Nicola Piovani

…la vita è bella!

Pianista, compositore e direttore d’orchestra, Nicola Piovani è stato allievo del musicista greco Manos Hadjidakis. Risale al 1968 la sua prima colonna sonora: i cinegiornali sul movimento studentesco realizzati da un collettivo universitario sotto la guida di Silvano Agosti.
Il debutto in un lungometraggio avviene l’anno successivo con N.P. Il segreto di Silvano Agosti. Comincia così una carriera che lo porta a collaborare con i maggiori registi italiani: Bellocchio, Monicelli, i fratelli Taviani, Moretti, Tornatore, Benigni e Federico Fellini, che si è rivolto al musicista per i suoi ultimi tre film.
Fra gli stranieri Ben Von Verbong, Pál Gábor, Dusan Makavejev, Bigas Luna, Jos Stelling, John Irvin, Sergej Bodrov,Philippe Lioret, Danièle Thompson,Eric-Emmanuel Schmitt.
Con la colonna sonora di La vita è bella di Roberto Benigni vince il premio Oscar. Riceve inoltre tre David di Donatello (per Ginger e Fred di Fellini, Caro diario e La stanza del figlio di Moretti), quattro premi «Colonna sonora», due Nastri d’argento e due Ciak d’oro. Con L’équipier di Philippe Lioret ottiene la «nomination» al César, il premio del pubblico e la menzione speciale della giuria al festival «Musique et cinéma» di Auxerre.
Sin dall’inizio affianca al lavoro nel cinema quello per il teatro, scrivendo musiche di scena per gli allestimenti di Carlo Cecchi, Luca De Filippo, Maurizio Scaparro, Vittorio Gassman. Nel 1989, con Luigi Magni e Pietro Garinei, crea per il Teatro Sistina la commedia musicale I sette re di Roma, protagonista Gigi Proietti.
Come autore di canzoni, negli anni Settanta compone a quattro mani con Fabrizio De André gli album Non al denaro, non all’amore né al cielo e Storia di un impiegato. Nel 1995 scrive tre canzoni per il tour teatrale di Roberto Benigni, fra le quali Quanto t’ho amato.
Alla fine degli anni Ottanta inizia il sodalizio artistico con lo scrittore Vincenzo Cerami. Insieme Piovani e Cerami fondano la Compagnia della luna, con l’intento di dare vita a un genere di teatro che in quel momento non trova spazio sulle scene italiane; un teatro dove musica e parola abbiano pari dignità e si sostengano a vicenda. I primi frutti di questa collaborazione sono La cantata del Fiore e La cantata del Buffo: le due opere, unite in un unico spettacolo, vengono presentate per quasi duecento repliche nei teatri di tutta Italia. Seguono Il signor Novecento (1992) e Canti di scena (1993). In quest’ultimo allestimento, replicato per sei stagioni, i due autori sono presenti in palcoscenico, con la complicità di un piccolo ensemble orchestrale, di tre cantanti e dell’attrice Norma Martelli. In Romanzo musicale (1998) Cerami e Piovani raccontano i miti della classicità visti con gli occhi dell’uomo contemporaneo. Nel 2000 debutta Concerto fotogramma: uno spettacolo in cui Piovani compendia e traveste in forma teatrale trenta anni di creazioni per il cinema.
Tre le opere concepite per un organico strumentale più ampio. Nel 1998 viene eseguita per la prima volta al Teatro Mancinelli di Orvieto La Pietà, Stabat Mater per voce recitante, due cantanti (soprano di coloratura e voce soul) e un’orchestra di ventitré elementi. Nella Pasqua del 1999, su invito delle autorità palestinesi, La Pietà viene offerta alla cittadinanza di Betlemme come messaggio di pacificazione ai popoli della Terra Santa; nel 2004 è riproposta in una doppia rappresentazione nel territorio palestinese di Betlemme e in quello israeliano di Tel Aviv.
L’isola della luce è una partitura per voce recitante, due cantanti e orchestra su testi di Omero, Sicilo, Byron, Einstein, Seferis, l’Ecclesiaste, Mesomede da Creta e di Vincenzo Cerami. È nata nel 2003 su commissione del governo greco per essere eseguita fra le rovine dell’isola di Delos.
Nel 2006 la Cgil commissiona a Cerami e Piovani La cantata dei cent’anni, per celebrare un secolo di storia della confederazione sindacale.
In precedenza un’altra commissione, quella del Théâtre National de Chaillot, aveva permesso la nascita di Concha Bonita: una forma di spettacolo che si colloca a metà strada tra l’opera e la commedia musicale, composta da Piovani su libretto di René de Ceccatty e Alfredo Arias, applaudita dal pubblico parigino nella stagione 2002-2003. L’edizione italiana di Concha Bonita va in scena nei nostri teatri da più di tre anni.
Fra le tante esecuzioni sinfoniche di musiche da film se ne segnalano due: quella di Johannesburg nel 1994, che per la prima volta nella storia del Sudafrica ha unito in palcoscenico un’orchestra di strumentisti bianchi e una cantante di colore; quella al Festival di Cannes nel 2002, in occasione di una «Leçon de musique» che Piovani ha dedicato alla musica nel cinema di Fellini.
Il 26 marzo 2007, a Mumbai, in occasione della fiera “Frames” – la più importante Convencion indiana – l’Associazione Filmitalia invita Piovani con il suo Quintetto a rappresentare l’Italia. Nasce così Piovani in Quintetto che da quella data continua a girare in Italia e all’estero.
L’11 dicembre del 2007 nell’Aula Magna dell’Università La Sapienza di Roma, nel calendario dell’Istituto Universitario Concerti, debutta EPTA, suite orchestrale per sette musicisti che eseguono un ciclo di sette movimenti, scanditi da sette interventi di voci registrate che recitano frammenti di varia derivazione ispirati al numero sette, al suo fascino nella tradizione poetica, mitologica, biblica e nella matematica antica e contemporanea. Ognuno dei sette brani ha uno strumento principale che, da prim’attore, dialoga con gli altri sei.
Nel 2007 Nomination al premio Césars per la musica del film L’Equipier. Nel 2008 è stato nominato Chevalier dans l’ordre des Arts et Lettres dal Ministro francese della Cultura.

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