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28 aprile 2019 “Giornata Mondiale dedicata alle Vittime dell’amianto”, chissà perché mi sento strano

di Pietro Serarcangeli

Non so perché ma, quando si avvicina la data del 28 aprile, notoriamente “Giornata Mondiale Dedicata alle Vittime dell’Amianto“, mi sento strano.
Come se di punto in bianco cadessi in depressione (sintomo che, fortunatamente, non ho conosciuto se non per sentito dire).
Mi rattristo e inizio a pensare ai colleghi, amici di tante avventure, con i quali ho solcato mari in tutte le latitudini e che, purtroppo, non ci sono più.
Rivedo i volti, risento le battute e ricordo i nomi.
Non vorrei ricordare ma non posso farne a meno. Vite spezzate da un nemico comune,ben visibile sulle navi grigie eppure così invisibile nei suoi effetti disastrosi che, giorno dopo giorno, ci portava via il bene più prezioso: la salute, la vita!

Quasi come ci fossimo messi in fila, quasi fossimo andati a mensa: prima lui, poi l’altro …a me toccherà tra un po’ …quando?
In questa immaginaria fila, nessuno lo sa ma toccherà anche a me, lo so, lo sento e allora ci ritroveremo la dove, si dice, finalmente avremo pace.
Quella pace che qui, sulla terra, gli uomini non vogliono avere, che ci è stata negata nella sofferenza e nel dolore. Chi ci sarà dopo di noi deve sapere di noi ma non per meriti o distinzioni particolari ma per ciò che abbiamo dovuto subire, nostro malgrado, inconsapevolmente. E deve sapere che noi abbiamo perdonato, nonostante tutto, pur nel dolore siamo stati capaci di perdonare!
Dedico questo scritto agli amici, ai sofferenti, agli ammalati. Qualcuno mi prenderà per squilibrato e lo posso capire. Ma quando si è vissuto ciò che io, che noi abbiamo vissuto: nulla più può offenderci. Ne ora ne mai…

Per saperne di più
https://www.lavocedelmarinaio.com/2011/04/1%C2%B0-convegno-di-a-f-e-a-sull%E2%80%99amianto/
https://www.lavocedelmarinaio.com/2011/04/amianto-nei-paesi-in-via-di-sviluppo/
https://www.lavocedelmarinaio.com/2011/02/spq5/

Casentini Emanuele
di Idamo Rossi

https://www.facebook.com/idamo.rossi?fref=nf

…riceviamo e con tristezza infinita pubblichiamo, a distanza di tempo dalla sua dipartita, per non dimenticare mai.

Marinai, ovvero Figli di un Dio Minore

Ieri è morto un mio collega, un bravo marinaio, ci eravamo navigati sui supply vessel ed era un bravo elettricista. Aveva avuto un intervento e nei vari controlli ai polmoni era risultato pieno di amianto.
Insieme avevamo cominciato la causa per il riconoscimento dell’indennità per l’amianto. Il mese scorso avevo testimoniato in tribunale per lui, il 14 giugno lui avrebbe testimoniato per me; ma non potrà più farlo.
Il peggio é toccato a lui che non é affogato per un naufragio, ma è affogato in casa dopo mezz’ora di agonia perché i suoi polmoni ricoperti di amianto non potevano fare lo scambio tra aria e sangue.
Mi auguro che la causa possa proseguire e che alla vedova siano riconosciuti i diritti del marito.
Grazie alla gente di mare la mattina possiamo prendere un caffè, mettere in moto la macchina, accendere la luce, infatti tutto quello che usiamo é passato da una stiva o da una cisterna di una nave; eppure la categoria di questi lavoratori del mare ancora aspetta diritti che di legge competono agli altri lavoratori.
Un ennesimo scippo di diritti a gente onesta e alle loro famiglie (per navigare bisogna avere la fedina penale immacolata, subiamo ogni due anni una visita e siamo sottoposti a test di alcool e droga).

Addio caro amico, collega di lavoro, di nottate passate a lavorare in sala macchine tra rumori assordanti e temperature infernali. Spero che almeno Lui faccia la giustizia che non hai avuto su questa terra.
Casentini Emanuale 1932 – 2011 affogato nell’amianto delle navi. Alla famiglia non è stata riconosciuta la morte per amianto…
Idamo Rossi, CDM in pensione.

