiglia, ermeticamente tappata da uno strato di cera. Fluttuerà per anni nel Mediterraneo fino a quando, un mattino dell’agosto 1952, venne rinvenuta sulla spiaggia di Villasimius, presso Cagliari. Quando una mano curiosa la osservò, scoprì al suo interno un pezzo di tela, strappato da una copertura di mitragliera, con su scritto: «Regia Nave Fiume – Prego signori date mie notizie alla mia cara mamma mentre io muoio per la Patria. Marinaio Chirico Francesco da Futani, via Eremiti 1, Salerno. Grazie signori – Italia !». Il messaggio fu recapitato alla madre del povero marinaio in una frazione di Futani, paese poco distante da Capo Palinuro. Il padre, che mai aveva disperato del ritorno del figlio, era già morto nel 1948. Alla memoria del Marò Chirico Francesco fu decretata una medaglia di bronzo al valor militare: «…prima di scomparire in mare con l’unità , confermava il suo alto spirito militare affidando ai flutti un messaggio di fede e di amor patrio che, dopo undici anni, veniva rinvenuto in costa italiana ». Mai decorazione fu più meritata. “

  12. Fernando Antonio Toma dice:

    ciao Ezio sempre in prima linea … un abbraccio noi non dimentichiamo !!!!

  13. Marino Miccoli dice:

    Buongiorno Ezio,

    grazie a te per aver pubblicato i due articoli sull’agguato di Capo Matapan. Non dobbiamo né possiamo dimenticare.

    Concordo con il significato di quanto mi hai scritto nell’ultima mail; anche un solo pensiero rivolto alle persone care è simile a una carezza che facciamo loro.

    Saluti marinareschi e soprattutto stammi bene, maresciallo!

    Marino.

  14. Rodolfo Armenio dice:

    ho letto la storia di questo incrociatore.

  15. Gerardo Grella dice:

    Grazie ….buon pomeriggio ed auguri di una buona e felice domenica delle Palme o Passione…….bellissimo l’incrociatore peccato che lo posso ammirare solo in foto

  16. Gianluca Mazzei dice:

    i Foto che ci ricordano come le nostre attuali forze armate siano solo un’ombra di quelle dell’epoca regia…

  17. Antonio Azzaretti dice:

    la grandezza di una nazione si ha anche con l’immagine della sua forza

  18. Maria Carapuccio dice:

    grazie

  19. Arnaldo Verrone dice:

    Tu cammini nel tempo infinito di chi non conosce età,
    gli anni sorridono ai tuoi cambiamenti,
    a mantenere giovani ed entusiasmanti questi anni,
    continua a passare la vita con gioia,bella ed elettrizzante.
    Buon compleanno
    Arnaldo VERRONE

  20. Domenico sacco dice:

    Salve a proposito del marinaio Chirico Francesco della nave Fiume, io sono di Eremiti che è una Frazione di Futani il Paese nativo del marinaio, devo dire che ogni volte che passo d’avantim alla sua lapide posta sul muro della chiesa mi vengono le lacrime pensando a lui e a tutti quelli che hanno dato la loro vita per amor di patria sia per un motivo giusto o sbagliato, ma certo non per loro scelta

  21. marcello dice:

    ricordo una figura alta vestita di blu che scendeva le scale della mia casa salutando mia madre e dicendo che sarebbe tornato con le medaglie e poi ricordo mia madre che si recava alla croce rossa per avere notizie di mio zio sottocapo Egidio Bonnes r.n. Fiume disperso a Capo Matapan e ricordo alcuni anni fa due ridanciani ex marinai US su un sommergibile museo in disarmo ormeggiato sul fiume a Filadelfia che visitai con mio figlio i quali, al mio racconto di mio zio mutarono immediatamente l’umore allegro e barzellettiero in un rispettoso silenzio

  22. salvatore dice:

    salve sono il figlio di Bianchi Pietro, imbarcato sul Fiume adetto al caricamento e portava la moto barca quando si era in porto, mi racconta spesso di come sono andate le cose quella notte, soprattutto l’affondamento… lui è rimasto molto colpito da quell’evento che non ha mai dimenticato, raccolto da un torpedine inglese fatto cosi prigioniero prima ad Alessandria e poi in sud africa, saluto io per lui tutti voi!!

  23. Franco dice:

    uN MIO PARENTE IL SOTTOTENENTE DI VASCELLO SsOVRAN DAVIDE E’ DECEDUTO NELLA BATTAGLI ADI CAPO MATAPAN ERA A BORDO DEL FIUME AVETE QUAlche notizia

  24. DANILO PRESTINT dice:

    cerco lista completa caduti nella battaglia (pola, fiume, zara & et)… anche link
    ringrazio
    danilo

  25. MICHELE dice:

    MIO NONNO CITRINITI MICHELE FACEVA PARTE DELL’EQUIPAGGIO SULL’INCROCIATORE FIUME ,ERA ORGOGLIOSISSIMO, OGNI MOMENTO ERA GIUSTO PER MOSTRARMI LA FOTO DELLA NAVE CON IL SUO VOLTO ACCANTO.QUELLA FOTO ORA C’E’ L’HO IO E LA CONSERVO GELOSAMENTE.UN RINGRAZIAMENTO A TUTTI.MICHELE

  26. Michele dice:

    Buongiorno,
    sig. Danilo Prestint.

    Tempo fa’ ricercava gli elenchi equipaggi di Capo Matapan.
    Non seguo il forum assiduamente e quindi non so’ se avete gia’ risolto.
    Comunque la mia mail e’:
    micdisav@yahoo.it
    e posso aiutarla.

    Saluti, Michele Di Savino.

