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Vito Berardi  e l’affondamento del regio sommergibile Marcello

di Nicola Aversa (*)

Il marinaio Berardi Vito nasce a Mola di Bari il 18 ottobre 1919.
E’ stato imbarcato sul sommergibile “Marcello”, insieme al Caduto concittadino Molese Sottocapo Salvai Andrea, deceduti il 6 aprile 1941 con l’affondamento sommergibile Marcello.

Attività operativa regio sommergibile Marcello
In previsione dell’imminente entrata in guerra, il 5 giugno 1940 l’unità, al comando del capitano di corvetta Luigi Donini, prese il mare per portarsi in agguato offensivo nel tratto di mare prospiciente Capo Palos, ma fu costretta al rientro per una perdita di cloruro di metile dall’impianto di condizionamento, che aveva intossicato gran parte dell’equipaggio.
Dopo le riparazioni l’unità riprese il mare. Fino all’ottobre 1940, effettuò tre missioni offensive in Mediterraneo, senza conseguire risultati di rilievo.
Il 31 ottobre 1940 il Marcello, al comando del capitano di corvetta Carlo Alberto Teppati, salpò da Napoli e il 5 novembre attraversò lo Stretto di Gibilterra senza inconvenienti. Postosi in agguato al largo dell’Irlanda, il 17 gennaio 1941 avvistò un convoglio e si portò all’attacco; individuato dalla scorta avversaria, fu sottoposto ad un intenso bombardamento con lancio di numerose bombe la cui esplosione provocò una lesione alla cassa di assetto AV.

Costretto ad interrompere la missione, nella navigazione di rientro attaccò con il cannone ed affondò il piroscafo belga Portugal da 1.550 tsl (20 gennaio 1941).
Durante l’azione, un’ondata di eccezionale violenza trascinò in mare quattro uomini addetti al cannone, tre dei quali vennero tratti in salvo, un artigliere morì annegato.
Rientrato a Bordeaux, il Marcello salpò il 6 febbraio 1941 per una nuova missione, ma non diede più notizie. 


Nel dopoguerra gli inglesi hanno segnalato tre azioni antisommergibile, tutte avvenute il 21 febbraio 1941, che avrebbero potuto essere state la fine del Marcello:
La prima ad opera del cacciatorpediniere Hurricane in posizione 56°19’ N e 7°59’ O;
La seconda effettuata dal cacciatorpediniere Montgomery nel punto 59°00’ N e 17°00’ O;
La terza condotta dalla corvetta Perwinkle in posizione 59°18’ N e 14°32’ O.
Nessuna delle tre azioni coincide però con la zona d’agguato del Marcello dal 19 febbraio, cioè fra i paralleli 57° e 58° N.
Altra possibilità è che autore dell’affondamento sia stato un idrovolante Short Sunderland della RAF, ma tale ipotesi è anch’essa poco probabile.
Scomparvero con il sommergibile il comandante Carlo Alberto Teppani e 57 fra ufficiali, sottufficiali e marinai.
Non vi furono superstiti fra gli uomini d’equipaggio.


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