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Noi non siamo questo

di Capitano Musica
http://www.capitano.biz/

Cara Maria, (1)
purtroppo, essere diversamente abili in questa nazione è diventato un problema solo ed esclusivo dei diretti interessati. Le istituzioni hanno perso sensibilità a prendere in considerazione questa tematica perché , è doloroso dirlo, la popolazione stessa ormai è distratta dai problemi che attanagliano la nostra società. Un popolo che rassegnato ha ceduto anche alle ultime manovre finanziarie che ledono notevolmente i diritti del ceto medio, trascinandolo a sicura povertà la maggior parte dei cittadini, per difendere i diritti di una minima parte di popolazione che detiene i veri risparmi di questa nazione e che non ha scrupolo alcuno di schiacciare il resto delle persone tutte (diversamente abili comprese).
Una popolazione cinica disposta ad affondare il prossimo pur di cercare di mantenere rigoglioso il proprio orticello che puntualmente viene comunque depredato. Tutto questo porterà sicuramente alla guerra tra poveri che purtroppo ha già avuto un silenzioso inizio. Siamo manovrati a piacimento dai mass media che tendono solo ed esclusivamente ad indirizzare le ideologie delle persone nel senso opportuno agli interessi di parte. Abili nell’alienare le menti. In nome di cosa? Salvare l’Italia? A mio avviso salvare l’Italia non dipende ormai neppure dagli Italiani stessi.
Con rammarico noto una certa rassegnazione in noi tutti che siamo stati usati per i business e poi abbandonati al nostro destino. Diceva giustamente Monicelli (2) che finché un popolo non ha il coraggio di ribellarsi, verrà puntualmente schiacciato, oppresso e destinato alla disfatta.
NOI SIAMO QUESTO.
Nessuno di noi riesce a vergognarsi di quanto accade ai pensionati, ai pensionandi, ai diversamente abili e ai giovani. Così non si va da nessuna parte anzi si arriva sempre più in fretta verso un precipizio. Le lettere inviate da te Maria, alle istituzioni, non serviranno a niente perché indirizzate ad un ente astratto, onirico, come l’INPS. Io sono fiero di essere Italiano e non mi vergogno di appartenere a questa terra. Mi vergogno invece di avere dei connazionali ciechi, collusi con interessi di parte e cinicamente ladri che occupano le stanze del potere solo per potere mantenere integro il proprio stato di benessere a discapito di chi soffre. Se non esiste una giustizia terrena, su di Voi si abbatterà prima o poi una giustizia divina che non si può comprare. Finirete tutti dannati per Dio. Abbiamo pagato con tante vite e sparso tanto sangue per potere avere il benessere e cacciare via gli invasori che non essendo stati sterminati a dovere oggi si ripresentano e, imperterriti e per niente pentiti, decidono per noi. Si insinuano nei nostri interessi e decidono chi ci deve governare. Sarei curioso di sapere quanto ha guadagnato Prodi da tutto questo. Le lusinghe che ci sono state fatte per la Creazione dell’Europa. Un tempo ci volevano invadere e ci siamo difesi, adesso ci siamo buttati tra le braccia di costoro di nostra iniziativa. Sono triste.
Hanno spezzato per sempre la speranza di una popolazione intera.

Note
(1) https://www.lavocedelmarinaio.com/2011/12/ciao-ezio-come-stai/
(2)
https://www.lavocedelmarinaio.com/2011/11/w-l%E2%80%99italia-da-trieste-in-giu/

 

9 commenti

  • Bruno Caleffi

    Ciao Capitano, ciao Maria e ciao Ezio.
    Ho letto attentamente.
    Belan sei di Zena. io ho lavorato per una ditta di Sestri 15 anni, ero spesso li. che dirti se non forza, nessuno te la regala, devi usare la tua, purtroppo la situazione e’ vergognosa, miserabile. ma forza, non mollare. ok ??? un’abbraccio forte.

  • ANMI GINOSA

    Associazione Nazionale Marinai d’Italia gruppo di Ginosa (TA)

    Carissimi amici abbiamo letto, con rammarico ma abbiamo preso atto.
    A tutti Voi e alle Vostre gentile famiglie un mondo di auguri per un buon Natale ed un florido anno nuovo, che sia pieno di soddisfazioni e con tanta, ma tanta salute.

  • Maria Marini

    Ciao Ezio permettimi di farti una domanda ma tu sei un angelo?
    Fammi sapere quando puoi grazie con affetto Maria

  • ezio vinciguerra

    Ciao Maria, innanzitutto buone feste a te, ai tuoi cari e a chi ti sta vicino.
    Ho ricevuto e letto e riletto tantissime volte.
    Qui se c’è un Angelo quello sei tu.
    Mi hai voluto rendere partecipe di una esperienza di vita così personale e allo stesso tempo così sincera che i lettori del blog, Capitano Musica, in testa, hanno gradito e allo stesso tempo si sono uniti a questo ennesimo “grido” di cristiana e umana tolleranza condita di carità e solidarietà allo stesso tempo.
    E’ importante, almeno per quanto mi riguarda, che la solidarietà, quella vera, non è un mondo a parte ma una parte del mondo a cui dobbiamo dare la prioritaria importanza.
    Nel tuo caso specifico ti ammiro perché parli, in maniera diretta e schietta, delle troppe cose che in questo nostro paese non danno le giuste e pertinenti risposte.
    Non abbiamo paura e non vogliamo nascondere e nasconderci dietro inutili orpelli burocratici e neanche in individualismi e personalismi che, nel caso specifico della disabilità, non aiutano certo a far comprendere la situazione di estremo disagio che vive chi è portatore di una malattia non voluta e dei familiari che molte volte si sostituiscono ad un servizio sanitario nazionale che ha delle lacune.
    Colgo ancora una volta l’occasione per augurare a te e a chi ti sta vicino serene festività
    Un abbraccio grande come il nostro mare
    Ezio

  • Luisa e Lillo

    Ciao Maria, attraverso queste riga percepisco disperazione..ma allo stesso tempo tanta voglia a non mollare…siccome viviamo giornalmente anche noi i sopprusi delle istituzioni che…si accaniscono sempre sui piu’ deboli,noi non molleremo mai…anzi, ti diro’ di piu’…gli faremo terra bruciata…intorno, se non mollassimo non faremmo altro che il loro gioco e non andrebbe affatoo bene per te,Lillo e quanti sono nella stessa situazione….forza Maria, si va avanti..se hai bisogno io ci sono.

  • Chiara Bella

    Se pensi che la strada che hai intrapreso sia quella giusta, perseguila fino alla fine… perchè è la strada che hai deciso

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