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Cefalonia, tutto questo non è solo un film…

foto a cura Antonio Cimmino e A.N.M.I. Stabia
riflessioni a cura Pancrazio “Ezio” Vinciguerra
ispirazione ed incipit tratte dal fim “Il mandolino del Capitano Corelli di Louis De Bernieres”

BANCA DELLA MEMORIA PER NON DIMENTICARE MAI

Quando mi recai alla mostra di Cimmino feci fatica a guardare quelle foto.
Gli occhi si chiudevano per l’orrore, per la vergogna, per aver compreso che nessuno per nessun motivo può arrivare a giustiziare un suo simile.
Compresi anche dal racconto dei superstiti che un popolo che non arrossisce più alla vergogna è un popolo destinato a soccombere.
Io, come del resto gli altri visitatori presenti, piansi nel leggere che dal 15 al 26 settembre 1943 perirono tutte quelle anime.
Pancrazio “Ezio” Vinciguerra

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Il mandolino del Capitano Corelli
(Louis De Bernieres)

“L’amore è una pazzia temporanea, erutta come un vulcano e poi si placa. E quando accade, bisogna prendere una decisione.
Devi capire se le vostre radici si sono intrecciate al punto da rendere inconcepibile una separazione.
Perché questo è l’amore.
Non è l’ardore, l’eccitazione, le imperiture promesse d’eterna passione, il desiderio di accoppiarsi in ogni minuto del giorno.
Non è restare sveglia la notte a immaginare che lui baci ogni angoletto del tuo corpo.
No, non arrossire, ti sto dicendo qualche verità.
Questo è semplicemente essere innamorati, una cosa che sa fare qualunque sciocco.
L’amore è ciò che resta quando l’innamoramento si è bruciato; ed è sia un’arte, sia un caso fortunato.
Tua madre ed io avevamo questa fortuna, avevamo radici che si protendevano sottoterra l’una verso l’altra, e quando tutti i bei fiori caddero dai rami, scoprimmo che eravamo un albero solo, non due.
Ma, a volte, i petali cadono senza che le radici si siano intrecciate”.

5 commenti

  • EZIO VINCIGUERRA

    Quando mi recai alla mostra di Cimmino feci fatica a guardare quelle foto.
    Gli occhi si chiudevano per l’orrore, per la vergogna, per aver compreso che nessuno per nessun motivo può arrivare a giustiziare un suo simile.
    Compresi anche dal racconto dei superstiti che un popolo che non arrossisce più alla vergogna è un popolo destinato a soccombere.
    Io, come del resto gli altri visitatori presenti, piansi nel leggere che dal 15 al 26 settembre 1943 perirono tutte quelle anime.
    Pancrazio “Ezio” Vinciguerra

  • Pasquale Perrone

    🙁 buonasera carissimi chi meglio di noi che ci siamo stati può comprendere anche se è passato tanto tempo l’orrore di questa strage che si poteva evitare.

  • Giovanni Brandano

    …affinché i sappia che qui, e non solo qui, assieme a soldati e avieri. operano i marinai……

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