Era Napoli, la mia città (4 dicembre 1942)

di Mario De Luca (*)

“Caro Ezio,
sono molto commosso. La mia storia e molto lunga e complicata, penso che non c’è abbastanza spazio per raccontarla nei dettagli. Qualcuno potrebbe ricordare, sentirsi male, ed io non voglio.
Posso però riassumerti a grandi linee quello che accadde quel giorno per noi indimenticabile…purtroppo!…
Si fu una brutta esperienza da quel lontano 10 giugno 1940, io avevo solo 12 anni.
Come ogni giorno, ormai da troppo tempo, verso le ore 16.00 e per sei o sette ore, andavamo giù al ricovero. Il ricovero era un posto squallido, puzzolente,  dove già da tempo si rifugiavano i più poveri della città anche quando non c’era la guerra.
Io abitavo al primo piano del palazzo con la mia famiglia.
La RAF, sorvolava tutta Napoli per cercare bersagli da bombardare e le incursioni aeree continuarono per circa due anni. Anche gli americani, due anni più tardi, incominciarono con le loro incursioni aeree a bombardare quello che era rimasto della mia città.
Mi ricordo quel giorno per ché mi trovavo al porto e  l’incrociatore Nunzio ATTENDOLO fu affondato proprio li, ed io vidi tutto.
Loro, gli americani, si stabilirono nella mia città fino alla fine della guerra,mentre i “germanesi” cercavano di bombardare il porto pieno di navi alleate. E’ una lunga storia. La città era in rovine ed io abitavo fuori al porto al centro dell’azione.”
Oggi non abito più lì …vivo in Florida.

P.s. QUEL GIORNO 4 DICEMBRE 1942 ERA LA FESTA DI “SANTA BARBARA”. Mario

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5 risposte a Era Napoli, la mia città (4 dicembre 1942)

  1. ezio dice:

    da facebook

    Grazie Ezio hai sempre delle belle storie da raccontare.
    Grazie di vero cuore di esserci anche se non ci vediamo più come prima.

    Maurizio Flamini
    (29 novembre alle ore 12.18)

  2. ezio dice:

    da facebook

    Io dico che Mario non l’ha mai dimenticata la sua citta’. Quindi non ”era” ma ”è” la sua città, perchè sono passati tantissimi anni, ma lui la vede ancora…

    Francesco Capocefalo

  3. ezio dice:

    da facebook

    …belle parole!
    Comunque io penso che il passato fa parte della ns vita e può servire anche da tramite x rinsaldare vecchie amicizie perse nel tempo involontariamente e che a volte ci riempie il cuore di gioia di ritrovare. Certamente un passato fine a se stesso non serve, ma rivolto al futuro certo che si!

    Mario Mingo

  4. RAIMONDO BARRERA dice:

    Posso solo immaginare cosa puo’ aver provato Mario per tutto quel periodo…gli anni piu’ belli della sua giovinezza trascorsi tra bombe e macerie….E giusto che ci sia ancora qualcuno come Mario che ci faccia ricordare gli orrori della guerra e fare imodo che non si ripeta mai piu’.

  5. Vorrei ingraziare Mario che ha raccontato questa storia di vita vissuta, ma anche Ezio che raccoglie queste storie e ce le fa conoscere. Grazie ad Ezio, questo gruppo ha acquisito un importanza, per noi marinai, che sicuramente non avrei mai potuto immaginare. Di questo e di quello che ancora farà, non finirò mai di ringraziarlo abbastanza.
    Domani, che è la nostra festa e la festa di Santa Barbara, ti prego Ezio, fammi e fai un bel regalo a tutti gli appartenenti a questo gruppo.
    Io sono stato sicuramente un bravo Stgf, ma non sempre riesco a esprimere i miei sentimenti.

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