Amianto nei paesi in via di sviluppo

Girovagando in rete ho trovato un articolo interessantissimo dal titolo “L’amianto nei paesi di sviluppo” di Franco Carnevale pubblicato da Salute Internazionale.
Il 28 aprile è la giornata mondiale dedicata alle Vittime dell’Amianto…
(Pancrazio Ezio Vinciguerra)


L’amianto nei paesi in via di sviluppo

La pandemia di tumori da amianto
Tutte le varietà di amianto causano l’asbestosi, una progressiva e grave fibrosi polmonare; tutte le varietà di amianto causano inoltre il mesotelioma maligno, tumori del polmone e della laringe, e, secondo alcuni dati, tumori dell’ovaio, gastrointestinali e di altre sedi. La comunità scientifica è ampiamente concorde sul fatto che non è possibile individuare un livello sicuro per l’esposizione ad amianto e quindi che non è individuabile una soglia al di sotto della quale si annulla il rischio di mesotelioma. Secondo dati divulgati dall’Organizzazione Mondiale di Sanità (OMS) nel pianeta ci sono oggi 125 milioni di lavoratori esposti ad amianto e molti milioni di lavoratori sono stati esposti negli anni passati.
Alla luce di un passato tragico e di un futuro ancora drammatico, con la stima di ulteriori 500 mila vittime dell’amianto in Europa entro i prossimi 15 anni, ci si aspetterebbe che la produzione di questa fibra minerale fosse in crescente dismissione.
E’ stato calcolato che in base agli attuali livelli di esposizione si verificheranno 5 morti per tumore polmonare e 2 per asbestosi per ogni 1.000 lavoratori esposti. La stima di decessi (ogni anno del prossimo decennio) tra i lavoratori esposti ad amianto è di 43.000 per mesotelioma e di gran lunga maggiore è quella per tumore polmonare. Se la pandemia non viene arrestata, considerando il livello di rischio oggi appannaggio degli attuali lavoratori, potrebbe estendersi ed interessare entro i prossimi 20 anni almeno 10 milioni di persone[2].

Produzione ed impiego di amianto
Negli anni immediatamente successivi al 1977 – anno che ha fatto registrare il picco mondiale di produzione superiore a 4.500.000 tonnellate di amianto – la produzione di amianto si è dimezzata ed il suo consumo si è spostato man mano dai paesi industrializzati ai paesi in via di sviluppo. Ciò a causa delle campagne contro l’uso di amianto, conosciuto da tempo come materiale dannoso per la salute, dell’espansione delle malattie e delle morti registrate nei paesi industrializzati e delle richieste di risarcimenti che ha portato alla bancarotta la maggioranza delle compagnie che lo commercializzavano e lo lavoravano. L’estrazione e la lavorazione dell’amianto nel mondo sono oggi in crescita, grazie soprattutto all’offerta di alcuni paesi ed alla domanda di paesi in forte sviluppo; negli ultimi anni risulta maggiore di 2 milioni di tonnellate.
La Russia è il primo produttore seguito da Cina, Kazakhstan, Brasile, Canada, Zimbabwe e Colombia. Ogni varietà di amianto è oggi bandita in 52 paesi, in maggioranza in quelli di vecchia industrializzazione, cioè in meno di un terzo di tutti quelli che sono membri dell’OMS. Un numero maggiore di paesi aderenti all’OMS ancora impiega, importa ed esporta amianto e prodotti che contengono. Si deve constatare che la maggioranza della popolazione mondiale, nei paesi asiatici, dell’Europa orientale, dell’America Latina e dell’Africa, viva ancora in paesi dove si continua ad usare amianto con scarse misure di protezione.
La Cina è in assoluto il paese maggiore consumatore di amianto, seguito da Russia, India, Kazakhstan, Brasile, Indonesia, Tailandia, Vietnam, and Ucraina[3]. Il Crisotilo rappresenta circa il 100% di tutto l’amianto prodotto ed utilizzato oggi a livello mondiale ed il 95% di tutto l’amianto usato a partire dal 1900. La maggioranza delle Agenzie internazionali e nazionali concordano nel giudicare il crisotilo responsabile per l’insorgenza di vari tumori compreso il mesotelioma[4]. E’ soltanto l’industria interessata alla sua commercializzazione e per essa il canadese The Chrysotile Institute che sostiene che il crisotilo, in purezza, lavorato in “maniera controllata”, a differenza delle altre varietà di amianto, gli anfiboli (crocidolite ed amosite), dovrebbe risultare innocuo. A niente è valsa in Canada una grande mobilitazione interna: The Canadian Cancer Society, la Canadian Medical Association e la Canadian Public Health Association si sono opposte fortemente alla sfruttamento delle cave di amianto ed alla sua esportazione nei paesi in via di sviluppo.

