Le allettanti promesse

di Giulio “Mogol” Rapetti (1973) – musica di Lucio Battisti

– “Perché tu non vieni insieme a noi? In paese fra la gente insieme a noi? In quella cascina così solo cosa fai? La domenica la messa finalmente sentirai?“
– “No!  Non mi va preferisco restare qui ho la vacca ed il maiale non li posso abbandonar così. Pompar l’acqua del canale, poco fieno nel fienile, troppo da fare… Prepararmi da mangiare, un’occhiata sempre all’orto e quando è sera, stanco morto, mi diverto solamente a dormire”.
– “Sì ma non è vita questa qua! Se ti compri il vestito della festa, chissà, potresti anche far girar la testa e se poi non ci riesci appena fuori dal paese c’è la giostra”.
– “No! Non mi va preferisco restare qua, io in paese ci ho vissuto già qualche mese. Se di notte fai un passo con la lingua che è un coltello ti tagliano gli abiti addosso e se parli a una ragazza che è già stata fidanzata loro ti mettono due timbri: ruffiano e prostituta! E se qualcuno non difende i suoi interessi con le unghie e con i denti è degradato ad ultimo dei fessi per non dire degli impotenti”.
– “Avrai anche un dancing per ballare e poi un biliardo per giocare, avrai un’osteria dove tu puoi bere e poi il televisore da guardare, potrai anche peccare se lo vuoi!”
– “No! Non mi va molto meglio restare qua, no non voglio entrare in mezzo all’invidia e la perfidia
non voglio stare; a duellar fra gelosie, sporche dicerie e bigottume delle dolci e care figlie di Maria, e la politica del curato contro quella della giunta tutti lì a vedere chi la spunta; e sorrisi e compromessi e fognature dentro i fossi. No, no, io non ci sto. No, no. io non ci sto!
Io non posso parlare solo di calcio e di donne, di membri lunghi tre spanne, non posso parlare. Di tutte le corna del droghiere e dell’ulcera duodenale, del padre del salumiere non posso parlare…
-“ Potrai avere un giorno anche dei figli!”
– “Per farli diventar così preferisco alleva vitelli e conigli!”

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