Luigi Valotti

di Marino Miccoli


…ricordo di un giovane coraggioso.

Sul finire dell’estate del 1941, nella seconda metà di settembre, l’Ammiraglio Sommerville era stato incaricato di scortare da Gibilterra a Malta nove navi mercantili cariche di rifornimenti (in codice: operazione Halberd) destinate ad alimentare l’offensiva inglese denominata “Crusader” che dall’ Egitto avrebbe investito le forze dell’Asse.
All’inizio della traversata (24 settembre) l’abile comandante inglese aveva fatto navigare le diverse unità frazionandole in più gruppi, così da non dare nell’occhio alle difese italiane; in un secondo tempo al largo del Mar di Sardegna, le aveva riunite tutte a Sud dell’isola sarda, iniziando così l’ultima fase di quella missione. Ma la manovra fu scoperta dai ricognitori italiani e la nostra squadra navale fu avvisata. Presto essa uscì in mare, al comando dall’ammiraglio Jachino, con il compito di attaccare il nemico nelle prime ore del pomeriggio del 27 settembre, subito dopo il previsto intervento della Regia Aviazione.
In base alle ultime ricognizioni, si era ritenuto che la squadra britannica fosse costituita da una nave da battaglia, una portaerei, alcuni incrociatori e caccia di scorta. Nel frattempo però gli Inglesi avevano concentrato attorno al convoglio altre tre navi da battaglia, una portaerei, cinque incrociatori e ben diciotto cacciatorpediniere. Fu contro questo formidabile schieramento navale che le squadriglie di aerosiluranti italiani si gettarono, nel disperato tentativo di ridurre le forze avversarie prima che queste venissero a contatto con la nostra flotta. Infatti, la squadra navale italiana era composta soltanto da due navi da battaglia, quattro incrociatori e sedici caccia, quindi in notevole inferiorità in termini di numero e di potenza.
A causa delle cattive condizioni di visibilità non vennero inviati dalla Regia Aeronautica i bombardieri convenzionali e quelli in picchiata ma decollarono da Elmas (Cagliari) venticinque aerosiluranti e 20 caccia; questi aerei avvistarono la formazione nemica alle 13.04.
Sotto un tremendo fuoco di sbarramento scatenato da centinaia di pezzi di tutti i calibri, gli equipaggi dei velivoli della Regia Aviazione si lanciarono allo sbaraglio.
Durante il furioso attacco dei nostri aerosiluranti, l’SM 79 del maggiore pilota Arduino Buri riuscì, prima di essere abbattuto, a colpire con il suo siluro la prua della superba quanto temibile corazzata Nelson (orgoglio della flotta britannica) che imbarcò 3.500 tonnellate d’acqua e dovette ridurre la propria velocità a 15 nodi.
L’attacco degli aerosiluranti fu condotto con grande decisione, nonostante la dura reazione dei Fulmar imbarcati e delle armi contraeree delle navi britanniche. In questo attacco 7 aerosiluranti e un Cr 42 vennero abbattuti, gli inglesi persero tre aerei Fulmar.
I piloti italiani caduti furono molti, tra questi il sergente pilota LUIGI VALOTTI di 20 anni che, nel tentativo di distrarre il fuoco contraereo, dimostrando di possedere un coraggio senza eguali e un totale sprezzo del pericolo, eseguì un “numero” di acrobazie diversive con il suo caccia, sorvolando la squadra navale inglese fino a quando non s’inabissò.

Ricordo di un giovane coraggioso
(Marino Miccoli)

Vola il giovane pilota Luigi Valotti,
nel primo pomeriggio del 27 settembre 1941…
vola con il coraggio dei suoi vent’anni
incontro all’arrogante nemico britannico che con le sue navi
solca tracotante le onde del Mare Nostrum.

Con il suo CR42, un agile biplano da caccia,
il giovanissimo sergente pilota
come falco in picchiata, come rombante saetta
s’accosta alla flotta inglese che non tarda
ad aprire rabbiosamente il fuoco con le sue armi…

Il Bresciano valoroso picchia e poi s’impenna
tra gli sguardi degl’inglesi stupefatti…
Stupende ed ardite sono le mirabili evoluzioni
nel diversivo che l’intrepido sergente pilota esegue
tra scoppi di granate e sventagliate di mitraglia.

Vola Luigi Valotti,

vola tra schegge e spezzoni che lo vogliono ghermire…
ma Lui vola impavido e senza sparare un solo colpo,
vola nella gloria che rende imperituri i valorosi!
vola sopra quel mare che presto lo accoglierà,
silente testimone di tanto Italico valore!

…alla memoria di quel giovane eroe Sergente pilota Lugi Vallotti – 354^ squadriglia del XXIV Gruppo Caccia di base in Sardegna e di tutti i caduti di quel giorno.


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6 risposte a Luigi Valotti

  1. Stefano dice:

    Sono interessato ad approfondire questo articolo e al materiale originale.
    E’ possibile un contatto con il giornalista o chi ha traccia per il reperimento del materiale?
    Grazie
    3282645471

  2. ezio vinciguerra dice:

    Gentilissimo Sig. Braconi,
    ho inviato la sua mail all’autore dell’articolo Marino Miccoli noncé proprietario delle foto.
    Nell’augurio che la sua richiesta vada a buon fine colgo l’occasione per
    porgere a Lei e a Marini Miccoli.
    distinti saluti.
    Pancrazio “Ezio” Vinciguerra

  3. Stefano Braconi dice:

    Grazie mille Sig. Pancrazio della sua pronta risposta e della sua disponibilità
    Saluti
    Stefano Braconi

  4. Marino Miccoli dice:

    Stimato signor Stefano,

    per la prima volta appresi dell’eroismo senza eguali di Luigi Valotti leggendo il celebre libro di Antonino Trizzino NAVI E POLTRONE. Sebbene il nome del valente pilota non è citato all’interno del libro (può essere che allora fosse sconosciuto all’autore), ho avuto modo di leggere che questo giovane pilota dotato di un immenso coraggio (caratteristica che sovente caratterizza i giovani…) e una rara abilita aviatoria, eseguendo mirabili evoluzioni diversive con il suo caccia CR 42, attirò su di sé gran parte della reazione contraerea dell’imponente flotta britannica che, intercettata, era diretta verso l’Egitto. Poi il nostro giovane eroe s’inabisso con il suo caccia.

    Purtroppo di Valotti, in particolare, non ho fotografie da poterle dare, né altre notizie oltre a quelle che può trarre dal mio modesto scritto pubblicato su LA VOCE DEL MARINAIO.

    Però ho delle rare immagini di idrovolanti tratte dall’album del mio compianto padre (maresciallo della Regia Marina) che, se La interessano, potrei inviarle con piacere.

    Per quanto riguarda la poesia che ho voluto dedicargli, la può riportare senza alcun problema da parte mia perché ritengo sia doveroso ricordare simili gesta di eroismo.

    Contento di aver fatto la sua conoscenza, le stringo la mano, con amicizia.

    Marino Miccoli

  5. fabio dice:

    Lessi di questo episodio molti anni fa in un libro acquistato persso lo shop-point del Museo di Vigna di Valle, e poi non ne sentii più parlare fino ad oggi, dimenticandomene completamente.
    La ringrazio, Signor Miccoli, di aver riportato alla luce
    questa bella, seppur triste, storia dimenticata.
    Se avrò la fortuna di ritrovare quel libro sarò felice di condividerne il nome e l’autore.
    Saluti.

    Fabio

  6. carlo dice:

    la foto e di Stefano Ferulli asso italiano brindisino

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