Giovedì, 28 aprile, si celebra la Giornata mondiale delle vittime dell’amianto.
In Italia si stimano in 1.300.000 gli esposti all’amianto con più di 4.000 morti ogni anno e migliaia di malati: una vera ecatombe che, a detta degli esperti, avrà il suo picco massimo attorno al 2015 – 2020.
Ogni 5 minuti, una persona nel mondo muore a causa dell’amianto, per un totale di circa 100.000 decessi anno. La catastrofe sanitaria e ambientale che l’utilizzo di questo minerale ha prodotto e ancora produce è un bollettino di guerra. Ancora oggi l’amianto, il killer silenzioso, rappresenta una vera emergenza, umana, ambientale e sanitaria.
L’amianto è stato utilizzato nei luoghi di lavoro, nelle scuole, negli edifici pubblici, sui tetti e nei capannoni industriali, nelle nostre case ed in circa tremila prodotti di uso corrente, con effetti devastanti sulla popolazione e sui cittadini, 32 milioni di tonnellate di amianto sono ancora presenti sul territorio italiano. Non esiste nessuna soglia o limite di tolleranza all’amianto, perché anche poche fibre possono produrre il mesotelioma (il tipico tumore derivante dall’amianto). La nostra battaglia, che persegue l’obiettivo del rischio zero per chi viene a contatto con l’amianto e più in generale con tutte le sostanze cancerogene, è una battaglia per l’attuazione piena della Costituzione della Repubblica Italiana che all’art. 32 dice:
“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”. Migliaia di vittime aspettano giustizia e ancora oggi non è completamente operativo il Fondo Vittime dell’Amianto che avrebbe dovuto risarcire tutti coloro che hanno contratto patologie asbesto correlate mentre esclude gran parte della popolazione esposta e ammalata. Continua intanto la mobilitazione di Contramianto e altri rischi Onlus che con le altre associazioni degli esposti e vittime dell’amianto ha inviato un appello al presidente del Consiglio chiedendo per il 28 aprile un incontro nel quale rappresentare le gravi problematiche legate all’amianto in termini di danni alla salute e all’ambiente.
Luciano Carleo, presidente dell’associazione Contramianto e altri rischi onlus, racconta dell’ennesimo caso amianto:
“Ancora un mesotelioma in Marina Militare, il tumore causato dall’amianto, ha colpito un marinaio di 50 anni, un ennesimo caso registrato da Contramianto e altri rischi Onlus.
La diagnosi non lascia dubbi: mesotelioma bifasico. La storia lavorativa è quella identica a tanti altri marinai, 16 anni a bordo di navi militari per poi scoprire di essere ammalato d’amianto.
Una carriera iniziata a fine anni “70 e trascorsa su navi coibentate con la terribile fibra killer, Nave Vittorio Veneto, Espero, Duran De La Pen, Garibaldi, giusto per citarne alcune ma la lista è lunga e riguarda tutto il naviglio. Navi militari dalle quali sono state rimossi grandi quantitativi del pericoloso cancerogeno. Tra il 1995 e il 2000 sono state 700 le tonnellate di amianto bonificato da navi e sommergibili della flotta italiana, ma ancora nel 2009 le mappature amianto indicavano la presenza del minerale cancerogeno sulla gran parte del naviglio, segno che le esposizioni sono continuate anche nell’ultimo decennio. Come si legge negli atti parlamentari sono oltre 30.000 i militari e il personale dello Stato di Arsenali e Stabilimenti di Munizionamento esposti all’amianto.
Alla Spezia a fine 1999 la flotta navale era costituita da 136 unità con 3000 militari imbarcati in un Arsenale che tra lavoratori diretti della Difesa ed appalto impiegava quasi 4000 operai e tecnici. 120 le tonnellate di amianto rimosso dal naviglio militare sino alla fine del 2000, solo per citare alcuni esempi le bonifiche hanno interessato navi di base alla Spezia, Nave Audace, 24 tonnellate, Nave Alpino, Nave Grecale, MOC 1204, 11 tonnellate da ognuna.
La Spezia e Taranto le città maggiormente interessate dall’incidenza di patologie causate dall’amianto in Marina militare.

