“Viva Santa Barbara!”

di Marino Miccoli


Sono da poco passate le ore otto della mattina del 4 dicembre e il trombettiere ha appena chiamato l’adunata nel piazzale della batteria Santa Maria di La Spezia. L’anno 1956 volge al termine e in una fredda mattinata d’inverno ci troviamo in una batteria di difesa costiera situata a breve distanza sia da Varignano, dove c’è la base dei Sommozzatori incursori, sia da Portovenere, suggestiva località turistica.
I Marinai si inquadrano, lesti, con le divise in ordine, “barba fatta e scarpe lucide”; il trombettiere suona l’attenti per l’alza bandiera.
Poi, dopo la colazione, i capi-reparto tengono rapporto: è il momento della “resa dei conti. Ma chi è “a rapporto” per aver commesso qualche infrazione o qualche marachella sa che in questa bella mattinata di festa assai difficilmente egli sarà punito, poiché la tradizione vuole che il giorno di Santa Barbara i capi-reparto debbano amministrare con clemenza la giustizia; è in uso, infatti, che per quel giorno e soltanto per quello, di non infliggere “castighi” ai Marinai; i capi-reparto non andranno pertanto dal Comandante in seconda (il quale funziona da Giudice d’appello) per comunicargli i nomi dei puniti e le proposte di pena da infliggere alla sua approvazione.
Per il 4 dicembre non sono previste esercitazioni, né manutenzioni o lavori vari, perché è una giornata di festa. Alle nove si va tutti ad ascoltare la S. Messa celebrata dal Cappellano militare, lì nel bel mezzo del piazzale.
Subito dopo giunge il momento del divertimento; si svolgeranno dei giochi a cui partecipano numerosi i Marinai: “corsa coi sacchi; corsa con la patata sul cucchiaio tenuto in bocca; tiro alla fune”.
Si gioca, si ride e ci si diverte tutti assieme fino a che non arriva mezzogiorno, quando finalmente “batte il gamellino” ovvero il segnale di recarsi a mensa.
Il pranzo di S. Barbara è un pranzo speciale: infatti, sotto l’occhio attento del capo-gamella, per quel giorno il cuoco ha preparato: lasagna al forno, bistecche ai ferri, patatine fritte ed insalata e alla fine c’è pure un dolce per ciascuno!
Alle 14.30 la tromba suona “l’assemblea a centro” per la riunione generale durante la quale non segue la “lettura castighi” né le destinazioni dei Marinai ai vari lavori e mansioni pomeridiane. I capi-reparto dopo aver passato in rivista i loro sottoposti, li lasciano liberi dal servizio… al grido di “VIVA SANTA BARBARA!” molti berretti, molte “pizze” volano nel cielo perché è giunto il tanto atteso momento di uscire in franchigia!

N.d.A.
Ezio carissimo,
per Santa Barbara t’invio un commovente ricordo di quanto mi hanno narrato i miei genitori di quello che avveniva (anni ’50) in quella giornata di festa alla batteria Santa Maria vicino Varignano.
Nella foto in b/n mio padre è il Maresciallo al centro della foto, alla sinistra del Comandante che gli ha messo il braccio destro sulle spalle.
Ti saluto e abbraccio forte.
Ciao Marino.

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3 risposte a “Viva Santa Barbara!”

  1. Roberto Cannia dice:

    Ciao Marino!, devo dire che questo racconto di quella lontana giornata del 4 dicembre 1956, mi ha veramente commosso. Mi hai fatto ritornare indietro nel tempo, quando anch’io festeggiavo a bordo la giornata in onore della nostra santa, quanti bellissimi ricordi che purtroppo resteranno tali. Darei chissà cosa per poter ritornare indietro e rivivere quei bellissimi momenti. Bellissimo è il fatto che ti ricordi molto bene di questo racconto di quella particolare giornata, vissuta da tuo padre. Il giorno 3 dicembre a casa mia si festeggia il compleanno di mio figlio, il giorno dopo il mio pensiero sarà per tutti i marinai che stanno festeggiando a bordo o nelle caserme e per coloro che oramai lo festeggiano in cielo. Un forte abbraccio e viva santa Barbara!

  2. Marino Miccoli dice:

    Roberto grazie per il tuo apprezzamento e mi fa piacere la tua presenza su questo blog che è un punto di ritrovo, anzi “IL” punto di ritrovo per scambiare quattro righe sulla nostra comune passione: il mare e la Marina.
    In merito alla festa di S. Barbara ti dico che era una ricorrenza che mio padre (benchè non fosse un cattolico praticante, anzi…) sentiva particolarmente; era un giorno di ricordo e di commozione per lui e quanto ho narrato nel mio breve scritto rappresenta soltanto uno di quei giorni che lui ha vissuto in quella sua vita trascorsa sul mare, nella Regia Marina prima e nella Marina Militare poi.
    Ti saluto cordialmente stringendoti la mano.
    Viva Santa Barbara!

  3. augusto redesco dice:

    buongiorno i miei ricordi della santa Barbara quando ero imbarcato sulla nave Todaro una super corvetta tra il 1971/1972
    o vinto un porta fiammiferi svedesi con incastonata una medaglia d’oro cinque più uno di licenza premio per andare in Calabria dai miei genitori vecchi ricordi di Gioventù, se ce qualcuno che si ricorda di me io sono su Facebook puo
    chiedermi l’amicizia

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