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Quella greca che tanti sognano

di Guglielmo Evangelista (*)

…ma non si tratta di una leggiadra fanciulla di qualche isola del Mare Egeo, bensì di quel fregio che compare sui galloni degli ammiragli, cioè di coloro che hanno raggiunto gli ambiti vertici della carriera nella Marina Militare.

Come sempre, per rendersi conto del perché è stata adottata sulle uniformi come distintivo di grado, bisogna scavare nel lontano passato.
Nel ‘700, quando anche gli abiti maschili, sia civili che militari, erano ricchi di pizzi e ornamenti, era comune  decorare  gli ampi colletti e i polsi rivoltati, come voleva la moda dell’epoca, con ricami di svariati tipi.


Nella metà di quel secolo compaiono sugli abiti degli aristocratici del Piemonte dei ricami a losanga, forse ispirati a quelli già molto in voga presso gli spagnoli della vicina Lombardia, e, in pochi anni, i ritratti di Vittorio Amedeo III (1726-1776) ci mostrano la loro rapida evoluzione in una forma standard già non troppo diversa da quella che conosciamo oggi ed il suo impiego esclusivo nelle  uniformi militari portate da coloro che rivestivano i gradi più elevati, a partire dal re.
Tutto qui.

La designazione comune di questo fregio, noto come “greca” viene spiegato dal vocabolario Treccani che recita:  Motivo ornamentale ininterrotto, composto di segmenti paralleli e perpendicolari fra loro, formanti angoli retti, ricamato direttamente o applicato su bande come guarnizione nell’abbigliamento femminili……. e più o meno variata, come distintivo di grado, in oro o in argento, portato sulle uniformi di tutti gli ufficiali generali e ammiragli.

E’ intuitivo pensare che il nome derivi dagli antichi vasi greci dove tale motivo compare con frequenza.
Va notato però che nel linguaggio burocratico e militare si trova sempre utilizzato un altro termine, più generico, quello di ricamo.
Infatti nei Regolamenti relativi alle uniformi degli ufficiali della Marina Sarda, fin dal 1822, la descrizione della grande uniforme degli ammiragli comprende, tra l’altro, un “ricamo del grado corrispondente nell’armata di terra con un’ancora con corona a ciaschedun angolo inferiore del colletto”.
E’ presumibile che il ricamo si trovasse anche ai paramani dato che a proposito della piccola uniforme si cita il ricamo al colletto e ai paramani.

Ancora nel Regolamento del 1870 sono citati i ricami in oro distintivi del proprio grado.
Possiamo anche aggiungere che al di fuori dello Stato Maggiore Generale della Marina e delle armi di fanteria, artiglieria e genio dell’Esercito a quei tempi la greca non esisteva per il semplice motivo che per le carriere  degli altri ufficiali era previsto, e neppure per tutti, un grado massimo equivalente a colonnello.
Soltanto nel 1861, quando fu introdotto per il Genio Navale il grado di Ispettore delle costruzioni navali, parificato a maggior generale, l’uniforme corrispondente portava la greca, ma con un’ampia sottopannatura di velluto cremisi che ricopriva l’intero colletto e l’intera fascia paramani.
Doveva trascorrere ancora una ventina d’anni per vedere i gradi corrispondenti di maggior generale medico, maggior generale Commissario e Capitano Ispettore di porto.
In pratica la greca non ha ma avuto nel tempo nessuna sostanziale modificazione del disegno, se non qualche accorgimento per adattarla al variare della forma delle uniformi adottate. In una sola cosa, rispetto al più lontano passato, c’è una profonda differenza: oggi il ricamo porta in posizione mediana una riga orizzontale che non cambia qualunque sia il grado dell’ufficiale che la porta. Invece fino alla fine degli anni ‘70 dell’800  i tre gradi previsti per gli ammiragli (Contrammiraglio, Vice-ammiraglio e Ammiraglio) non venivano distinti da strisce, occhielli o stelle, ma proprio da questo fregio centrale del ricamo che quindi poteva consistere in una, due o tre righe.
Abbiamo già ricordato che  l’origine della greca è spagnola, ed essa compare anche sulle uniformi di generali e ammiragli napoletani che peraltro, a differenza del Piemonte,  la imitavano quasi pedissequamente stanti gli strettissimi rapporti che a lungo intercorsero fra i Borboni del Regno di Napoli e quelli della Spagna.

Così come in Italia il ricamo piemontese è rimasto fino ad oggi il distintivo degli ufficiali generali, anche in Spagna  è successa la stessa cosa.
In Francia invece – con notevole semplicità – si portano come distintivo solo alcune stelle, ma è il caso di osservare che l’antico ricamo equivalente alla greca, consistente in un  complicato intreccio di rami e di foglie, che anche qui distingueva gli alti gradi, è “migrato” sul berretto.

In conclusione possiamo notare che, mentre nella totalità dei paesi esteri  il distintivo di degli ammiragli è costituito, a parte stemmi o simboli propri di ciascuna nazione, da una riga molto larga, soltanto noi e i nostri vicini mediterranei manteniamo quello tradizionale e, dato che ogni regola ha la sua eccezione, una losanga abbastanza simile alla nostra distingue gli ammiragli polacchi

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