I 200 casi di patologie amianto correlate nel solo Arsenale di Taranto, di cui almeno 70 tra mesotelioma e tumori ai polmoni e alla laringe, evidenziano una situazione paragonabile e non dissimile di quanto accaduto a La Spezia dove l’incidenza per soli mesoteliomi nel periodo 1996-2000 è di 87 casi di cui 57 in Cantieristica navale e Difesa, o Genova con 168 mesotelioma, con un totale per la Liguria di 281 casi dei quali oltre il 50% riguardano le attività navali e la Marina Militare.
Dati che andrebbero analizzati a livello nazionale e per esposizione professionale. Uno spaccato nazionale che per esposizione all’amianto in Marina Militare e insorgenze di patologie amianto correlate coinvolge tutta l’Italia dalla Liguria alla Puglia, dal Friuli Venezia Giulia alla Campania, ma anche Sicilia e Sardegna. I dati ufficiali del Terzo Rapporto del Registro Nazionale Mesotelioma del 2010 indicano nel periodo 1993-2004 per tutto il territorio nazionale 844 casi di mesotelioma in militari e lavoratori di cantieristica navale e della Difesa. Le esposizioni subite dai lavoratori Marina Militare, anche in periodi relativamente recenti, sono state significative e prevedibilmente ben superiori alle 100 fibre/litro. Motori, tubi, guarnizioni, pannelli, cucine, quadri e cavi elettrici; l’amianto ha contaminato tutti i locali e gli apparati di navi e sommergibili.
Dalle navi ex americane cedute all’Italia negli anni “60, Caorle, Grado, Etna, Bafile a quelle costruite nei cantieri navali nazionali nel periodo 1970-1990, da Nave Veneto allo Stromboli, Lupo, Intrepido, Mimbelli, Orsa, Sagittario, Audace, Ardito, Grecale, Alpino e l’elenco continua sino alla più recente Nave Garibaldi.
Nel solo Arsenale di Brindisi i dati Contramianto indicano che sono state distribuite ed utilizzate per coibentare navi e sommergibili ben 2 tonnellate di amianto di cui 200 kg di crocidolite, il pericolosissimo amianto blu già fuorilegge dal 1987, ma la situazione riguarda con ben maggiori quantitativi gli Arsenali principali di La Spezia e Taranto.
La polvere di amianto è nei polmoni le fibre cancerogene si annidano per poi esplodere e causare il male brutto il cancro di amianto il mesotelioma che ha portato via centinaia di vite e di sogni di marinai ignari che hanno navigato sulle navi militari come ha distrutto l’esistenza degli operai dei cantieri navali e degli Arsenali della Marina Militare ammalati e morti dello stesso male. Vittime del dovere così vengono considerati oggi militari e personale operaio della Difesa che si sono ammalati o sono morti a causa dell’amianto.
A questi lavoratori e alle loro famiglie Contramianto e altri rischi Onlus ritiene giusto che vengano date delle risposte. E ora che svanisca la polvere e finalmente si faccia chiarezza su l’intera vicenda amianto e Marina Militare; lo dobbiamo a tutti coloro che hanno patito e patiscono ancora oggi senza alcuna colpa gli effetti sulla salute dell’amianto killer”.
(Fonte – http://www.genovaogginotizie.it/cronaca/2011/4/26/news-19024/la-spezia-amianto-marina-militare-un-killer-bordo.html)

La lapide negata ai Marinai vittime dell’esposizione all’amianto a La Spezia e la mancata lapidazione di Paolo e Barnaba
di Pancrazio “Ezio” Vinciguerra

Il tentativo dei pagani e dei Giudei, con i loro capi, di aggredire Paolo e Barnaba che tentavano di evangelizzare (At 14,5-18) è molto simile a quanto sta accadendo a coloro che cercano giustizia, invano, per far riconoscere, “come vittime del servizio”, i Marinai (e più in generale marittimi) che sono morti o che sono allo stato terminale di vita.
La domanda che poniamo a questi nuovi pagani e Giudei è la stessa che Paolo e Barnaba gridano alla folla (in questo caso ai lettori):
“Uomini perché fate questo? Anche noi siamo essere umani, mortali come voi, e vi annunciamo che dovete convertirvi da queste vanità al Dio vivente, che ha fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che in esse si trovano. Egli, nelle generazioni passate, ha lasciato che tutte le genti (marinai e marittimi compresi) seguissero il la loro strada (navigazione); ma non ha cessato di dar prova di sé beneficando, concedendovi dal cielo piogge per stagioni ricche di frutti (e non polvere di amianto) e dandovi cibo in abbondanza per la letizia dei vostri cuori (e non della vostra cupidigia e della vostra carne maledette dal peccato)… e così dicendo, riuscirono a fatica a far desistere la folla dall’offrire loro un sacrificio!

Quando capitano anche a noi situazioni come queste non dobbiamo avere paura delle persecuzioni ma cercare la verità, anche attraverso l’evangelizzazione di pagani e Giudei, e far posto a un cuore capace di fermezza per affrontare il male, che è latente in ciascuno di noi, e che è accentuato proprio come in quei pagani e Giudei che navigano (realmente e virtualmente) in mezzo a noi.

MONUMENTO NEGATO…SOLO UNA TARGA
https://www.gazzettadellaspezia.it/cronaca/item/94818-niente-monumento-per-le-vittime-dell-amianto-per-ora-solo-una-targa.

Quelle sentenze del coccodrillo che condannano la speranza dei servitori dello Stato
di Pancrazio “Ezio” Vinciguerra

…e dei familiari, dei Fratelli Marinai che sono morti di asbestosi e mesotelioma pleurico, e anche delle vittime  dell’uranio impoverito che combattono l’impari lotta con la malattia.

