Emilio Salgari

di Pancrazio Ezio Vinciguerra

Emilio Salgari quando morì non ancora cinquantenne aveva pubblicato più di ottanta romanzi. Nacque a Verona nel 1862 da una famiglia di modesti commercianti, nel 1878 si iscrisse al Regio Istituto Tecnico Nautico “T. Sarpi” di Venezia, ma senza ottenere la licenza. Come “uomo di mare” compì solo alcuni viaggi di addestramento a bordo di una nave scuola e successivamente un viaggio sul mercantile “Italia Una”, che per tre mesi navigò su e giù per l’Adriatico, ma Salgari non smise mai di credere nelle sue avventure e narrarle con maestria. Nel 1883 iniziò a collaborare con  “La Nuova Arena” sulle cui pagine apparve a puntate il suo primo romanzo “Tay-See”, stampato poi con il titolo “La rosa del Dong-Giang”; in ottobre uscirono le prime puntate de “La tigre della Malesia”. Iniziò così la sua fortunata e tormentata carriera di scrittore che annovera al suo attivo oltre i romanzi, un numero ancora imprecisato di racconti. Nel 1892 si sposò con Ida Peruzzi e più tardi la coppia si trasferì a Torino dove lavorò per l’editore Speirani, casa editrice per ragazzi. Nel 1898 Salgari conobbe a Genova Giuseppe “Pipein” Gamba che sarà il suo primo grande illustratore. Il successo non bastò a fargli superare la morte della moglie in manicomio. Salgari allora scrisse tre lettere d’addio, ai figli, agli editori, ai direttori dei giornali torinesi e si tolse la vita il 25 aprile 1911.

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