Le Agenzie Internazionali sull’amianto
Le organizzazioni internazionali hanno condannato, certo non precocemente, la prosecuzione dell’uso del crisotilo. Nel 2006 l’OMS ha posto l’obiettivo dell’eliminazione delle malattie correlate con l’amianto. L’Ufficio Internazionale del Lavoro sempre nel 2006 si è mostrato allarmato per il manifestarsi della epidemia di malattie correlate con l’amianto e solo nel 2010 è stata approvata la risoluzione per promuovere un bando globale dell’amianto. L’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) ha accolto la conclusione che l’“uso controllato” dell’amianto non risulta realizzabile, specie nei paesi in via di sviluppo. La Convenzione di Rotterdam, un accordo che ha come fine la regolamentazione a livello mondiale delle sostanze pericolose assicurando ai paesi acquirenti le più complete informazione sui loro effetti, non riesce ancora ad inserire nella lista il crisotilo per la forte opposizioni di pochi paesi produttori e consumatori[5].

La necessità di un bando universale dell’amianto
La tragedia della pandemia da amianto risulta, se possibile ancora più tremenda per il fatto che essa potrebbe essere arrestata ed essere quindi prevenibile. Bisogna considerare che esistono validi sostituti per l’amianto adottati con successo in molti paesi. Il cemento-amianto, in passato è risultato effettivamente strategico per il miglioramento delle condizioni igieniche di molti paesi per la costruzioni degli impianti idrici e fognari, ma esso risulta completamente e con soddisfazione sostituto con altri prodotti di costo non più elevato di quelli contenenti amianto. Lo stesso discorso vale tutto sommato per i prodotti contenenti amianto tradizionalmente utilizzati per coperture e per l’edilizia abitativa[6 e 7].
Bisogna prendere atto del fatto che ad oggi viene palesemente contraddetta una verità sostenuta da tutti gli organismi scientifici nazionali ed internazionali: la maniera più efficiente, quasi sicuramente l’unica, per eliminare le malattie correlate con l’amianto è quella di dismettere l’impiego dell’amianto.
Franco Carnevale da Salute Internazionale

Bibliografia

  1. “Dangers in the Dust,” inchiesta condotta dalla BBC’s International News Services e dallo International Consortium of Investigative Journalists, consorzio di 100 giornalisti di 50 paesi che conduce un intenso programma di investigazioni transnazionali di lungo termine. The Center for Public Integrity. [accesso 22 Febbraio 2011].
  2. Marsili Daniela. Salute e sviluppo: il caso dell’amianto nei Paesi in via di sviluppo, Rapporti ISTISAN, 07/20. Istituto Superiore di Sanità, Roma 2007. [PDF: 285 Kb] [accesso 22 Febbraio 2011].
  3. Chrysotile Institute 2008. The crusade against chrysotile must end [Editorial]. Newsletter 7(2):2. [PDF: 470 Kb][accesso 22 Febbraio 2011].
  4. International Labour Organization 2006. ILO Adopts New Measures on Occupational Safety and Health, the Employment Relationship, Asbestos.[accesso 22 Febbraio 2011].
  5. WHO (World Health Organization). Elimination of Asbestos-Related Diseases. Geneva: WHO, 2006. [accesso 22 Febbraio 2011].
  6. LaDou J, Castleman B, Frank A, Gochfeld M, Greenberg M, Huff J, et al.. The Case for a Global Ban on Asbestos. Environ Health Perspect. 2010; 118: 897-901. [accesso 22 Febbraio 2011].
  7. International Ban Asbestos Secretariat 2010. Current Asbestos Bans and Restrictions. [accesso 22 Febbraio 2011].
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7 risposte a Amianto nei paesi in via di sviluppo

  1. Enzo Arena dice:

    Caro Vinciguerra, non la conoscevo sotto queste vesti. L’ho sempre stimata e sono contento di conoscerla. Ancora complimenti per quanto Lei fa.

  2. Luca Tiezzi dice:

    “GRAZIE MILLE CON TUTTO IL MIO CUORE,CARISSIMO AMICO MIO!E’ UN DONO BELLISSIMO QUELLO CHE MI HAI FATTO!VERAMENTE SONO COMMOSSO,NON HO PAROLE!SEI VERAMENTE UN ANGELO!GRAZIE CARISSIMO AMICO MIO!”

  3. Pietro Serarcangeli dice:

    Grazie Ezio. Fortunatamente persone come te esistono ancora! Lottiamo insieme per un futuro migliore da lasciare a chi ci sarà dopo di noi. Anche nel nostro “piccolo”, una goccia nell’oceano, potremo sempre dire di averci provato! Ciao Ezio, un caro abbraccio anche a te.

  4. ezio vinciguerra dice:

    Ciao Pietro sono certo che molti colleghi e amici ci ascoltino da lassù. Quaggiù in terra invece non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire.

  5. Joseph Gorgone dice:

    Sono d’accordo caro Ezio, qui tutti fanno orecchio da mercante per qualsiasi cosa. Ma bisogna sempre continuare a lottare e tu lo sai meglio di me; qualche giorno dovranno pur fermarsi ed ascoltare. Ciao caro amico!!

  6. Francesco Montanariello dice:

    Certamente che hai ragione Ezio. Io mi sono rassegnato tanti anni fa e giurai di servire la mia Patria, la mia Bandiera, il mio Popolo e non oltre. Ciao Ezio.-

  7. Joseph Gorgone dice:

    Caspita se hai ragione, Ezio!!!! Anche io condivido e tu lo sai; mia madre la buon anima mi diceva sempre” Io pila supra a lingua no ne ho

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