  27. Grondona Angelo dice:

    Porto orgogliosamente il nome di mio Zio…- Angelo..- Disperso a Capo Matapan quel 28 Marzo sul RI Fiume .- io sono nato nel 1947.- Un ricordo a tutti i caduti di quella Battaglia… io ho navigato nella Marina Mercantile da 1967 al 2000.-

  28. Zaccarelli giuseppe dice:

    Mi chiamo zaccarelli Giuseppe figlio di zaccarelli Fernando maresciallo motorista sull incrociatore rm fiume anche mio padre è’ naufragato quella notte di marzo 1941 si è salvato miracolosamente e dopo 7 gg passati su un relitto zattera fu salvato dalla nave croce rossa gradisca quando ormai era saponificato mio padre non c’è più l’ha portato via una peritonite nel lontano ormai 1968 io son nato nel 56 se rimaneva a capo matapan non nascevo non mi ha mai raccontato molto non aveva piacere di farlo ricordo che ad ogni anniversario era come se andasse giù di testa ha vissuto un esperienza che è indescrivibile è incredibile ma la volontà di vivere è stata superiore a tutto . quindi non so tanto di questa tragedia ma in pochi spiegano ai nostri giovani cosa hanno patito i nostri padri e i nostri nonni per la patria un sentimento di attaccamento che col tempo si è stemperato molto non ho foto né della nave ne dei marinai volevo solo così portare la mia testimonianza per questi ragazzi mandati al macello da eroi loro sapevano ma non si sono tirati indietro

  29. admin dice:

    Buongiorno signor Giuseppe,
    grazie per questa sua partecipata testimonianza che ci fa comprendere, qualora ce ne fosse ancora di bisogno, il sacrificio per la Patria di Marinai di una volta che hanno creduto, come giustamente anche Lei afferma nel finale della sua commovente testimonianza, e che nessun si tirò mai indietro.
    Sono io a nome di tutti coloro che scrivono o ci inviano testimonianze come la Sua a ringraziarla perché il cuore dei figli dei marinai è immenso come l’amore del mare dei propri Padri e la Sua testimonianza schietta, diretta e sincera ne é la prova più tangibile.
    Nel nostro piccolo, unitamente ad altri siti come questo, ci scambiamo informazioni per creare una “Banca della memoria” su internet in modo da ricordare ciclicamente il sacrificio di chi si è immolato per la Patria o l’ha servita con Onore e Rispetto…proprio come suo padre Fernando.
    Grazie Giuseppe, grazie davvero.
    Pancrazio “Ezio” Vinciguerra e la redazione de https://www.lavocedelmarinaio.com

  30. Marino Miccoli dice:

    Gentile signor Giuseppe Zaccarelli,
    anch’io ricordo la riluttanza di mio Padre Antonio Miccoli nel raccontare la vicenda drammatica dell’affondamento dell’incrociatore FIUME;dopo poche frasi la narrazione dei fatti si interrompeva a causa della profonda commozione che il ricordo di quei tragici avvenimenti gli causava; soprattutto ricordare i suoi Colleghi caduti e dispersi rappresentava per Lui qualcosa di talmente lacerante per il suo animo che le parole non sono sufficienti a descrivere.
    Mi conforta il pensare che adesso, nel mondo dei più, Egli sia sereno, in compagnia di tutti coloro che con lui vissero la triste notte del 28 marzo 1941. Noi, da questa terra, nel ricordarli, al contempo ne onoriamo la memoria.
    Marino Miccoli

  31. vincenzo luccisano dice:

    mio padre domenico, CAPO CANNONIERE INCROCIATORE FIUME, ORGOGLIOSO SEMPRE. CONTATTATEMI.. MORTO 2004.. oggi 18 gennaio ho visto foto del 1942…

  32. ANTIMO MARONE dice:

    innanzitutto chiedo umilmente scusa della mia intromissione. Sono ANTIMO VIRGILIO MARONE nato nell’ottobre del 45 nipote del fu ANTIMO MARONE SECONDO CAPO dell’equipaggio dell’incrociatore FIUME.Se tra di Voi ci sono persone che possono raccontarmi qualcosa di mio zio vi ringrazio infinitamente. oggi 12/09/2015 ore:10/50.

  33. Mauro Cimino dice:

    Salve a tutti,
    innanzitutto vorrei fare un elogio a tutti voi in quanto credo che il ricordare questi avvenimenti, oggi, non sia da tutti. Ho un passato nella Marina Militare, ma oltre a questo avrei piacere di sapere se qualcuno ha avuto mai modo di verificare l’esistenza della lista di dispersi recuperati dalla nave ospedale Gradisca, sopraggiunta dopo qualche giorno sul luogo della battaglia. So che è una lista di 151 persone e che fra questi c’era un cuoco. Vorrei avere conferma si trattasse di un mio parente, Alberico Percario, imbarcato sul Fiume. Non ho mai avuto molti contatti con questa persona, mio padre mi raccontava di questo episodio, ma alcune fonti sembrano contraddire.
    Mi rivolgo soprattutto al sig Zaccarelli , il cui padre ha avuto la stessa sorte.
    Tale informazione è rivolta anche ad una ricerca su molti parenti e compaesani abruzzesi, che svolgevano attività di cuoco e cameriere sulle navi militare prima e dopo la seconda guerra mondiale.
    Un pensiero, in cielo e in terra, a tutti i marinai d’Italia.
    Mauro

  34. Claudio53 dice:

    Egregio sig. Ezio,
    confermo che il 1° aprile 1942 nave Gradisca recuperò tra i naufraghi il cuoco civile Percario Alberico. C’era anche il 2° Capo meccanico Zaccarelli Fernando. Segue breve sintesi di quanto fatto dalla nave ospedale.
    Claudio53

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