Carissimi Frà, carissime vittime morte a causa delle fibre d’amianto, dell’uranio impoverito, o che quotidianamente combattete per sconfiggere queste malattie,
Vi chiediamo perdono per coloro che ci hanno fatto toccare la merda con mano, la stessa che era giunta vicino al naso emanando nauseabondi miasmi e malattie.
Questi illuminati di niente sono in via di estinzione semplicemente perché non credono in quello che fanno, nella buona e nella cattiva sorte. Non ascoltano le persone, non sanno cosa siano i sentimenti, si auto assolvono con cavilli burocratici rimpallandosi le colpe.
Il fatto cade in prescrizione e nessuno dei politici si domanda se in un omicidio o meglio in un eccidio non sia da rivedere il termine prescrizione.
La Magistratura, come Ponzio Pilato, se ne lava le mani perché sostiene giuridicamente ineccepibile queste sentenze “del coccodrillo” per mancanza di leggi adeguate e commisurate sulla cosiddetta prescrizione dei reati.
Non voglio generalizzare perché so che nei Poteri dello Stato ci sono “martiri” in cammino, ci sono delle eccellenze ma sono state surclassate, purtroppo, da beceri individui che non sanno il male che hanno fatto  glissando sul peggiore dei peccati dell’uomo: l’omicidio!
Nel mio paese, l’Italia, si annidano “serpi” che porteranno presto alle barricate della gente onesta.
amianto-sulle-naviE’ così avverrà ben presto se non cambiamo rotta perché nessuno di noi verrà risparmiato.
Il povero di “Spirito” sa edificare la povertà mentre non c’è peggio, in questo mondo, di un povero cretino che non sa ascoltare e perdonare.
Prevedo inondazioni a meno che non rinunciamo ad ogni forma di violenza, anche verbale, anche nei rapporti quotidiani con i nostri simili per ri-ri-ricostruire nel mondo la pace.
Agli argini di questa quotidiana “Via Crucis” ci si siamo noi, coloro che cerchiamo di non far procurare mai sofferenza ad alcuno, né con le parole, né con le azioni, né con l’esempio perché siamo ispirati dalla vicinanza silenziosa e solidale a ogni dolore e alla denuncia di ogni ingiustizia, come Lui ci ha insegnato, dandoci la Luce e non le tenebre e la Vita Eterna e non la morte ed il fuoco della Geenna.
Le continue vessazioni che riceviamo non fanno altro che accrescere la mia e la nostra fede di “Speranza” perché la speranza è quella virtù che non si vede ma si desidera ed è quindi ottimismo e solidarietà allo stato puro.


Diceva San Paolo:
Quando voglio fare il bene, il male è accanto a me, io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio. Ora se quello che non voglio, non sono più io a farlo ma il peccato che abita in me, chi mi libererà da questo corpo di morte?
Acconsento la legge di Dio ma nelle mie membra vedo un’altra legge che combatte contro la legge della mia ragione e mi rende schiavo della legge del peccato, che è nelle mie membra
“.
In buona sostanza Paolo dice che siamo infelici ma è anche una supplica ad essere liberati da questo fardello che è il Peccato.

Preghiera per le Vittime dell’amianto
(da internet)

O Dio nostro Padre, Signore amante della vita.
che riponi la tua gloria nell’uomo vivente,
che hai impresso la tua immagine nel volto di ogni uomo;
Ti preghiamo affinché la vita, ogni vita umana
senza distinzione alcuna sia sempre amata e rispettata
come il bene più grande da proteggere e da difendere.
O Dio nostro Padre, Signore amante della vita
che hai creato l’universo come un giardino, un vero paradiso
nel quale l’uomo potesse realizzare la sua vita e il suo futuro,
Ti preghiamo affinché nessuna scelta tecnica o scientifica,
e ancor più nessun calcolo di interesse o di guadagno
possa mai prevalere sul rispetto della vita umana, di ogni vita!
O Dio nostro Padre, Signore amante della vita,
che hai dato all’uomo l’intelligenza perché ogni scoperta
possa migliorare la sua condizione di vita sulla terra,
Ti preghiamo, fa che nessun uomo mai più utilizzi materiali
inquinanti e nocivi come l’amianto e che prima di tutto
ricerchi il suo vero bene, la salute, la giustizia e la pace.
O Dio nostro Padre, Signore amante della vita,
che hai promesso a tutti la vita e la felicità eterna,
Ti preghiamo per le tante vittime dell’amianto:
concedi loro, che almeno nell’altra vita possano godere di quella felicità di cui sono stati ingiustamente privati su questa terra; e per i loro familiari, perché siano riconosciuti i loro giusti diritti.
AMEN.

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