Le parabole e ritratti di Toty Donno,  Racconti,  Recensioni,  Sociale e Solidarietà

Un giorno senza fame, il più bello della storia

a cura di Toty Donno


Un poeta che viveva in una grande città per andare all’università, percorreva ogni giorno, assieme ad una sua amica la stessa strada. In un angolo di questa via c’era una mendicante seduta che chiedeva l’elemosina. La donna sedeva sempre allo stesso posto, immobile come una statua, con la mano tesa e gli occhi fissi al suolo. Il poeta non gli dava mai nulla, mentre la sua compagna tutti i giorni gli dava un euro o due.

Un giorno la giovane disse al poeta:
– “ma perché non dai mai nulla a quella poveretta?”
-“ Dovremmo regalare qualche cosa al suo cuore non solo alle sue mani”, rispose il poeta.
Il giorno seguente il poeta arrivò con una splendida rosa appena sbocciata, la depose nelle mani della mendicante e fece l’atto di andarsene. Allora accadde qualche cosa d’inatteso: la mendicante alzò gli occhi, guardò il poeta, si sollevò a stento a terra, prese la mano dell’uomo e la baciò. Poi se ne andò stringendo la rosa al seno. Per un’intera settimana nessuno la vide più.
Otto giorni dopo però era di nuovo seduta nel solito angolo della via. Silenziosa ed immobile come sempre.
– “Di che cosa avrà vissuto in tutto questo tempo, in cui nessuno gli ha dato nulla”, chiese la giovane?
– “Della rosa” rispose il poeta.

5 commenti

  • ezio vinciguerra

    …arriveranno i crampi allo stomaco ed allora si busserà al Banco del Mutuo Soccorso. Per adesso paga papà o nonno: il primo ha il codice fiscale il secondo la pensione (anche viceversa …).
    Io speriamo che me la cavo, almeno con la coscienza.
    Ciao

  • Fabio Ceccarini

    Caro, l’indifferenza per quello che succede agli altri, a chi ci sta vicino, è diventata la nota distintiva di questo tempo che stiamo vivendo. Non riusciamo a capire che quello che succede riguarda tutti e che può capitare – e capita, e capiterà ancora, purtroppo – in tante altre parti d’Italia e del mondo. A noi non resta altro da fare che gridare, informare, suscitare, scuotere le coscienze addormentate di quelli che ci stanno più vicino. Sono sicuro che prima o poi, anche per gli eventi che vivremo a causa del nostro insensato modello di sviluppo, la solidarietà tornerà ad animare le nostre azioni. Oggi è amarezza, ma con le porte aperte alla speranza di vivere, domani, in un mondo migliore.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *