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    22.7.1943, affonda il regio rimorchiatore Terracina (ex Giacomo)

    di Giuseppe Salvo

    Onori ai Marinai del Regio Rimorchiatore “Terracina” (ex Giacomo – ex mercantile olandese) affondato durante un attacco aereo nel mare antistante Barcellona Pozzo di Gotto.
    Nei giorni successivi molti corpi dei Marinai caduti furono raccolti sulle spiagge di Caldera’ e Spinesante e trasportati in città in obitori improvvisati.

    Caratteristiche tecniche
    – Dislocamento: 230 tonnellate;
    – Velocità: 9,5 nodi;
    – Equipaggio: non a conoscenza;
    – Armamento: 1 pezzo da 76/40
    – Costruito nel 1916;
    – in servizio nel 1917;
    – affondato 22 luglio 1943 presso Barcellona (Sicilia settentrionale) da attacco aereo.

    SIAMO ALLA RICERCA DI ULTERIORI NOTIZIE E FOTO DELL’UNITA’ E DEI MARINAI DECEDUTI.

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    22.7.1886, Gaetano Cimmino

    di Antonio Cimmino

    (Castellammare di Stabia, 22.7.1885 – Disperso in mare 8.1.1916)

    8.1.1916, affondamento della regia nave Città di Palermo
    di Claudio53, Antonio Cimmino

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    A seguito di segnalazioni, prontamente arrivate a questo blog tramite mail, si riporta di seguito l’articolo con lo stesso titolo ma modificato nei contenuti. Ringrazio gli autori per l’amore misericordioso che li contraddistingue quando si parla di Marinai deceduti.
    Pancrazio “Ezio” Vinciguerra

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    La nave, appartenente alle Ferrovie dello Stato, requisita ed armata dalla Regia Marina, fu trasformata in Incrociatore Ausiliario. Il Città di Palermo (3414 tsl), al comando del Capitano di fregata Enrico Cuturi, affondò con la perdita di 93 uomini (fra italiani e britannici) al largo di Brindisi per urto contro una mina posata dal sommergibile posamine germanico UC 14 (Comandante, Sottotenente di Vascello C. Bauer).
    Il mattino dell’8 gennaio 1916, l’unità lasciò Brindisi con a bordo 546 tra membri dell’equipaggio e militari destinati a Durazzo e al fronte di Salonicco. Poco dopo aver lasciato il porto, intorno alle 8.30, a circa 6 miglia a nordest di Brindisi, la nave entrò in un campo minato posato il precedente 10 dicembre dal sommergibile tedesco UC 14 ed urtò una mina, affondando con grande rapidità.
    Numerosi drifters britannici ed italiani (pescherecci adibiti alla ricerca sommergibili con reti a strascico in acciaio) accorsero prontamente sul luogo, riuscendo a salvare la grande maggioranza degli uomini imbarcati.
    Purtroppo, due drifters britannici accorsi per i soccorsi il Morning Star ed il Freuchny affondarono per urto di mine. Su alcuni testi viene riportato che in tale occasione affondò anche il drifter Gavenwood ma non è corretto poiché tale imbarcazione affondò il successivo 20 febbraio (sempre sullo stesso campo minato messo in opera dal U-Boot UC 14).

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    Il contingente britannico che imbarcò sul Città di Palermo (diretto a Valona) era composto da 4 Ufficiali e 139 militari. Sono deceduti:

    • sul Città di Palermo 36 italiani e 57 britannici per un totale di 93 uomini;
    • sul Drifter Morning Star 9 britannici;
    • sul Drifter Freuchny 8 britannici.
    • 453 uomini poterono essere tratti in salvo dalle unità soccorritrici.

    Di seguito si riportano i nominativi dei Marinai deceduti:

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    21.7.1943, mitragliata la regia nave Calliope (3^)

    a cura Carlo Di Nitto

    La regia torpediniera “Calliope” (3^), classe “Spica”, serie “Alcione”, dislocava 1050 tonnellate.
    Fu varata il 16 aprile 1938 presso i Cantieri Ansaldo di Genova Sestri ed entrò in servizio nella Regia Marina il 28 ottobre dello stesso anno.
    Durante il 2° conflitto mondiale svolse intensa attività di ricerca, caccia antisommergibile e scorta ad unità maggiori.
    Il 16 giugno 1940, in sezione con la torpediniera gemella Polluce, contribuì all’affondamento del sommergibile britannico “Grampus”.
    Complessivamente, fino al settembre 1943, effettuò 117 missioni di scorta a navi mercantili isolate o convogliate e 21 missioni di guerra di vario genere, percorrendo in totale oltre 77.500 miglia.
    Nel corso di tali missioni la regia nave Calliope fu spesso in contatto anche con forze aeree avversarie e la sua reazione contraerea abbatté in diverse azioni, sei degli apparecchi attaccanti recuperando gli equipaggi di cinque di essi.
    Purtroppo il 21 luglio 1943, durante una di queste azioni, mitragliata, dovette lamentare 7 Marinai morti e 28 feriti.

    All’armistizio dell’8 settembre 1943 raggiunse Malta in ottemperanza agli ordini; ma già l’ 8 ottobre veniva nuovamente impiegata.
    Al temine delle ostilità, dopo brevi periodi di inattività, fu sottoposta a lavori di rimodernamento che le consentirono di continuare servizio di squadra nell’ambito NATO fino al 1° agosto 1958, data della sua radiazione.
    Onore ai suoi Caduti.
    Per saperne di più visitare la mia pagina:
    https://digilander.libero.it/carandin/calliope.htm

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    21.7.1928, entra in servizio il regio sommergibile Balilla


    Questa unità, classe omonima, dislocava 1369 tonnellate in emersione e 1874 tonnellate in immersione.
    Varato il 20/2/1927 nei cantieri Odero Terni di La Spezia, entrò in servizio il 21/7/1928.
    A causa del rapido deterioramento del materiale con cui era stato costruito che costringeva a lunghi periodi di lavori e ne riduceva l’efficienza bellica, fu posto in disarmo nel 1941.

    Questa foto reca un appunto sul retro:
    “Gaeta 3/9/1936 (?)
    Sommergibile “Balilla” raggiunge la propria squadriglia”.

    La data è poco leggibile in quanto volutamente cancellata forse perché in quel periodo il “Balilla” partì con gli altri tre battelli gemelli per le acque spagnole allo scopo di effettuare missioni speciali durante la guerra civile di Spagna.
    In quel periodo da Gaeta partivano “in gran segreto” molte navi con truppe e materiali dirette in Spagna a supporto delle truppe franchiste. La presenza della data sulla foto poteva forse creare problemi a livello “politico – militare”, considerato che “ufficialmente” l’Italia non era coinvolta nella guerra di Spagna.
    Il suo motto fu: “Che l’inse?” (Ci decidiamo?) espressione in dialetto genovese attribuita al giovane Giovan Battista Perasso, detto Balilla, che la pronunciò lanciando un sasso il 5 dicembre 1746 contro gli austriaci che occupavano Genova. Questo gesto diede origine all’insurrezione popolare che cacciò gli occupanti dalla città.


    Caratteristiche tecniche
    Tipo:
     sommergibile di grande crociera
    Dislocamento:
    – in superficie: 1.450 t
    – in immersione: 1.904 t
    Dimensioni:
    – Lunghezza: 86,75 m
    – Larghezza: 7,80 m
    – Immersione: 4,78 m
    Apparato motore superficie: 2 motori Diesel FIAT più 1 motore ausiliario, 2 eliche
    – Potenza: 4.000 cv motori principali, 425 cv motore ausiliario
    – Velocità max. in superficie: 17,5 nodi (7,0 nodi con motore ausiliario)
    – Autonomia in superficie: 3.000 miglia a 17,0 nodi – 7.050 miglia a 8,5 nodi (12.000 miglia a 7 nodi con motore ausiliario)
    Apparato motore immersione: 2 motori elettrici di propulsione Savigliano
    – Potenza: 2.000 cv
    – Velocità max: 8,9 nodi
    – Autonomia in immersione: 8 miglia a 8,9 nodi – 110 miglia a 3,0 nodi
    Armamento:
    – 6 tls AV da 533 mm, 8 siluri da 533 mm
    – 2 tls AD da 533 mm, 4 siluri da 533 mm
    – 1 cannone da 120/27 mm (dopo il 1934 sostituito con 120/45 mm)
    – 4 mitragliatrici 13.2 binate
    – 1 tubo lanciamine, 4 mine
    Equipaggio: 7 ufficiali, 70 tra sottufficiali e marinai
    Profondità di collaudo: 100 m.

    S.O.S. RICHIESTA NOTIZIE

    Ciao Ezio carissimo,
    ti faccio dono delle foto di quel che resta di mio zio Francesco La Rosa (mi sono state affidate da mio padre che mi ha voluto chiamare come Lui). Quello che so di mio Zio è che è nato a forse a Civitavecchia il 13.2.1915 e, di questo quadro con le decorazioni, non so nemmeno quali onorificenze gli siano state tributate e perché…


    Dal berretto si evince che sia stato membro del regio sommergibile Balilla, altro non so.
    Mi piacerebbe, col tuo aiuto e con l’aiuto dei lettori del tuo blog, conoscere la storia nella regia Marina di mio Zio e del regio sommergibile Balilla.
    Confido in te e in voi.
    Franco