La Gondola

Non è un’invenzione tipicamente veneziana come disegno, questo ha origini remote, e in Grecia antica per la sua aggraziata forma concava veniva chiamata “Kondis” cioè conchiglia, presa dal vecchio persiano “Kondy, quindi in greco classico in “Kondura”, infine in latino Menagio la chiama “Gondus”, e Ovidio ce la propone in ” Cunula”, da cuna, culla, e l’insieme di Menagio-Ovidio fa nascere la ” Gondula”, italianizzato in “Gondola”.
Lo era nella forma, ma i veneziani le diedero la singolarità strutturale, che è costituita dalla dissimmetria dello scafo rispetto al piano longitudinale-verticale; questo ha lo scopo e permette di favorire la stabilità di rotta quando la gondola è condotta dal solo vogatore che con un unico remo, provvede sia alla propulsione che alla direzione. A cosa si deve questa originale invenzione non è dato da sapere, si dice che non potendosi permettere un compagno rematore, che un certo maestro d’ascia, si costruì la sua barca su misura e senza bisogno di altri rematori, compensando la mancanza di un’altro rematore a destra con la dissimmetria a sinistra e con il famoso “ferro” a pettine sistemato a prora che bilancia il peso. Le prenotazioni arrivarono a valanga da chi non aveva personale, e gli altri maestri d’ascia si dovettero adeguare.
C’era chi ne aveva bisogno per lavorare con i trasporti del suo artigianato, chi la ordinò per diporto, chi per passeggiare, e chi per ostentare l’ultimo modello. Ma non ci si accontentò dell’ultimo modello, lo si volle personalizzato, decorato, fuori serie, colorato, dorato da mille fregi alla bizantina che erano le guarniture di drappi e stoffe sfarzose; i rostri poi erano costosi quanto la barca intera; finché diventarono sempre più suntuose, grandi, più lunghe, più larghe, insomma un’anarchia di fogge, di materiali, di decorazioni, di colori. Insomma la gondola era lo “status simbol”. Anche chi non aveva soldi in tasca girava per i canali con “la Ferrari del tempo”, facendo credere con l’esteriorità quello che non era. Delinquenti che giravano col rostro della Vergine di giorno e di notte erano dei ladri, oppure rostri di teste di leoni che ospitavano dentro le tendine figure anacronistiche con l’emblema. Tutto da ridere e anche da piangere.
Nel 1562 tali ostentazioni non erano più di moda, anzi le si condannava visto i venti di crisi che stavano arrivando, dopo la scoperta dell’America: Il Senato volle quindi porre freno a questa dilagante manie di grandezza e di lussi, e poi anche per regolamentare la materia. Il fatto che uno aveva soldi non doveva aver il diritto di farsi una barca più grande e ostacolare i canali di transito agli altri, si volle  una regolamentazione “paritaria” nelle misure e anche nella sobrietà. Quindi si votò che tutte le gondole dovevano essere rigorosamente “nere”, senza nessun altro fregio se non un semplice simbolo, e che la misura standard era per tutti ricchi e poveri 11 metri lunga, 1,75 larga, 7 quintali di peso. E diventò legge!

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